É stato un viaggione. Di quelli che prima di partire ti paiono troppo belli per essere veri, e che quando ritorni sai che ti hanno riempito una valigia di ricordi. Come dice Mamma Gisella in un post di quelli che ti fanno venire le farfalle allo stomaco, abbiamo una valigia così piena di ricordi di cose fatte, di posticini visitati, di emozioni forti che al rientro quasi non ci riuscivamo a chiuderla, quella valigia.

Un itinerario come sempre un po’ matto, ogni partenza ci dà l’opportunità di avere mete più vicine, noi – lo ricordo – non usiamo aerei per poter viaggiare con Frodo, e dunque una volta ontheroad location apparentemente lontane sono in realtà molto più vicine che a ripetere un viaggio dalla Basilicata.

La Svezia è stata la nostra meta. L’Isola di Aero (in Danimarca) e Amsterdam due deviazioni… fuori tema, ma anche per loro abbiamo trovato ampio spazio nella nostra valigia dei ricordi!

Valles – Alto Adige: la libertà riconquistata!

La prima fermata è stata l’Alto Adige, l’intenzione era quella di passarci solo una notte, ma come passare in Alto Adige senza fare neppure una passeggiata? Impossibile. E dunque le notti sono diventate due, e ne siamo stati felici perché il nostro Hotel Kaserhof a Valles in Rio Pusteria era così accogliente che ci si potrebbe passare un’intera settimana e volerne di più. Camminata al mattino e centro benessere alla sera, con mezza pensione nell’ottimo ristorante. Per me un paradiso:  “camminare e riposare” erano quanto di più avevo bisogno (qui vi racconto perché quest’anno è stato un anno impegnativo).

La città dai tetti a falda Bamberga – Germania

Abbiamo attraversato la Germania per tutta la sua lunghezza. La prima sosta è stata a Bamberga, piccola città il cui centro storico è entrato a pieno diritto Patrimonio Unesco dal 1993 perché l’intera città è …. una favola romantica. Il fiume che scorre placido tra casette a graticcio, il palazzo del comune tutto proteso sull’acqua a sfidare la gravità, i colori incredibili delle case (giallo, rosa, azzurro, albicocca, verde), e soprattutto un tappeto di tetti rossi a spiovente che si incurvano a metà altezza e su cui si affacciano timidi abbaini, spesso contornati di fiori, come  occhi socchiusi a spiare I passanti.

Un peccato che il Ghost Tour fosse solo in tedesco perché…. qualcosa di “spooky” io l’ho trovata, ed ho sviluppato un certo gusto per le cittadine deliziose … con una nota misteriosa di fondo, che alcuni intravvedono altri neppure se ne accorgono! Vi mostrerò la mia sorprendente raccolta.

Lubecca – Germania

Lubecca, siamo finalmente sul Baltico, nella Germania del Nord. Il suo centro storico è un’isola racchiusa dal fiume Trave, grande abbastanza da potercisi perdere, piccola abbastanza per ritrovare poi la strada.

Lubecca è un problema. Non sai mai se guardare in alto le sue case dalle facciate decorate da bei frontoni ora bianchi, ora in mattoncini, o se fare attenzione alle sue porte imponenti, se seguire la via lungo il fiume, o perdersi nei suoi vicoli, o alla ricerca dei suoi mercati e tanti musei e teatri di marionette (quello con il draghetto deve essere spettacolare!)  o forse a cercare il miglior caffè per i dolcetti di marzapane (orgoglio della città).

Dopo aver letto “I Buddenbrook” di Thomas Mann non vedevo l’ora di visitarne la casa/Museo (seguirà post dedicato). Ma infine, dopo aver visitato Lubecca a piedi, via fiume, dalle sue torri più alte, con Frodo abbiamo deciso che la nostra passione sono le Gänge und Höfe, stretti vicoli che diventano inaspettati giardini comuni (si, si anche qui seguirà un post più esaustivo) e di lì abbiamo cominciato un’appassionata caccia ad ogni singolo cunicolo!

Dopo Lubecca ci siamo spinti sulla penisola di Putnam e qui ci siamo imbarcati sotto un sole delizioso per Robihavn in Danimarca. Ma niente soste: la Svezia ci attende.

La Svezia che non ti aspetti…

Francamente la mia idea della Svezia era quella di un paese piatto e dunque (associazione da brava montanara) un po’ noioso, conifere e conifere e qualche lago era quanto mi dicevo. Nondimeno quando ci è arrivata una proposta di scambiocasa da Stoccolma non ho saputo dire di no.

La magia invece è cominciata sull’Oresund quel ponte straordinario che congiunge la Danimarca alla Svezia del Sud. É un ponte “semplicissimo” e lineare eppure maestoso e spettacolare una volta che ci sei su circondato da un mare azzurro come non mai e quei “semplici” piloni ti si rivelano in tutta la loro grandezza solo quando ci sei sotto e non riesci a farli entrare nella macchina fotografica…

Ystad ed il tour sulle tracce dell’Ispettore Wallander – Svezia

La piccola cittadina di Ystad, con le sue stradette lastricate, case colorate in tinte pastello e piante di malvarosa in fiore sull’uscio, si respira una serenità e tranquillità eppure qualcosa di strano ci deve essere se l’Ispettore Wallander si è imbattuto in tanti crimini e tanti criminali! L’Ufficio Turistico di Ystad ci ha ospitato per un tour sulle tracce dell’ispettore guidati proprio dallo staff della produzione del serial televisivo. Wow!

E poi c’è la marina con la sua aria frizzante, il ristorante più buono, la passeggiata più romantica e scacciapensieri.

Oh quante cose ho dà raccontarvi di Ystad!

Vimmerby – Un omaggio ad Astrid Lindgren – Svezia

Da Ystad l’ulteriore tappa è stata Vimmerby, un omaggio ad Astrid Lindgren e la sua PippiCalzelunghe ci sta tutto… e non vedo l’ora di scrivere della sua casa Museo  e del parco a tema dedicato a Pippi ed altri eroi del suo infinito immaginario….

Nel frattempo potete leggere questo post sui libri da leggere prima di un viaggio in Svezia di cui uno bellissimo dedicato proprio alla Lindgren!

Stoccolma – Svezia

Infine siamo a Stoccolma, la nostra casa (noi viaggiamo con lo scambiocasa) si trova nel quartiere di Södermalm e sono infinitamente felice di “vivere” qui, in questo vibrante melting pot di culture, arti, lavori creativi, decisamente meno battuto dai turisti.

Di Stoccolma dovrò scrivervi in lungo ed in largo, dai suoi musei ai suoi caffè, dal tour fantasma allo Skansen, dai suoi bastioni che sono quartieri dove il tempo pare essersi fermato ai suoi moli dove gli svedesi fanno il bagno e prendono il sole… é una città piena di energia e di voglia di fare, multietnica e piena di verde, moderna eppure con un occhio geloso al suo passato, futurista eppure con le sue casette rosse, i suoi orti, le sue spiagge…

Il profumo irresistibile delle sue Kanelbullar o le Kardemummabullar che esce dai forni ed è subito caccia a trovare il nostro angolino preferito…

L’arcipelago di Stoccolma – Svezia

Sull’isola di Värmdö ci aspetta la seconda casa dello scambiocasa. Vivremo per una settimana in un bianco cottage proprio come sogna ogni svedese che si rispetti. Certo ci sono cottage semplici e cottage di lusso, ma anche gli svedesi più abbienti possono optare per un cottage assai spartano pur di vivere in diretto contatto con la natura. Il nostro era delizioso quanto un nido, ma con ogni confort e soprattutto dotato di infinita poesia, l’amaca tra gli alberi ed infinite lampade da accendere la sera.

Non dimenticheremo mai le nostre giornate al cottage, i caffè alla marina di Bullando piena di migliaia e migliaia di barche a vela, una base ideale per esplorare altre isole come Sandhamn (quella dei romanzi di Viveca Sten, per intenderci) o Moja dove ho lasciato un pezzo di cuore….

Qui forse ho meglio saputo bilanciare riposo e viaggio, ho avuto tempo per leggere e pianificare cose per il futuro, per sognare e per fare nuove scoperte. Ho persino fatto, io freddolosa cronica, un bagno nel Mar Baltico con Frodo… non avevo neppure il costume che davvero la cosa non era in programma ma l’euforia mi ha preso ed è uno dei ricordi che conserverò più gelosamente.

Billingsfors nel Värmland– Svezia

La terza casa dello scambiocasa ci porta nel cuore della Svezia a pochi chilometri dalla Norvegia. É una casa con un suo carattere tutto speciale, un po’ Ibseniana piena di così tante camere e salotti che con Giovanni e Frodo ci dobbiamo spesso dare voce per trovarci.

Questa è la Svezia dei grandi laghi e lunghe passeggiate. Ma anche la base per 2 viaggi che mi hanno segnato. Il primo la visita a Mårbacka, la casa natale di Selma Lagerlöf, la mamma di Nils Holgersson il ragazzo che fu trasformato in gnomo per essere stato dispettoso con il folletto di casa e che per riconquistare il suo status di umano dovrà per un anno viaggiare con le oche selvatiche dal sud al Nord della Svezia. Mårbacka ha ancora intatta tutta la magia dei sogni di infanzia, e la concretezza di una donna che ha dovuto lottare per poter riacquistare l’amata casa di famiglia venduta per difficoltà finanziarie.

L’altra gita compiuta da qui è stata a Fjallbacka, un piccolo paesino di pescatori, dal fascino ammaliatore, siamo tra le isole del Bohuslan, il nostro capitano ci porterà a vederne una manciata in un itinerario delle meraviglie, mentre sulla terraferma cerco la casa di Erika e Patrick dei romanzi di Camilla Lackberg. Non è un caso che proprio qui anche Ingrid Bergman abbia lasciato un pezzetto di cuore: qui ha chiesto che le sue ceneri fossero lanciate tra le isole, qui in un isolotto molto a largo i suoi figli e nipoti continuano a rifugiarsi nella casa di famiglia, da lei tanto amata, quando hanno bisogno di calma e serenità.

Ma il Värmland ci ha regalato altre inattese sorprese che dovrò raccontarvi… E questa è stata l’ultima tappa in Svezia.

Ancora la Svezia che non ti aspetti… 2 primi pensieri sulla Svezia

Tornando alle mie aspettative sulla Svezia, con mia sorpresa ho scoperto che non è totalmente piatta ma ondulata molto lievemente in Scania, in misura variabile a seconda che vi avviciniate alla Norvegia ed al Grande Nord. I suoi boschi (almeno nelle zone da noi frequentate) sono di latifoglie, dunque molto più “allegri “ dei severi boschi di conifere che mi aspettavo.

La campagna Svedese è meravigliosa: ora campi gialli di cereali, poi boschi, poi laghetti o laghi grandi quanto il mare con cespugliosi isolotti. La strada passa spesso tra pareti verticali di rocce, e sempre per strada si incontra di tutto dai caprioli ai cervi, al maestoso alce (si lo abbiamo incontrato!), poi ci sono dighe, canali, e le casette in rosso falu con le cornici bianche che paiono troppo belle per essere vere!

Alla guida gli Svedesi sono corretti all’estremo, le autostrade sono sempre tranquille strade panoramiche che non ti stanchi mai di guidare.

La cucina mi ha sorpreso. Non accade spesso di mangiare eccezionalmente bene in ogni ristorante in cui siamo andati. La cucina è moderna,  ed il piatto principale include il secondo (il pesce ovviamente è freschissimo) ma anche un carboidrato (patate, riso, crostini) ed una porzione di verdure vivaci. Le salse sono semplici e deliziose con panna acida e fresche erbette. E se si mangia il piatto unico I temuti costi svedesi sono più che abbordabili (E 18,00-25,00 ma che porzioni!).

Certo nelle tappe con scambiocasa abbiamo spesso optato per andare al mercato locale fare la scorta e mangiare a casa (ed I prezzi benché più alti per verdure e vegetali sono più che compensati dall’HomeMade!).

L’Isola di Aero – Danimarca

Avevo bisogno di un posticino in cui trascorrere la notte per spezzare i 1500 chilometri di viaggio che ci porteranno in Olanda. Adoro scegliere guardando le mappe ancora prima che Google. Adoro trovare puntini, lingue di terra, o isole, come in questo caso, che mi incuriosiscono e farne destinazioni, alle volte ispirata dai nomi, altre dalla posizione geografica…

L’isola di Aero non era proprio una meta di passaggio, ma qualcosa in quel nome e posizione aveva catturato la mia attenzione e quando sento il cuore battere forte so per certo che c’è qualcosa. Sicché il pernottamento si è trasformato prima in due notti poi in tre, pur andando a togliere qualche notte al nostro scambiocasa in Olanda. Ma il cuore non conosce ragioni.

E non mi sbagliavo, l’isola è un posto magico: cercate un mulino a vento? un antico maniero con ponte levatoio? un romantico faro? una dimora con fantasma? un paesello con le casette a graticcio sbilenche e coloratissime? un sentiero sul mare che guarda anche su campi di grano? In 30 km di lunghezza e 7km di larghezza ad Aero trovate tutto questo e molto molto molto di più… Sono così contenta di aver scoperto quest’isola che potrei cominciare a descrivervi il nostro viaggio partendo da qui…

Amsterdam – Olanda

Quando è arrivata una proposta di scambio casa in Olanda stavo per rispondere a malincuore che no, non si poteva, questa estate siamo in Svezia, poi la casa di Billingsfors era sembrata tirarsi indietro ed io a pensare che meglio fare 800km dalla Germania che non 2500 e rotti dalla Basilicata. Insomma ho detto si e quando la casa di Billingsfors è riemersa ci siamo inventati una settimana e passa di ferie in più. Insomma una sterzata e si riparte.

La nostra casa è nel quartiere di Noord, in un condominio di basse case moderne, siamo sul fiume IJ e dalla cucina avvisto navi, velieri e chiatte che attraversano il fiume. Di più quando usciamo mi perdo nel bluegrigio dell’IJ, ne sento il respiro sotto il molo su cui è costruito il Wilhelmina Café. Le onde ci si infrangono contro alcuni giorni appena percepibili altre con maggiore impeto specie se soffia il vento del Nord. Pioggia e sole gli danno ogni volta un carattere diverso.

Ed ogni giorno il battello ci porta alla stazione centrale dove cominciano le nostre esplorazioni del centro storico…

Amsterdam…. che città! Il Museo di Anne Frank visitato dopo una coda durata un’ora e più sotto una pioggia battente che ci ha inzuppato fino al midollo. Eppure eravamo lì, giovanissimi, adulti ed anziani, bianchi neri gialli rossi… tutti catturati da quel diario, che non è solo il diario di una rifugiata ma quello di una ragazzina dalla sensibilità geniale che cresce e racconta quel piccolo mondo come fosse un universo. Ecco è la prima volta che mi accade, la magia del museo è cominciata dall’attesa, dalla coda, da quell’acqua gelida che non ci ha risparmiato. Dal Museo sono usciti a portarci degli ombrelli, pregandoci di riconsegnarli all’ingresso per gli altri turisto, e questo gesto quasi inutile (pioveva troppo) ci ha ricordato la solidarietà anche in un museo….

Il Museo di VanGogh, il mercato di LesHalles, la piccola comunità che vive a Begijnhof, la gita a Marken la piccola isola di pescatori (le isole e le coste e le città sull’acqua sono state il non programmato leitmotif del nostro intero viaggio!), l’escursione a piedi lungo la Nieuwendammerdijk, un piccolo borgo alle spalle di Amsterdam Noord oramai inglobato dalla capitale, la casa di Rembrandt, la libreria americana, la chiese di “Nostro Signore nel Sottotetto”….la spettacolare biblioteca OBA e la passeggiata lungo il molo, i giri in tram ad evitare la pioggia che non ci ha risparmiato e che però consiglio di usare per scoprire la città a prescindere dal tempo.

Ah Amsterdam ti penseremo spesso, ho già un dettagliato programma di cose da vedere per la prossima visita, quando le maggiori attrazioni sono già state visitate.

PS Non trovate anche voi che le seconde visite siano spesso quelle più rivelatrici, rispetto alle prime cui si è vincolati alle mete iconiche? 

Renania Palatinato – Germania

Basta fare i turisti siamo a visitare una famiglia conosciuta con lo scambiocasa nel 2009 e con cui siamo rimasti in contatto perché hanno attorno a sé un’energia tutta speciale…. Capitiamo a casa loro il giorno del compleanno di lei e non un compleanno qualsiasi ma per I suoi 60 anni. Non credete che ci sia una magia speciale nel “regolarsi” delle cose?

Friuli Venezia Giulia

In visita al nipotino che cresce che parla e cammina ed ha una curiosità per ogni cosa. Due passi nella bella Pordenone di Pordenone Legge, tra gli highlights della visita la magia della torre allestita dal CAI: un campanile di letture dalle grotte alle cime più alte!

Ma anche la mostra “Icons of Art” organizzata dalla Scuola del Mosaico di Spilimbergo. Non associavo i “mosaici” ad una tale intensità di espressione né a temi moderni in una galleria di personaggi che vanno da Amy Winehouse a Clint Eastwood, da Basquiat ad Audrey Tatou, da Johnny Depp ad… Edward Mani di Forbice. La mostra potrebbe andare in giro per l’Italia… non perdetela.

Infine la mostra Pordenone la Città dipinta. Vi ho già parlato di quella testiera di letto straordinaria che è lo snodarsi delle facciate dei palazzi sul Canal Grande a Venezia…. Ma anche anche Pordenone vede bei palazzi snodarsi lungo le sue strade e qui potrete rivederli “ritratti” uno ad uno o segmento per segmento… per poi diventare un libro… anzi due perché uno è dedicato al Canal Grande, per me un altro sogno diventato realtà. Ho un pezzetto di Venezia a casa adesso 🙂

E tanto per non farci mancare nulla due passi nella deliziosa Spilimbergo…

Il rientro: abbiamo chiuso il cerchio!

Abbiamo chiuso il cerchio, dopo la terribile esperienza dello scorso anno quando a causa di un brutto incidente – ancora più brutto in quanto interamente causato da terzi – abbiamo dovuto troncare a pochi giorni della partenza il nostro viaggio per la Polonia (mai raggiunta), Giovanni ha dovuto operarsi allora e dedicare un intero anno a riprendersi, per fare poi un secondo intervento sempre a Tolmezzo prima di questa estate. Grazie di cuore a tutto il reparto che ci ha accolto nell’emergenza e che ci ha restituito Giovanni come …. nuovo 😉

É stato uno strano anno questo 2017, Giovanni impegnato a riprendersi al 100%, io completamente immersa nel lavoro del VivaVivaldi che non mi ha lasciato fiato. Nessun viaggio. Cioè nessun viaggio fino al viaggione che mi faceva battere forte il cuore a pensare che si stava per andare, a tutti quei chilometri da macinare, come se fosse troppo bello per essere vero. Ma alle volte anche i sogni più fantastici si avverano. E adesso siamo a disfare le valigie, a guardare foto, brochure, libri, a parlare di “ti ricordi quando…?” “ah come si starà sull’isola adesso…?” “che dici scriviamo al capitano?” “accendiamo una candela come nel cottage, stasera?”

E ci sentiamo felici e ricchi di una ricchezza che non ci potranno mai portare via!

Svezia on the road – un itinerario passando per Germania, Danimarca ed … Amsterdam!
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Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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