Roma, prepartenza

Prefazione

Dopo una prepartenza alquanto burrascosa, partivamo per Roma carichi dei soliti [pre]giudizi sulla capitale, pronti ad affrontare il caos e chissà quali altre millemila peripezie. Invece le cose avrebbero preso fin da subito tutt’altra piega. Ma procediamo con ordine…

Conquistare una grande città sconosciuta…

Come si fa a conoscere almeno un po’ una città grande e complessa come Roma in meno di una settimana? Per noi la risposta è stata semplice: macinando chilometri rigorosamente a piedi. Solo così riesci a dare un volto alle grandi direttrici che la percorrono, ai quartieri i cui nomi leggi su mappe e guide, alle piazze che si alternano tra le viuzze del centro e le ampie strade fuori dalla mura.

Roma, piazza della Rotonda

E Roma ha ripagato le nostre gambe stanche, mani, nasi ed orecchie ghiacciati, buttando davanti ai nostri occhi la sua grande bellezza. Come lo fa Roma, con casualità, quasi con inconsapevolezza. Come quando di stradina stretta in stradina stretta ti trovi in uno slargo con le casette strette e lunghe dai colori pastello in Piazza della Rotonda poi ti giri dall’altra parte e ti trovi davanti il Pantheon. O come quando entri casualmente in una chiesa e mentre segui col naso in aria i tuoi pensieri, lo sguardo è catturato da una visione dall’altra parte della navata; da uno sfondo nero su cui, folgorate dalla luce, si stagliano immagini di una vividezza che non lascia dubbi: una o più tele del Caravaggio, che puoi guardare liberamente, senza chiuderti in un museo.

Roma, Caravaggio San Matteo Roma, Caravaggio San Matteo

Roma grandiosa? Eppure no, certo ti lasciano attonito San Pietro, Piazza Navona, Piazza del Popolo, ma già le vie del lusso (Babuino, Condotti) sono così strette e racchiuse che danno l’idea del “villaggio”. Ecco, Roma mi è sembrata un insieme di villaggi diversissimi messi assieme. Villaggi dell’antichità, villaggi ebrei (il portico d’Ottavia ed il Ghetto Ebraico), villaggi dell’800 e del ‘900, ed ogni tanto le ampie strade che ti ricordano che sei in una grande città.

Roma, ghetto ebraico Roma, ghetto ebraico

Lo stesso quartiere in cui abitiamo, Monti, non ha l’aria né snob né “grandiosa” che ci aspettavamo. Anzi pare un quartiere raccolto in se stesso per allargarsi appena un po’ in Piazza degli Zingari dove ci si dà appuntamento per allegri aperitivi (senza turisti, senza stranieri), le viuzze sono piene di caffè e bar, ma ciascuno molto piccolo, ciascuno con la sua clientela. Nel mini-market sottocasa alla domanda “Che prosciutto glie dò?” si risponde tranquilli “Er meno caro, che ce sta ‘a crisi”. Tutto il quartiere coi suoi negozi insoliti di vintage, di modernariato, di antichità, sembra chiuso tra viuzze ed alti palazzi al punto che la larghezza di Via Nazionale e di Via Cavour che lo racchiudono ti paiono un errore, del tutto fuori contesto.

Via Panisperna

A Roma c’è posto anche per quel quartiere strambo che è il Quartiere Coppedé, così ricco di simboli, così ridondante che non gli è stata concessa neppure l’attenuante d’essere un esempio dell’Art Nouveau Romana. Non potevamo mancare l’appuntamento con l’architettura dei nostri giorni visitando il Parco della Musica di Renzo Piano. Anche qui non c’è l’aria solenne di una Natural Academy of Science (solenne non per fruizione ma per aspettative). Qui ci fanno entrare con Frodo nella caffetteria, vedi i ragazzi che studiano e chiacchierano nella mediateca come fossero in una qualsiasi polverosa biblioteca. C’è un low profile che non mi aspettavo qui a Roma Capitale.

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Renzo Piano, Parco della Musica Renzo Piano, Parco della Musica

Mentre camminavamo sulla lunghissima Via Flaminia ci siamo imbattuti nella “piccola Londra”, una stradina caratterizzata da casette linde e pinte. I portoni si affacciano sulle piccole scalinate esterne, sorta di balconate con ringhiere in ferro battuto ornate di vasi e piante che ti pare di aver sbagliato un incrocio e di essere finito a Kensington.

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Infine abbiamo scoperto che a Roma c’è persino per un faro. Dico UN FARO, un faro in una città che non si affaccia sul mare, e questo faro non pretende neppure di affacciarsi sul Tevere. Si trova in alto sulla via del Gianicolo. Una passeggiata (marcia sarebbe meglio) che dall’Isola Tiberina, percorrendo Trastevere ci ha portato su in quota ad un’altezza da cui puoi rimirare tutta Roma, mentre i Monti Abruzzesi incappucciati di neve le fanno da sfondo. Faceva un freddo boia, ma l’aria era tersa e pulita, ed abbiamo bevuto paesaggi come fossero calici di champagne, lasciandoci prendere dalla stessa ebbra euforia.

Roma, faro del Gianicolo

Roma vista dal Gianicolo

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2) Roma questa sconosciuta – Alla scoperta della città #romachenontiaspetti
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18 pensieri su “2) Roma questa sconosciuta – Alla scoperta della città #romachenontiaspetti

  • febbraio 20, 2015 alle 10:53
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    Io credo che la magia di questa città sia l’aria pregna di storia che si respira. Ho avuto modo di girarla, ma sempre troppo di fretta. Il folklore che caratterizza i romani mi piace e mi diverte, anche se spesso, conoscendone alcuni meglio, li ho trovati un pò troppo arrogantelli. Come se il fatto di essere romani li mettesse su un gradino superiore. Ma visto il periodo storico…ben venga del sano patriottismo… 🙂

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:33
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      Avevo anch’io questa idea dei romani, li considero troppo spesso pieni di sé e che si sentono al centro del mondo, sempre. In questo soggiorno in tutta onestà li ho trovati molto molto educati, non dico remissivi, ma senz’altro rispettosi e poco pieni di sé. Senz’altro 7 giorni da turista non ti consentono di giudicare un popolo, però mi chiedo anche se fosse solo un pregiudizio mio (mi piace crogiolarmi nei pregiudizi, lo ammetto) o se sia anche un effetto collaterale (positivo) della crisi che ci ha messo tutti in riga. Romani inclusi.

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  • febbraio 20, 2015 alle 16:24
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    Curiosità, ma la piccola Londra l’avete chiamata voi così o è proprio il soprannome della zona ?

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:39
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      Vi rispondo sempre con anniluce di ritardo… meno male che siamo Turisti per Sbaglio e non per Ragione/Precisione ecc. Non conoscevo questa stradetta (vero nome Via Bernardo Celentano), ma lo stridente contrasto col resto di Via Flaminia rapisce per forza l’attenzione, e di impatto ho pensato alla Gran Bretagna. Sulla cancellata in ferro poi ho letto annunci di locazione/vendita che facevano riferimento alla Piccola Londra, e su internet una ricerca veloce vi mostra che la dicitura sia ampiamente riconosciuta e condivisa dai romani…

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  • febbraio 20, 2015 alle 18:11
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    Che dire… Roma è stupenda e concordo col fatto che vada girata a piedi per rendersene veramente conto. Ci sono stata tre volte ma continuo a desiderare di tornarci per godermela con calma, vagando un po’ senza il “dovere” della visita di certi monumenti 🙂

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:41
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      La vera conoscenza di un luogo comincia quando ila dipendenza dal sightseeing finisce. Sono pienamente d’accordo con te, e, Frodo incluso, siamo pronti a tornare 🙂

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  • febbraio 21, 2015 alle 19:32
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    che bello osservare la città in cui vivo tramite i vostri occhi e le vostre impressioni… mi avete fatto venire voglia di riscoprirla seriamente.
    Un abbraccio!

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:42
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      Grazie Farah, le opinioni dei romani doc (e quasidoc) sono importantissime! Comunque è una legge divina che se “vivi” in un posto lo conosci meno che un altro in cui sei stato come turista per 48ore. In compenso lo conosci in verticale, in profondità 🙂

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  • febbraio 22, 2015 alle 10:23
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    “Che prosciutto glie dò?” si risponde tranquilli “Er meno caro, che ce sta ‘a crisi”. Io ti adoro, Roberta, perché sai cogliere dei dettagli che rendono unici i tuoi reportage, unici perché sai portare il lettore per mano con te tra quelle viuzze, e sentirsi a casa, anche se casa non è.

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:45
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      Ah no, non riuscirai a farmi commuovere dicendomi cose così carine…sg.. non ci riusc… sih…. non ci riuscirai SIGH! E poi oggi è lunedì e devo essere di cattivissimo umore, come da copione! Grazie <3 <3 <3

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  • febbraio 22, 2015 alle 19:02
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    Roma deve essere una città bellissima, dalla descrizione e dalle foto, ma al tempo stesso non sono molto sicura che io e lei siamo compatibili. Le grandi città mi fanno sentire subito la mancanza della natura, comincio a lamentarmi che è tutto grigio e vecchio… insopportabile, lo so, ma non posso farci niente! Ma chissà, forse Roma stupirà anche me. 🙂

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:47
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      Siccome mi riconosco troppo nelle tue prime 4 righe, sarò curiosissima di conoscere il tuo parere sul tuo soggiorno a Roma. Ti dico solo che persino Frodo il campagnolo si è decisamente divertito 🙂

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  • febbraio 23, 2015 alle 10:53
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    attraverso le tue parole, riscopro la bellezza di questa città che negli ultimi ho sopportato a malapena.. Ci tornerò di sicuro, su uno di quei tanti treni che ho preso da pendolare, ma stavolta da turista.. 🙂

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    • febbraio 23, 2015 alle 11:49
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      Cara Francesca, hai fatto centro, credo che Roma per noi turisti sia decisamente molto affascinante, viverci è interamente un’altra esperienza. Ti seguirò nel tuo prossimo viaggio in treno, per un raffronto di opinioni 🙂

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  • febbraio 25, 2015 alle 16:30
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    Che bello leggere della mia città così! Secondo me siete capitati in uno dei quartieri più bellini di Roma (sono di parte perché è il mio preferito!). I romani sanno farsi volere bene.. a volte esagerano, ma altre volte ti regalano quel sorriso giusto in una giornata in cui ne avevi bisogno!
    Tornate presto, un abbraccio a tutti! :*

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    • febbraio 26, 2015 alle 9:12
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      Buongiorno Lucia, speravo tanto riuscissi a leggere questo articolo. In questa Roma che ci ha accolti con così tanta dolcezza un po’ sorniona, ma tanto piena di vita c’è anche il nostro tè in Via Panisperna. Grazie ancora del tempo che ci hai dedicato e della compagnia :). E torneremo, oh si che torneremo 🙂

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      • febbraio 26, 2015 alle 14:00
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        Ragazzi, mi dispiace di essere stata assente ma ho letto anche l’altro post di Roma. E’ che ho un periodo di molta fretta. Ma vi seguo, vi penso.. e vi aspetto di nuovo tutti e 3 a Roma! 🙂

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        • febbraio 27, 2015 alle 9:05
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          Quanto ad assenze non farti mai problemi con noi, è tanto tempo anche per me che non mi affaccio sul tuo blog, ma davvero col negozio è un periodo di piena corsa, ed il tempo mi pare sempre troppo poco… Un abbraccio. Roberta

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