Vimmerby il paese di Astrid Lindgren

Abbiamo lasciato il bagaglio in albergo, un hotel strapieno di bimbi biondissimi  e qualche sparuto adulto, li conosceremo meglio domani al momento della colazione. Ma dovevamo precipitarci qui, a Vimmerby prima che arrivasse il buio. Passiamo davanti la chiesa e poi siamo su Stora Torget, la piazza centrale del paesello. Mi coglie la strana sensazione di essere già stata qui, di conoscere questi luoghi, non “di passaggio” ma proprio di averne una conoscenza dettagliata. Come se ricordassi il palazzo del comune, le casette nelle strade, la chiesa…

Si certo, si chiama “dejà-vu”, può essere che abbia visto questi posti nella foto di qualche turista che mi ha preceduto. Forse (e questo spiegherebbe meglio la sensazione di una memoria antica)  qui sono state girate delle scene del film o telefilm di Pippicalzelunghe. Perché vedete Vimmerby potrebbe essere una ordinaria cittadina della Svezia interna, ma ha dato i natali ad Astrid Lindgren – la “mamma” di Pippi Calzelunghe – e da allora non è stata più una città qualunque.

L’ampia piazza è racchiusa da edifici storici ad uno o due piani di colore pastello, non deve essere molto diversa da quella che vedeva Astrid Lindgren durante la sua infanzia. In un angolo della piazza, al di là della cabina telefonica riadattata a “sharing library”, la vedo: la Lindgren, con il suo volto rugoso, la schiena diritta e l’espressione laconica che non riesce a frenare lo spiritello interiore. Di nascosto le accarezzo la mano di bronzo: “quanto mi hai dato, con quali sogni mi hai fatto crescere…”. L’altra parte della piazza è una sorta di parcogiochi estivo per bambini, sullo sfondo lo Stadtshotel, l’albergo della città, la facciata rosa animata da bianche finestre e le tende abbassate sui terrazzi del ristorante da cui arriva un vociare altrettanto allegro che dal parcogiochi.

Dalla piazza cerchiamo le indicazioni per Storgatan è qui che voglio andare. É la strada con le case storiche di Vimmerby, e tra queste c’è il negozio di caramelle dove Pippi Calzelunghe avrebbe mandato in giubilo il severo commerciante acquistando chili e chili di caramelle. Noi, compriamo una sola caramella per cani e qualcosa di strano accade a Frodo che comincia a crescere, di fronte ai nostri occhi increduli, oltremisura. Guardate un po’ da voi. E adesso? Come lo refiliamo in auto per continuare il viaggio?

Intanto che risolviamo il problema, voglio andare a curiosare vicino a Nas la casa in cui è nata Astrid Lindgren. Voglio vederla di sera perché sono certa che domani sarà piena di turisti (tra cui noi) ma per questa sera potrò guardarla tutta per me.

NAS la casa di Astrid Lindgren a Vimmerby

É stata una fortuna che abbia deciso di venire qui. Il programma iniziale era di andare direttamente nel Parco a Tema “Astrid Lindgren Varld”, nei vari depliant poco spazio è dato alla casa di Astrid Lindgren, ed invece è una casa Museo che rientra di pieno diritto nella mia lista dei preferiti (tra questi la casa di Beatrix Potter nel Lake District, la casa di Agatha Christie nel Devon). Sia il parco che la casa della Lindgren si trovano a Vimmerby a pochi chilometri (5, credo) l’una dall’altra.

In realtà quel giorno non erano previste visite alla “casa vera e propria”, ma l’intera proprietà include diversi fabbricati e giardini, tra cui il Museo che racconta la vita di una delle autrici per bambini più amati al mondo. Tra exhibit divertenti, filmati ed audioguida, si apprendono una valanga di cose sulla Lindgren, che ebbe una vita altrettanto avventurosa che i suoi personaggi. Ci si commuove anche, perché alcune delle frasi prese dai diari o dalla corrispondenza della scrittrice ti muovono cose dentro.

Fu una ragazza madre, in un’epoca in cui la società ti condannava per molto di meno. Dovette lasciare Vimmerby per Stoccolma, ma nelle sue lettere, anche quando le toccava soffrire il freddo e la fame scriveva “saprò occuparmi di me stessa”. Adoro una foto che la ritrae bella e fiera del suo bimbo, quasi a sfidare il mondo e lei dice:

“Si,comprendo che fui una sorta di una pioniera quando portai il mio bimbo in una piccola città, dove non erano abituati a vedere una mamma non sposata portare a passeggio il proprio figlio come se fosse un miracolo come lo è ogni bambino. Gli ho mostrato ogni cosa, gli ho insegnato quanto fosse divertente arrampicarsi sugli alberi. Facevamo passeggiate così lunghe tra campi e foreste che alle volte crollavamo esausti nell’erba sui prati e semplicemente ci addormentavamo”

Troverete le lettere che scriveva ai bimbi in cui raccontava le storie di Pippi, perché Pippi nasce innanzitutto per i suoi bimbi, tra le righe qualche disegno semplice semplice come ogni genitore ne fa per I suoi piccoli, ma c’è già tutta l’essenza della Pippi Calzelunghe che verrà. Fu una caduta (non ci scordiamo che era una spericolata), con conseguente slogatura della caviglia, che la tenne ferma a letto, solo allora nel 1944 le avventure di Pippi diventarono un libro.

 

Gli adulti non accolsero bene le storie della Lindgren… troppo eversive. Bambini e peggio ancora bambine troppo intraprendenti. Un rinomato pedagogo dell’epoca criticò aspramente questa Pippi che viveva da sola, questo mondo in cui gli adulti sparivano, questi ragazzini troppo sfacciati ed indipendenti, no quei libri erano carta straccia. E mentre lui parlava, appoggiato dagli educatori dell’epoca, Pippi conquistava cuori, bimbo dopo bimbo, famiglia dopo famiglia, fino a sbarcare in Europa, America e resto del mondo. Un successo senza precedenti.

Ad una parete poi troverete il luccio delle storie. Astrid Lindgren era una perfezionista, era capace di riscrivere per ben 10 volte la stessa pagina, finché le parole non si decidevano a fare esattamente quel che lei desiderava. Aveva anche idee ben precise su come andassero raccontate le storie. Secondo Astrid una storia deve essere esattamente come un luccio: doveva avere un inizio acuminato, essere “grassa” al centro, ed avere una brusca fine.

Astrid Lindgren fu una donna che precorse i tempi in tutto. Non solo inventò personaggi senza tempo, ma probabilmente in modo inconsapevole inculcò bene nella testa di tutti I suoi lettori che le bambine come le donne potevano essere altrettanto forti e persino più forti di tutti I maschietti del mondo. Il suo rapporto stretto con la natura, la sua conoscenza intima della vita di fattoria, le fece dare voce contro quel fenomeno spietato che sono “gli allevamenti intensivi”. Anche le mucche hanno diritto ad una vita felice. Molte le campagne che guidò in questo senso. Aborrì la guerra e tutte le brutture che essa comportava, ed anche qui non mancò di far sentire la sua voce.

Quando faceva cose troppo controcorrente diceva:

“Ci sono cose che si devono fare, anche se pericolose. Se no non saremmo esseri umani ma un pezzetto di immondizia”

Così eccola in una foto, con tutte le sue rughe, ad arrampicarsi in cima agli alberi come incitava sempre i bambini a fare. Probabilmente la visione del mondo è diversa tra I rami di un albero. E della sua vita in fattoria ricorda che ogni roccia, ogni albero, ogni animale era considerato al pari di una persona, anche una parte della famiglia.

A 90 anni riceve il premio come “donna svedese dell’anno” e lei comincia il suo discorso dicendo con quella sua ironia e gli occhi birichini di sempre “Deve essere un momento davvero difficile per la Svezia e gli Svedesi, se come donna dell’Anno non hanno potuto che scegliere una vecchia mezza sorda e mezza cieca e persino un po’ folle”… Ma continuò anche dicendo che un pizzico di follia è quel che serve per cambiare il mondo, e che I bambini sono la forza del cambiamento. Era una sempre stata convinta che il carattere dei bambini si formasse in gran parte dalle esperienze fatte fino ai 5 anni. E quanto dunque il contatto con la natura, con gli altri bambini, i giochi continui all’aria aperta, fossero così tanto importanti. Come riteneva importante anche che gli adulti stessero un po’ fuori dai piedi, per dare ai piccoli forza ed indipendenza.

Si visitano poi il fienile, dove la geniale prole di Astrid continua chi a scrivere libri, chi a dipingere, e dove qualche membro della famiglia vi accoglierà per raccontarvi storie della scrittrice e della sua discendenza. Ad Agosto uno dei mariti di una delle sue nipoti (io ci ho perso il conto) ci ha detto che eravamo I primi italiani che incontrava nel 2017. Non va, questo posticino merita una visita che abbiate o no bambini…

Questa casetta rossa, piccola, tenera, romantica è stata la casa di Pip… pardon di Astrid Lindgren (secondo voi c’è poi grande differenza tra le due?). Si può entrare solo in visita guidata e noi invece dobbiamo andare perché abbiamo davvero poco tempo… Ma prima occorre salutare lui, il leggendario albero delle limonate, un olmo vecchio di secoli su cui la scrittrice deve essersi arrampicata almeno un milione di volte…

A malincuore arriva l’ora di andare. Ci aspetta l’attrazione principale di Vimmerby: Il Mondo di Astrid Lindgren, che è un parco a tema con un carattere tutto suo, non a caso dovette sottostare ai rigidi criteri imposti dalla stessa Astrid, che come avrete oramai compreso aveva un certo robusto carattere ed idee da cui guai all’incauto che avesse cercato di distoglierla. Ma di tutto questo vi racconto nel prossimo post.


Informazioni su Vimmerby

Per informazioni sulla visita a Vimmerby: Sitoweb Ufficio del Turismo

Per informazioni su orari e visite a Nas: Sitoweb della Casa Museo

Abbiamo fatto tutto in un’intera giornata ma con due pernottamenti (siamo arrivati nella tarda serata). Ma non credevo che la visita a Nas sarebbe stata così coinvolgente.  Soprattutto se avete bambini consiglierei di pianificare un’intera giornata nel parco a tema ed una buona mezza giornata a Nas. Ma anche i 3 pernottamenti ci stanno tutti.

Si può pernottare in paese  per soggiorni brevi.  Se prevedete un soggiorno un pochino più lungo potreste optare per uno dei bellissimi agriturismi/fattorie nelle vicinanze: la campagna intorno è meravigliosa con una valanga di cose da fare per adulti e piccini. Tutte le info sul sito dell’Ufficio del Turismo di sopra.

I cani non sono ammessi nella Casa Museo ma possono invece entrare nel parco a tema Astrid Lindgren’s World.

Se volete saperne di più su Astrid Lindgren leggete il libro di  Annalisa Comes – Astrid Lindgren ne ho parlato qui insieme ad altri libri sulla Svezia: 7 libri da leggere prima di un viaggio in Svezia

 

 

 

 

 

 

 

 


Volete saperne di più sul nostro viaggio in Svezia?

Questo articolo fa parte del nostro On-the-road in Svezia:

qui trovate un post che racconta il viaggio e la descrizione dell’itinerario 

Sulle tracce di Pippi Calzelunghe 1: Nas la casa di Astrid Lindgren, Vimmerby – Svezia
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Un pensiero su “Sulle tracce di Pippi Calzelunghe 1: Nas la casa di Astrid Lindgren, Vimmerby – Svezia

  • dicembre 22, 2017 alle 14:10
    Permalink

    Pur conoscendo Pippi, non sapevo nulla della sua “mamma” Astrid Lindgren: che bella storia! Immagina le chiacchierate in compagnia di quella donna un po’ pazzerella nella sua casetta, davanti a una tazza di tè e qualche biscotto di pan di zenzero…

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