Tripudio: la cugina ha deciso di sposarsi ad Alberobello. Sembrerebbe che non tutti i matrimoni vengano per nuocere. Sarà l’occasione per una riunione di famiglia ma anche per ritornare in uno dei luoghi più belli della Puglia.

Mi muovo da prassi all’ultimo minuto utile e l’hotel scelto dagli sposi è pieno: la caccia all’alloggio è aperta. Per come ci conoscete un qualsiasi B&B in un romantico trullo farebbe al caso nostro, ma… ma questa volta voglio strafare. Voglio una piscina, non voglio girovagare ma oziare e starmene a prendere il sole. Insomma può capitare persino a me di essere seriamente stanca e di avere bisogno di rallentare tutto.

Solito booking, solita caccia. Trovo la Masseria Torricella proprio nella zona che desidero. Non mi faccio illusioni, se è grande è senz’anima, se ha piscina è solo per turistelli come saremo noi in questa occasione. Mai conclusioni furono più sbagliate!

Sotto un sole glorioso cerchiamo la nostra Masseria, su quella terra rossa e ulivi e muretti a secco che potresti piantarti in contemplazione per giorni interi, se solo fossi Van Gogh farei giustizia a questi colori, a queste forme, a questi disegni dove natura e la mano dell’uomo disegnano paesaggi straordinari.

Tanto per cambiare sbagliamo 4-5 volte strada, e solo quando incrociamo un contadino su un trattore scopriamo che quella masseria di fronte alla quale siamo passati infinite volte è la nostra destinazione. Non abbiamo ancora varcato il cancello che siamo in estasi, un infinito oceano di grano che ondeggia al vento sulla nostra destra, ed a sinistra file e file di frutteti. Dalla reception ci accompagnano alla dependance. Un trulletto di fronte a filari di ciliegie, so che non resisterò a lungo ma mi assicurano che posso mangiare tutta la frutta che voglio, quelle ciliegie non solo sono scure e grandi come prugne, ma hanno un sapore divino.

La nostra stanza è perfetta, il peloso è più che benvenuto, e subito si esibisce in lunghe corse tra gli ulivi. Ho detto ciliegi? Qui ci sono albicocche, pesche, pere, prugne, ulivi, grano: ogni vegetale sembra esplodere di vita… una vera masseria? Per essere un hotel senz’anima mi pare che abbiamo scelto bene. In verità ancora non avevo capito nulla.

Piscina nel mezzo della campagna, con le rondini che volano a filo d’acqua e che sono ingaggiate nello staff ad ogni stagione per la pulizia da insetti: efficientissime. Merenda con frutta fresca, appena raccolta e servita in una deliziosa composizione.

 

Ora di cena, percorriamo a piedi la breve stradina dalla dependance sotto una luna che illumina la campagna, specchiandosi nel mare di grano. Ristorante all’aperto, una terrazza al chiaro di luna, tra rampicanti e candele. Piatto dopo piatto capisco che c’è qualcosa che non proprio non va. Quegli spaghetti alla chitarra sono fatti a mano, quel sughetto di pomodoro dolce che nulla ha dell’agro di quelli industriali, la fogliolina di basilico fresca ed aromatica, l’antico e raro formaggio primosale fresco da non credere, quella parmigiana semplice semplice perché il divino sapore delle melanzane non ha bisogno che di pomodoro, parmigiano e mozzarella per esaltarsi. Il sapore pieno del vero olio d’oliva pugliese. Lo staff attento gentile, e soprattutto fiero del proprio lavoro come se fosse il proprietario di questi luoghi. Sono sbalordita!

Il mattino dopo scopriamo che la tenuta di Masseria Torricella comprende anche un imponente bosco di pini e querce, lungo il quale è stato ideato un Percorso Vita con attrezzi ed esercizi. Dalle dolci colline si vedono i filari di vigneti, troppo poco tempo per esplorare tutto, abbastanza per restarne ammaliati.

Il giorno della partenza i giovani proprietari, Eva e Beppe, ci spiegano che la Masseria è nata dall’azienda agricola del papà di lui, che mi spiace non aver incontrato. Mi sono fatta un’idea che deve essere un uomo semplice ma di grandi visione, ha sposato (in epoca non sospetta) i principi dell’agricoltura ed allevamento biologico, prova ne sia la straordinaria varietà di coltivazioni prima vera difesa biologica dalle malattie. La coraggiosa coppia ha deciso di continuare su quella strada, la Masseria propone piatti e vini a km 0. Quel poco che non è prodotto direttamente da loro è recuperato dagli agricoltori in zona.

La Masseria Torricella è subito fuori da Alberobello ed è in posizione ideale per esplorare tutta la Valle d’Itria, e le coste Adriatiche e Joniche della Puglia. 

Come sempre noi amanti dei viaggi slow consigliamo un soggiorno di almeno 3 giorni, usando la Masseria come base e girando tutta la zona d’intorno. Alberobello, Polignano a Mare, Martina Franca, Locorotondo, Cisternino, Ostuni, sono tutti a brevissima distanza.

Durante tutto l’anno numerosi gli eventi proposti dalla Masseria, dalle serate d’autore (incontri con scrittori, registi, poeti) a quelle musicali. Dalle degustazioni dei prelibati vini locali alle serate a tema.

Consigliata a:

Esploratori del bello e del buono.

Meta ideale anche per famiglie. I bambini saranno incantati dai tanti animali, parte della piscina è riservata ai bimbi con area bassa per i più piccini. Dai giochi, alle passeggiate, alle escursioni, al relax ce n’è per tutti.

Per chi vuole arrivare un po’ più vicino al grande cuore della Puglia, conoscerne i nuovi imprenditori che ne stanno, inconsapevoli, forgiando un futuro di cui essere fieri.

Indirizzi utili:

Masseria Torricella

Masseria Torricella su Facebook

Viaggiare in Puglia: trulli e Valle d’Itria

La MiniGuida alla Valle d’Itria di Puglia Turismo: Guida Valle_d’Itria_e_Murgia_dei_Trulli

#ticonsigliounposticino: Masseria Torricella di Alberobello, cucina a chilometro zero, prodotti biologici, nel cuore della Valle d’Itria
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4 pensieri su “#ticonsigliounposticino: Masseria Torricella di Alberobello, cucina a chilometro zero, prodotti biologici, nel cuore della Valle d’Itria

    • giugno 21, 2017 alle 9:27
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      Hai colto nel segno: scappo a gambe levate quando ci sono matrimoni in vista. Quanto al resto già con i soli antipasti o colazione ti conquisterebbero 🙂

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  • giugno 21, 2017 alle 8:58
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    Un ottimo suggerimento, che metto da parte per settembre. Le sfumature di quelle pesche mi hanno fatto un effetto… pavloviano!… 😉

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    • giugno 21, 2017 alle 9:31
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      Anche per i non amanti della frutta, avere quel ben di dio a vista è una tentazione troppo grande… A settembre ci farai sognare con grappoloni d’uva delle varie qualità <3

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