Adorate fare o disfare le valigie?

Qualche giorno fa in una nota divertita una lettrice mi chiedeva cosa intendevo esattamente quando ho scritto nella descrizione sul “chi siamo” nel blog che viaggio slow ed adoro più disfare che fare le valigie e più in particolare mi ha chiesto se questo non fosse in aperto contrasto con l’ostentato desiderio ed amore per il viaggiare tipico di chi scrive di viaggi.

Touché? ma manco per niente. L’ho scritto e lo sbandiero: adoro disfare le valigie, detesto farle. Far la valigia è sinonimo di partire, lasciare un luogo, e sebbene stia un anno a sognare di viaggi quando arriva il momento di partire si risveglia uno strano magone di cui vi ho parlato proprio nel primo post che ha aperto questo blog. Di contro disfare una valigia è un’azione che significa “impossessarsi” anche solo temporaneamente di un luogo. Può trattarsi di un hotel, ma è raro che soggiorniamo in un albergo così a lungo da dover disfare le valige. B&B ed hotel sono piuttosto degli intertappa in cui ti limiti ad aprire la valigia e tirarne fuori il minimo indispensabile.

No, si disfa una valigia quando si fa una sosta più lunga come in uno scambio casa o quando se ne fitta una. Essenzialmente a me piace viaggiare di casa in casa perché si disfa la valigia: si organizzano gli spazi, dove mettiamo i giacconi? e le attrezzature da outodoor? dove dormirà Frodo? (in realtà sceglie lui, no questo esclude letti e divani in casa d’altri come in hotel, ma il peloso dalle cose umane non è mai stato troppo tentato) Adoro impossessarmi della cucina (anche se sarà Giovanni a smanettare tra i fornelli), e riporci la spesa dal mercato locale. É glorioso il momento in cui dispongo i miei libri, cartine, iPad sul nuovo comodino. Decido dove sistemerò il laptop per lavorare o oziare sui social. Ogni pezzo di me che trasloca nella nuova casa crea un legame con un mondo nuovo.

Anche gesti banali come buttare la spazzatura diventano un modo per approfondire le conoscenze col paese che ci ospita, la differenziata avviene per 2 o 10 passaggi? Senza contare che ritrovarsi a portare fuori il bidone della plastica è la prima di una serie di scuse per scambiare quattro chiacchiere con un vicino. Non vi racconto quante volte è proprio dalla spazzatura che sono nati grandi amori di vicinato come a Grenoble, se dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori… e gli inviti a cena!

E dove sono le sdraio da mettere in giardino? i lucchetti delle biciclette? L’azione di impossessarsi di un luogo sconfina ovviamente in giardino e nei luoghi immediatamente vicini…

Viaggiare di casa in casa

Insomma questo post nato per contestare simpaticamente una domanda sta diventando, me ne rendo conto, un’ode ai viaggi  slow fatti tramite le case. Si cambia e sono cambiata anch’io: prima il mio modo di viaggiare era fatto di brevi tappe 1-3 notti e via, adesso mi piace “sostare”, gustare i posti che vedo, rinunciando a “vedere tutto” ma creando qualche legame, fissando memorie con le ripetizioni, routine quotidiane. Ti ricordi Gianni che bello avere le bici a Berlino e la nostra stazione nel viale di ippocastani? Ricordi Frodo la lapide nel cimitero/giardino di fronte casa a Londra? Ricordate Rob e Frodo la sera a cercare con lo sguardo il rifugio di ElferHutte dalla finestra di casa nella StubaiTal a ricordare le nostre avventure?

Sicché anche per questa estate – destinazione tutta da rivelare – abbiamo alternato lo scambio casa, ed alcune tappe in hotel (1-2  notti), per altre tappe più lunghe vorrei di nuovo andar per case magari provando i servizi di hundredrooms.it un hub che consente di visionare le case presenti su altre piattaforme (Booking.com, AirBnB, HomeAwayfromHome, tripadvisor), fa uso di mappe integrate, e tra i filtri consentiti c’è quello per cercare case pet-friendly. Vi terrò aggiornati e farò sapere. Intendiamoci non credo ci sia un modo corretto o sbagliato di viaggiare, uno da veri viaggiatori uno da condannare, ma le case aiutano a mettere radici, a farti sentire un po’ più local, insomma sono un invito a “disfare la valigia e sentirti a casa”…

E per voi quale è il vostro modo di organizzare un viaggio? Che tipo di alloggio preferite? E cosa vi fa sentire un po’ più parte di un luogo invece che semplici ospiti di passaggio?

Viaggio slow perché adoro disfare le valigie: il turismo fatto per case

3 pensieri su “Viaggio slow perché adoro disfare le valigie: il turismo fatto per case

  • luglio 10, 2017 alle 13:59
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    Non molto tempo fa ho fatto una riflessione simile: soggiornare in una casa vera invece che in un hotel o un B&B offre la possibilità di sentirsi uno del posto. Anche se per pochi giorni, la sensazione di dire “Andiamo a casa” dopo una giornata trascorsa in giro non ha prezzo. Sai che oltretutto le volte che sono stata in una casa me la sono presa anche più con calma? Niente corse pazze da una parte all’altra della città, più tempo per aperitivi, passeggiate tranquille, ecc.
    E anche io come te preferisco disfare la valigia perché come dici tu mi sembra di impossessarmi del posto in cui sono 🙂

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    • luglio 10, 2017 alle 22:21
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      Ci hai preso Silvia, e forse è stata proprio questo cambiamento che ho notato in me a farmi preferire man mano questo modo di viaggiare…. anche come se mi dice qualcuno “ma così non vedi tutto”! Ma io non voglio “vedere tutto”, voglio sentire cose, dentro! A presto 🙂

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      • luglio 11, 2017 alle 14:17
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        Quelli del “non vedi tutto” mi fanno morire 😉 Come anche quelli del “Ma non hai visto il museo tal del tali? Allora non hai visto NIENTE”…

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