Musei Vaticani Scala Elicoidale di Giuseppe Momo

“Il Museo dovrebbe essere, e non è,  il luogo principe della comunicazione dell’arte”

Carlo Ragghianti

Se, come me, vi sentite persi di fronte all’impresa di visitare i grandi Musei iconici come i Musei Vaticani, eccovi 10 suggerimenti per non perdervi d’animo. Qui di sotto una breve introduzione, che mi ha aiutato a gestire il mio “senso di colpa” perché quando sono stanca non riesco ad entusiasmarmi di fronte ad ogni singola opera esposta, né a resistere troppo a lungo all’interno di un seppur meraviglioso museo. Potete saltare il tutto ed attaccare direttamente dalla sezione dei consigli, ma sappiate almeno che 1) non siete i soli a sentirvi così 2) … che non è tutta colpa nostra, a detta degli esperti anche i musei ci mettono del loro per alienarci un po’.

 

Visitatori distratti e musei ermetici

Ne “I Musei Virtuali” e “Comunicare nel museo. Con DVD” il Professor Francesco Antinucci svela i risultati di alcune sue ricerche. Non solo l’esistenza di una legge di attrazione per cui noi visitatori finiamo per frequentare sempre e solo gli stessi musei (in Italia l’8% dei musei statali assorbe il 75% dei visitatori – dati 2007), ma anche quando visitiamo i musei più iconici di una città, li visitiamo male.

Lo studio di Antinucci rivela che in media dedichiamo circa 6’’ per ogni opera. Adesso non occorre essere degli intenditori per comprendere che in 6’’ si ha circa il tempo per vedere se un quadro è grande (o piccolo), notarne la cornice, e magari una sbirciata al cartellino informativo. A meno che non siate dei supereroi ed in quei secondi abbiate scannerizzato nella vostra memoria bionica ciascun singolo dettaglio, di tutto il resto rimane ben poco. A fine visita molti ricorderanno solo da 1 a 3 autori di quelli esposti, quanto alle opere il 20% dei visitatori ricorda… opere non esposte!

C’è però una buona notizia: non è (solo) colpa nostra. La maggior parte dei musei si impegna a “non far parlare le opere”. Sono istituzioni capacissime in fatto di conservazione, ma quanto a comunicarle è un’altra storia.

D’altronde mi è bastato riprendere i libri di Argan (quelli che mi hanno inflitto per 5 anni al liceo) per restare sbalordita. Potrebbero essere scritti in lingua cuneiforme per quanto accidenti sono incomprensibili. Tanta storia, filosofia, tecnica e nessuna emozione: è questa l’arte? Ad ogni modo, oggi credo, che a 15 anni devo essere stata l’equivalente di un genio (all’epoca no,  non lo sapevo) per aver studiato su quei tomi e aver passato qualche interrogazione.

Ecco una lista di Musei che parlano a tutti

#CoupsdeCoeur: i 15 musei in Europa che ci hanno appassionato

Mentre restiamo in attesa che i Musei imparino a parlare con noi, ci sono comunque una serie di accorgimenti con cui un comune turista, può godersi la visita di un grande museo come i Musei Vaticani, che tanto timore incutono, evitando di guardare tutto e niente. Noi ce la siamo cavata con questi 10 piccole accortezze:

 

1) PREPARATE LA VISITA

Musei Vaticani la sala delle mappe

Ovvio, no? Se contiamo sui pannelli enciclopedici o sui cartellini stitici che in genere abbondano nei musei, già alla seconda sala saremo in paranoia. Credetemi, vi farete un favore documentandovi prima, almeno un poco. No, non dovete leggere tutto lo scibile solo divertirvi a trovare le info che più vi aggradano. Un soggetto strano, un aneddoto, un pittore, un’opera che più di ogni altra attira la vostra attenzione.

Io dei Musei Vaticani ricordavo le Mummie Egizie che tanto mi avevano impressionato nella mia visita da bambina. Volevo rivederle per niente più niente di meno di quel gusto perverso e guardone di tutti i visitatori che ci girano intorno. Alcuni coi capelli lunghi e barbe di qualche metro sono esattamente gli stessi figurai che lasciai da bambina tanti decenni fa. Non sono mai venuti via, un po’ mummie anche loro, oramai.

La Statua del Laocoonte, lo sfortunato cittadino Troiano che cercò di aprire gli occhi ai suoi compaesani, dicendogli di non fare sciocchezze e sventrare le mura per fare entrare un inutile cavallo. Ma tant’è neppure a quei tempi si era profeti in patria. Peggio, dal mare sbucarono due serpenti (lo sappiamo quale carattere permaloso avessero gli dei greci) che stritolarono il pover’uomo e giacché c’erano, con la solita magnanimità divina, presero pure i suoi due figli. L’opera del primo secolo DC venne ritrovata nel 1506 ed acquistata da Giulio II (ci fosse stato Tremonti al suo posto ne avrebbe ricavato qualche pietra per ripristinare i marciapiedi di Roma).

La Stanza degli Animali come tributo a Frodo.

Per il resto una visita classica: il Torso del Belvedere che Stendhal dice di essere famoso solo perché Raffaello e Michelangelo ne furono rapiti, di per sé – secondo l’autore – è solo una triste bambola monca di arti. E vuoi mancare di farti una tua idea in proposito?

Non volevo mancare la sala delle Mappe e Mappamondi (diamine sono una Blogger di Viaggi non di punto a maglia o uncinetto) per indugiare sulla Mappa della Basilicata e vedere quali città esistevano già (oltre a scegliere il mio mappamondo preferito).

La Scala a Doppia Elica di Giuseppe Momo dove chi sale non incontra chi scende (curioso no?)

Infine, e sarò banale, volevo vedere la Cappella Sistina. Come si deve. Magari potreste anche rivedere il film “Il tormento e l’estasi” perché vi racconterà (romanzata quanto volete, ma noi non siamo critici pidocchiosi, vero?) l’avventura umana dietro questa straordinaria creazione. E poi c’è sempre Alberto Angela (di cui una Guida Virtuale andrebbe clonata per ogni museo) che ai Musei Vaticani ha dedicato tanta attenzione, rivedetene qualche cosa su YouTube o su Alla Scoperta Dei Musei Vaticani in DVD. Prendete due appunti di qualche dettaglio che vi colpisce di più. Non dovete scrivere un’enciclopedia, solo trarre piacere dalla vostra prossima visita.

 

2) EVITARE (SE POSSIBILE) I PERIODI DI MAGGIORE FOLLA

Privilegiate i fuori stagione o almeno le prime ore di visita. Se visitate i Musei Vaticani, gli Uffizi, il Louvre o che sia, sono così affollati che questo è spesso la prima grande barriera al godimento della visita. Se è anche vero che molti di questi musei sono attrezzati (almeno in parte) per le folle, meno gente c’è meglio è. Semplificatevi la vita andando in fuori stagione o presto (Per i Musei Vaticani fuori stagione a Roma forse significa Gennaio e Febbraio ma non pensate ci sia poca gente).

 

3) SCEGLIETE UNA SEZIONE FUORI DEL TOUR CLASSICO

Se non avete scelta e vi tocca un periodo di pienone scegliete di visitare almeno una sezione insolita, meno popolare, avrete la sorpresa di scoprire che anche nel più frequentato dei musei sarà meravigliosamente vuota!

 

4) ACQUISTATE UN BIGLIETTO SALTAFILA

Fare ore ed ore di fila sotto la pioggia o sotto il sole mi pare la prima ricetta per sfiancarvi ancora prima d’aver cominciato. Per i Musei Vaticani avevamo un biglietto offertoci da Musement (con audioguida), e nel passare di fronte alla fila infinita sull’altra corsia mi sono detta che partivamo col piede giusto! Era Gennaio e per quanto esistesse una fila anche per i… saltafila, in 10 minuti eravamo dentro.

 

5) VIAGGIATE LEGGERI

Lasciate tutto quanto potete al guardaroba. Se volete essere proprio fighi portate una shopper pieghevole da spalla in cui mettere un taccuino, penna, cellulare e portafogli specie se di solito indossate uno zaino e sapete già che vi toccherà mollarlo. Bottiglietta d’acqua.

 

6) MACCHINA FOTOGRAFICA CHE SI O CHE NO?

Per la maggior parte di noi il cellulare (quando le foto sono consentite) è più che sufficiente (niente flash e volume a zero). Ai Musei Vaticani si possono fare foto ovunque tranne che nella Cappella Sistina. E di questo non li ringrazierò mai abbastanza perché una foto è un po’ un promemoria, una sorta di taccuino degli appunti. Mirate a farne una decina non troppe di più che se no non le riguarderete mai. Scattate solo se qualcosa davvero vi colpisce e volete annotarne un particolare, anche qualche breve testo, didascalia che vi ha illuminato. D’accordo un selfie vi viene concesso, che tutti gli amici sappiano quanto siete cool. Più di uno si diventa noiosi!

 

7) DATEVI UN TEMPO DI VISITA

Datevi un tempo di visita e cercate di rispettarlo. Io (vergogna vergogna vergnona!) dopo 2-3 ore al chiuso di un museo sclero. 3 ore di tempo per visitare i Musei Vaticani?!? Si e me le sono godute. Ho visto tutto? Certo che no, e non ho nemmeno preteso di farlo. Ho visto quanto mi interessava (e qualcosina di più).

[Per questo adoro i musei che una volta acquistato il biglietto puoi tornare per un anno quando vuoi]

 

8) L’AUDIOGUIDA

Questione spinosa. Non saprete mai prima se l’audioguida è stata scritta da Argan e dai suoi discepoli e sottodiscepoli, o se da Alberto Angela ed i suoi seguaci. In ogni caso tentate la sorte: se appartiene ai primi fate finta di aver perso i vostri soldini, serviranno a mantenere il museo e dimenticatela! Diversamente, se siete stati fortunati, usatela ma con parsimonia. Cioè ovunque i vostri occhi si fermino incuriositi, se saltate un’opera importantissima lo saprà solo il Prof. Antinucci. L’audioguida dei Musei Vaticani è ben fatta e va per approfondimenti progressivi.

 

9) NON SOLO QUADRI E STATUE ED ANCHE UN PICCOLO BREAK

Non trascurate di guardare gli ambienti ci sono sale meravigliose che anche fossero vuote varrebbero la visita, e che ci danno uno stacco nel passare da un’opera all’altra (anche qui potreste aver preparato qualcosa)!

All’interno dei Musei Vaticani c’è un piccolo bar, dopo due ore di visita è stata una graditissima pausa che ci ha concesso di entrare con rinnovata energia nella Cappella Sistina.

O ancora, quando è possibile, uscite fuori a prendere un po’ d’aria e riossigenare i neuroni annebbiati.

 

10) LASCIATEVI TEMPO ED ENERGIE PER LA PARTE FORTE DELLA VISITA

La Cappella Sistina si trova a fine percorso. Non avessimo preparato la visita (punto 7) ci saremmo arrivati distrutti. Invece, avendo trasvolato su tantissime meritevolissime opere, eravamo freschi come due roselline 🙂 Avevo le mie note da leggere, ci siamo seduti in diversi punti lungo il perimetro della sala in modo da poter piegare il collo e guardare verso l’alto.

Ho stramaledetto i cretinetti che facevano foto nonostante il divieto per cui i richiami all’ordine erano continui “No photos, no videos, silence please!” – e cacchio ti hanno fatto fare foto ovunque (e chi se lo immaginava mai!), sei ammassato come una sardina il selfie non te lo puoi sparare ed online troverai immagini di migliore qualità….  comperati due cartoline!

Però nonostante tutto, ho guardato, ripensato a quest’uomo che per 10 anni è tornato a lavorare qui giorno per giorno, sulla stessa gigantesca opera, tra dubbi, drammi e dolori (anche fisici perché creare un’opera così immensa lascia il segno). Sono rimasta esterrefatta dal blue meraviglioso del Giudizio Universale. Abbiamo guardato la volta da ogni angolo, ci abbiamo passato 50 minuti, ci siamo divertiti emozionati ed… abbiamo notevolmente alzato la media dei 6’’ per opera!

DISCLAIMER

Ringraziamo Musement che ha sponsorizzato questo post, i biglietti sono contact-less leggibili anche da IPhone, c’è un servizio di assistenza in caso di necessità, varie le possibilità di ingresso con e senza guida audio oltre a visite insolite e tematizzate. Controllate sul loro sito: Musement – Visita ai Musei Vaticani e scegliete il tipo di biglietto che più va incontro alle vostre esigenze. Noi questa volta abbiamo optato per l’ingresso con audioguida (è una buona audioguida anche se non c’è Alberto Angela), ma per la prossima visita vorrei provare un tour serale (disponibile solo in alcuni periodi dell’anno), o quello ai Giardini del Vaticano. O semplicemente ripetere lo stesso tour ma questa volta concentrandomi su alcune sezioni (2-3 non di più) che questa volta abbiamo trascurato.

E voi avete visitato i Musei Vaticani?

E come affrontate in generale la visita ad un museo impegnativo?

SU ROMA PUOI LEGGERE ANCHE

Roma sconosciuta, alla scoperta di una città che non ti aspetti

Roma, Un viaggio nei fori come non li avete visti mai (a proposito di Piero Angela)

Roma, La libreria del Viaggiatore (posticini preferiti nella capitale)

Libri e DVD  Citati nel Testo

Come Visitare i Musei Vaticani: guida spassionata per non appassionati
Tag:

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!