Sandhamn è una delle 30mila isole che compongono l’Arcipelago di Stoccolma. è un’isola esterna, più lontana nel Mar Baltico rispetto ad altre isole più vicine alla capitale svedese. Questo le dà un che di selvaggio, basta ascoltare il vento che la percorre per sentirsi in un posto remoto, per comprendere che a dispetto delle sue belle casette rosse, il luogo è molto meno “addomesticato” di quanto possa sembrare.

Non a caso, Viveca Sten, ha ambientato proprio qui i suoi gialli della serie Sandhamn (ne abbiamo parlato qui a proposito dei 7 Libri da leggere prima di un viaggio in Svezia). Qui dove la sua famiglia trascorre le vacanze da diverse generazioni. Qui dove ancora custodisce gelosamente la sua casa di famiglia, qui dove passata la stagione estiva i residenti non sono più di un centinaio. Qui viene a scrivere le sue storie quando ha bisogno di calma e tranquillità per lavorare a trame ed omicidi. Qui Nora e Thomas, i suoi investigatori, si muovono per scoprire il colpevole portando alla luce storie ed intrecci che hanno un tipico tocco da noir scandinavo.

Quando un raggio di sole fa capolino l’oceano diventa più azzurro, le case più rosse, il Royal Yacht Club più… inizi ‘900, ti dici che è un posto come questo non potrebbe essere location più improbabile per un giallo. Ma soffia il vento, arriva il grigio e la seconda anima, più cupa e nascosta di Sandhamn, ti si rivela. Ed io adoro queste ombre, questa doppia anima, il lato oscuro di persone e posti….

Si arriva a Sandhamn con il battello da Stavsnäs. Anche in questo caso la traversata da sola è motivo sufficiente per il viaggio, un modo per scoprire l’arcipelago girandolo di isola in isola, di porto in molo in semplice punto d’attracco, lasciando giornali e smistando la posta per collegare le isole, spesso non più grandi di uno scoglio, alla terraferma.

Il porticciolo di Sandhamn è delizioso, con le sue passerelle in legno, l’alternarsi di case rosse e gialle. La tradizionale Casa della Dogana (1756) che guarda sul mare, e le imbarcazioni di salvataggio arancioni come gradi aragoste. A Sandhamn non ci sono auto. Si cammina a piedi per stradine in pietrisco. Ci sono i negozi a tema marinaro, le bakeries, il café Strindberg, che qui l’aria fa presto a far venire fame.

E ci si fa prendere subito da quelle piccole stradine che corrono tra le case. Un tempo queste venivano costruite una a ridosso dell’altra per conservare calore, tagliare l’insidioso vento. Le case più antiche sono incredibilmente piccole, sembrano quasi i minuscoli cottage di TantoLunden, ma erano le antiche case di pescatori. Ringhiere rosse di legno, sdraio, prati verdi ed in fondo sempre uno spicchio di mare…

Puntiamo a scoprire il lato ovest dell’Isola. La prima meta è Kvarnberget dove un tempo torreggiava un mulino, oggi solo rocce imponenti che offrono uno spettacolare punto panoramico sull’Oceano di fronte.

Ci inoltriamo nella pineta, silenziosa, buia perché il sole è andato via, banchi di muschio profumato faccio fatica a ricordarmi che a meno di 100metri qui c’è il mare. é fine agosto e non riesco ad immaginare il caos di turisti che esplodono a luglio e sono qui fino a ferragosto. È stata una scelta strategica venire qui a metà settimana e non nel week-end. Pineta e spiagge sono tutte per noi. Anche FlaskBerget (la collina del Maiale) ovvero la spiaggia più vicina al porto di Sandhamn, punto di riferimento per chi viene qui a passare l’estate.

Ci spingiamo ancora più all’interno della foresta, voglio spuntare a VestRudden sulla punta più estrema dell’isola. Diversi cartelli segnalano la proprietà privata. Da qualche parte ho letto che c’è in corso una sorta di lotta. L’accesso alle spiagge è di tutti. I proprietari delle case non possono vietare il passaggio e rivendicare la spiaggia solo per sè. E poi oggi non si vede anima viva, non intruderemo nella privacy di nessuno.

Eccoci sulla punta dell’isola, il vento soffia selvaggio e ci incantiamo, Frodo incluso, a guardare. Come sempre dove c’è una vista, un paesaggio da rimirare, state pur certi che gli Svedesi ci pianteranno almeno due sedie a sdraio ed un tavolino da caffè. Sandhamn non sfugge alla regola. Anzi qui c’è anche un piccolo patio racchiuso da romantiche finestre. Mi affaccio speranzosa, ma no – purtroppo! – nessun cadavere in vista 😀

Ci sediamo sulle sdraio, il caffé possiamo solo immaginarlo, ma cerchiamo di imprimerci dentro questo ennesimo ricordo di un’isola battuta dal vento, una misteriosa foresta, il profumo denso dei flutti. E ringraziamo chi ci ha lasciato queste sedie.

Sulla strada del ritorno passiamo per il piccolo cimitero, dove Viveca Sten dice di venire spesso a caccia di nomi e storie.

Siamo di nuovo a Sandhamn, non rinuncio ad un’occhiata all’Ufficio Postale (nonché sede della Polizia), un’occhiata alle case nuove, ville sul modello di quelle svizzere costruite ad inizi ‘900 beffeggiate dai locali che non capivano come si potesse costruire in maniera così priva di senno, senza preoccuparsi di come ripararsi dal vento.

Un’ultima passeggiata sul molo, e siamo pronto a goderci la traversata di un’ora che ci riporterà a casa. nell’Isola di Varmdo. Siamo grati che la nostra casa sia qui nell’Arcipelago di Stoccolma, di avere ancora giorni da trascorrere tra queste isole straordinarie, ciascuna col suo carattere. [Ricordate? Vi abbiamo già raccontato la nostra avventura nell’Isola di Moja vittime dell’Incantesimo dell’Arcipelato]

Siamo contenti di avere una casa, che non è una casa qualunque, ma un piccolo cottage, curato con amore dai nostri ospiti dello scambiocasa, che qui si rifugiano ad ogni week-end lasciando la casa di Stoccolma. Siamo nel bosco, il mare vicino, e tante lampade e candele da accendere a sera a carezzare i nostri sogni…. Ma questa è un’altra storia che vi devo raccontare quanto prima…

Come organizzare una visita all’Isola di Sandhamn o nell’arcipelago di Stoccolma?

È possibile raggiungere l’isola di Sandhamn direttamente da Stoccolma via Stavsnäs (dunque bus + traghetto) il mio vivissimo consiglio è comunque di dormire in un’isola per assaporarne fino in fondo l’atmosfera.

Se il vostro soggiorno a Stoccolma è molto breve valutate anche altre isole più vicine da poter visitare in giornata o una crociera tra le isole.

Trovate tute le info qui:

Il sito Visit Stockholm è un trampolino ideale per identificare la vostra isola dei sogni ed organizzare il vostro viaggio nell’arcipelago. Visitate il centro informazioni a Stoccolma, o scrivetegli: sono pieni di consigli ed ottimo materiale informativo (pdf o cartaceo).

Info sull’arcipelago e sull’isola di Sandhamn (in inglese):

Arcipelago di Stoccolma

Info sull’Isola

Info sui traghetti e gite di giornata

Il sito della compagnia che opera i traghetti: Waxholmsbolaget qui troverete i vari orari – sempre aggiornati – online ma siccome ci sono più di 3000 isole e non so quanti diversi itinerari può diventare difficile comprendere quale orario consultare. Se siete in difficoltà contattateli direttamente, sono gentilissimi.

MAPPA


Volete saperne di più sul nostro viaggio in Svezia?

Questo articolo fa parte del nostro On-the-road in Svezia:

qui trovate un post che racconta il viaggio e la descrizione dell’itinerario

Siamo arrivati nell’Arcipelago di Stoccolma grazie allo Scambio Casa nell’Isola di Varmdo

L’isola di Varmdo, la nostra casa nell’Arcipelago di Stoccolma
Sandhamn, l’isola omicidi nell’Arcipelago di Stoccolma

2 pensieri su “Sandhamn, l’isola omicidi nell’Arcipelago di Stoccolma

  • febbraio 6, 2018 alle 22:54
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    Avendo letto Viveca Sten devo dire che me la immaginavo proprio così l’isola dove sono ambientate le sue trame, anzi a tratti addirittura più cupa (ma in effetti sto immaginando cadaveri trovati in un bosco da qualche povero vacanziere…).
    Sono molto curiosa di saperne di più anche su quella che è stata la vostra casa nel bosco 😍

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    • febbraio 6, 2018 alle 22:58
      Permalink

      Cupa assolutamente no, d’altra parte non sono forse i tranquilli villaggi inglesi e le tenere vecchiette ad aver ispirato Agatha Christie? Però un po’ selvaggia, si! Sono un po’ in affanno per quante cose vorrei scrivere della Svezia ancora ed il tempo che corre sempre…. Ma arriva arriva. Grazie d’essere passata di qui 🙂

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