La West Highland Way in Scozia è un sentiero leggendario che da Milngavie, subito a Nord di Glasgow, arriva fin nel cuore delle Highlands Scozzesi a Fort William. 150 miglia ovvero 196km da poter percorrere senza grandi difficoltà tecniche in 7-8 giorni.

Lungo i punti di arrivo ci sono abbondanza di ostelli, B&B e Guesthouses che non è necessario avere con sé attrezzatura da campeggio. Ma il sentiero corre per lunghi tratti per zone molto isolate dunque sarà sempre bene avere un pranzo al sacco e snack.

È uno dei viaggi che ho compiuto in solo nel 1996 quando vivevo a Glasgow, ed un aprile mi misi in testa che no, non potevo indugiare oltre. Ricordo che qualche amico si offrii di accompagnarmi ma era un viaggio che dovevo affrontare da sola. Come vedrete dalle foto vi sconsiglio magari di farlo ad aprile come feci io. È vero, anche in estate la Scozia non offre garanzia di bel tempo, ma vedere il paesaggio accendersi sotto un raggio di sole, seppure dopo la pioggia, è un’esperienza unica ed i raggi di sole sono senza dubbio più frequenti in estate. D’altronde fuori stagione il sentiero ha il vantaggio di non essere troppo battuto. Ma frequentato quanto basta per alcuni interessanti incontri, forse sono questi la parte più bella dell’esperienza: anche se non si cammina assieme accade di ritrovarsi presso i punti di sosta e tra viandanti si fa presto a far comunella.

Ho ritrovato qualche disordinato appunto di viaggio e qualche foto per condividere impressioni e ricordi ma per info aggiornate vi rimando alla sezione più in basso.

Loch Lomond

Loch Lomond offre una prima dolce introduzione alla vera Wilderness, un posto caro agli Scozzesi che lo celebrano in una canzone folk ancora oggi molto amata: The Bonnie Banks o’ Loch Lomond.  Il Loch è inoltre il più grande di Scozia, si estende per 39 km di lunghezza comincia dolce e carezzevole per lasciarvi poi ai limiti dei Trossachs. Qui comincia la vera avventura ma nel frattempo avrete scaldato le gambe, imparato a fischiettare The Bonnie Banks o’ Loch Lomond, forse conosciuto i terribili midges (gli insettini famelici che infestano la brughiera ed i laghi in estate), insomma questi primi due giorni vi avranno ben rodato per quanto viene. Quanto a me sono inebriata dal senso di libertà che uno zaino non troppo pesante può concederti: ho sulle spalle tutto ciò di cui avrò bisogno per i prossimi giorni.

Inveroran e la storyteller

Qui, nei pressi del Loch Tulle, faccio il mio primo incontro memorabile, Alec, Vivienne e Nelly quest’ultima è una cagnetta tutta pepe di 14 anni. Vivienne invece è una formidabile storyteller, in pochi minuti ero a conoscenza del singolare bestiario che li ha accompagnati in anni di vita assieme: un’oca cinese che aveva l’ambizione evidentemente di tornare in Cina e dunque tentava ogni possibile fuga, facendosi poi ritrovare tramite un tamtam di vicini anche a 25-30km di distanza. Nicholas, il San Bernardo pasticcione che viaggiava regolarmente in tenda con loro con conseguenze terribili ogni volta che decideva di scattare all’attacco di uno scoiattolo o un gatto di fuori. Una capra particolarmente testarda e vera guardiana di casa. Una serie di topolini decisi a far parte della famiglia e del suo granaio. Anche questa volta la coppia è qui in campeggio nonostante il freddo. La vivacissima Vivienne mi racconta tutte le sue avventure dalla sua sedia a rotelle, tanto a ricordami che gli unici limiti sono quelli dentro cui decidiamo di chiuderci.

Nel mezzo del nulla – WhiteCorries

Tappa chiusa in poche ore e senza soste dato che la pioggia picchia duro. Mi accompagnano gli onnipresenti ranocchi. Arrivo alle 14,35 ma sono lontana dall’ostello, mi tocca aspettare dalle 14,35 alle 17,30 il bus. Non c’è neppure un ATM machine e dopo aver acquistato il biglietto dell’autobus non mi rimangono che gli spiccioli necessari per un’unica tazza di tè…. che ho cercato di sorbire il più lentamente possibile poggiandoci sopra il piattino a non disperdere neppure un po’ del suo calore. Parlatemi ancora di Meditazioni Zen.

Glencoe, Devil Staircase e Kinlochleven

Questa è la tappa memorabile, quella che ti fa sudare un po’, che ti fa battere il cuore. Al mattino la prima cosa che vedi è Glencoe, con le sue montagne che spuntano dalla terra come stessero ancora emergendo, dense di un’energia primordiale che non ho riscontrato altrove. Più in là mi aspetta la Devil’s Staircase: la grande arrampicata della West Highland Way. Si fatica un po’, e l’acqua che scende non rende il tutto esattamente piacevole. Ma come ogni salita porta la sua ricompensa nell’incredibile paesaggio di sotto e lo sguardo che può spaziare tra monti e brughiera.

Quando infine arrivo a Kinlochleven cerco il mio hotel (per questa notte ho deciso di trattarmi bene) ma non ne vedo traccia. Eppure giuro il paesello è così piccolo che mentre scrivo queste due righe l’ho già rigirato più volte. Mi decido a chiedere ad un passante.  Seguo con orrore il suo braccio alzarsi lungo la collina di fronte e puntare in alto verso un candido puntino: “There it is!”. “All the way up there? Are you sure? “ “Ay!”. Cioè nella lunga lista di posticini in cui sostare stanotte (e non sono i tempi di internet: ho dovuto scegliere su un opuscolo tra due righe di descrizione, soppesando bene estro e fantasia col portafogli) io mi sarei scelta l’unico posto sfigato lontano da dio e dagli uomini?!? Penso di chiamare ed annullare la prenotazione, ma una vocina dentro mi ricorda che le cose non vengono mai proprio per caso. Sospiro, riabbasso il cappuccio e sotto la pioggia, con la pazienza di un mulo che va verso il suo destino, riprendo il cammino verso il bianco puntino.

Questa potrebbe essere ribattezzata la Devil’s Staircase n.2. Ma il Mamore Lodge mi accoglie con un fuoco scoppiettante e l’odore del legno del mobilio, dal pub proviene un soffuso chiacchiericcio, mentre una donna gentile mi invita a seguirla di sopra: avrò la Camera del Capitano RH Britten perché ogni camera qui è dedicata ad uno degli ospiti del Capitano Bibby che a fine ‘800 fece costruire questo Casino di Caccia per i suoi ritiri dalla chiassosa Liverpool. Rovinerò definitivamente lo stato già precario delle mie finanze ma cenerò qui stasera, di scendere in paese, e soprattutto di risalire fin qui ancora una volta, non se ne parla. La cena è ottima, ci sono altri camminatori e le chiacchiere non mancano, ma poi è tornare nella mia cameretta sulle scricchiolanti assi di legno, bevendo una tazza di Strong Tea, affacciarmi alla finestra a guardare una luna che timidamente fa capolino tra le nuvole ad illuminare la vallata di sotto a conquistarmi definitivamente. Adoro questo posto.

Fort William: l’arrivo!

Mi sveglio presto, il vento di fuori ruggisce selvaggio, la pioggia sbatte violenta contro i vetri ed il pensiero di questi ultimi 24 chilometri stamani per la prima volta mi spaventa un po’. Il sentiero è ben lontano dalla strada, non si incrociano paeselli… la mappa indica una profonda deserta vallata da percorrere in tutta la sua lunga lunghezza lunga. Quasi neppure l’ottima colazione del Mamore riesce a tirarmi su il morale, nessuna traccia dei camminatori di ieri sera. Dormono tutti. Vigliacchi!

Mi tiro su il cappuccio e so che ogni giorno divento sempre più anfibio e meno umana, controllo le mani per vedere se strane squame verde-rana stiano facendo la loro apparizione, niente ancora (e poi le rane mica hanno le squame, pirla!). Non ricordo più niente di quella giornata, per quel che ne so potrei aver chiesto l’autostop ed essermi fatta lasciare di fronte il cartello qui di sotto. Sono a Fort William!

In ostello riappaiono almeno tre dei traditori che mi hanno lasciato sola al mattino. Ma in uno slancio di commovente generosità, li perdono e celebriamo l’impresa con un ceilidh*: è fatta!

*I ceilidh (pronuncia Keily) sono delle feste con musica popolare scozzese ed irlandese, frequentatissime da scozzesi di ogni età, che non si faranno scrupoli ad invitarvi a ballare, e via per uno scatenatissimo reel….

Il Percorso e le Tappe della West Highland Way

Le tappa sono più o meno sempre queste, perché troverete ospitalità nelle immediate vicinanze del sentiero. Mi pare che solo a Kingshouse optai per un aubutos per raggiungere un ostello salvo poi riprendere il cammino, al mattino dopo, esattamente dove lo avevo interrotto

Se volete evitare la supertappa da Tyndrum a King’s house si può scegliere di fermarsi a Bridge of Orchy o Inveroran, dunque in 8 giorni e non in 7, io optai per questa seconda soluzione.

 

Consigli utili per affrontare la West Highland Way in Scozia

  • Come detto la West Highland Way non presenta particolari difficoltà tecniche, ma le tappe con zaino in spalla sono lunghe, plus si è nella widerness e dunque occorre avere abbigliamento caldo, tecnico, confortevole oltre che scarponi da montagna ed anche ghette visto che la brughiera in alcuni tratti può essere alquanto paludosa.
  • Sopratutto in estate, salvo siate campeggiatori con scorte alimentari al seguito, occorre pianificare bene l’itinerario e prenotare i punti dove dormire.
  • Acquistate una buona guida. Io utilizzai la Guida Ufficiale alla West Highland Way (in inglese, e disponibile in versione stampata o kindle)
  • Acquistate una mappa dell’intero percorso. Intendiamoci, il sentiero è ben segnato ma è sempre bello scoprire i nomi dei luoghi in cui si cammina ed in caso vi siate smarriti mappa e bussola possono fare la differenza.
  • In estate un buon repellente per insetti per tenere a bada i terribili midges.
  • Da quanto leggo online, da qualche anno il Mamore Lodge ha sfortunatamente chiuso i battenti, ma chissà qualche imprenditore illuminato potrebbe volerne riprendere le sorti, controllate dunque.

La Guida e la Mappa raccomandate:

Scozia a piedi, un trekking sulla West Highland Way #ricordidiviaggio
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3 pensieri su “Scozia a piedi, un trekking sulla West Highland Way #ricordidiviaggio

  • maggio 2, 2017 alle 14:04
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    Appena un paio di settimane fa sono capitata su un sito di promozione delle Highlands dove si parlava della Devil’s Staircase e mi sono innamorata dei paesaggi. Che esperienza fantastica hai fatto! Una di quelle cose che mi piacerebbe fare prima o poi, un po’ come il Kungsleden in Svezia.
    Ricordo bene i tempi in cui non c’erano Google o TripAdvisor a dirti se gli hotel erano belli o no: qualche riga su una guida turistica, e telefonata per prenotare. Non hai un po’ di nostalgia?

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  • settembre 23, 2017 alle 13:45
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    Il tuo racconto di viaggio è davvero suggestivo e che paesaggi meravigliosi! mi piacerebbe tantissimo visitare la Scozia è da anni che ci penso e prima o poi lo farò 🙂

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    • settembre 23, 2017 alle 16:08
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      Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto. Quanto ai posticini da visitare io vedo che più gli penso… più i desideri di avverano! Prevedi qualche partenza per il resto del 2017 inizi 2018?

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Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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