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Adoro visitare parchi  e giardini. Che si tratti di grandi parchi come nel caso di Kew Gardens a Londra, dell’incredibile Eden Project in Cornovaglia, o di un giardino che celebra il bello come i Giardini di Ninfa in Lazio.

E poi mi piacciono i giardini privati (informali) che hanno dietro una storia, non vi ho ancora mai parlato del Kitty Colemans’ Garden a Vancouver Island (Canada) frutto dell’amore e passione di un solo uomo, ma ecco che anche qui in Linguadoca ritrovo una storia per certi versi simile e che sono felice di condividere con voi…

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Le Cave Discarica come Parcogiochi

Daniel è un bimbo di Servian, i cui pomeriggi doposcuola vengono trascorsi, assieme ad altri tanti ragazzini, nelle antiche cave di basalto utilizzate fin dall’epoca dei romani. Non importa che le cave siano in realtà divenute una discarica a cielo aperto di detriti edili per tutti i muratori della zona, per i ragazzi quello è il miglior parcogiochi teatro di mille avventure, scoperte ed esplorazioni.

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Un luogo che si dimentica crescendo man mano che altri impegni prendono il posto dei giochi d’infanzia. Anche Daniel cresce, diventa un’ebanista ed emigra in Belgio per una serie di opportunità lavorative. In Belgio conosce Françoise, sua attuale moglie, mettono su famiglia, comprano una casa grande e con giardino, tutto sembra procedere per il meglio tranne che…. tranne che un tarlo, piccino piccino ma inesorabile continua a farsi strada nella testa di Daniel: la vecchia cava, quel luogo incredibile della sua infanzia, abbandonato a se stesso…

Nel 1988 per una serie di ragioni lavorative, la famiglia (sono oramai nati i 2 bimbi della coppia) deve decidere sul da farsi: continuare a vivere in Belgio o trasferirsi altrove? Françoise gli ripete “se vuoi lavorare al sogno della tua infanzia adesso è il momento di mollare tutto, adesso o mai più!”. E Daniel non esita, vendono tutto si trasferiscono a vivere sui terreni della cava in una roulotte in attesa di costruire la propria casa dei sogni.

Un duro rientro

Ad attenderli una situazione ancora peggiore di quella immaginata, la cava è quasi sepolta dai detriti, Françoise non riesce davvero a comprendere l’infatuazione del marito per quei luoghi, non solo non ci vede niente di speciale, ma sembra addirittura un posto orrendo. Inoltre si sono lasciati alle spalle una casa ampia dotata di ogni comfort per una roulotte in una zona senza elettricità, né comodità se non una presa d’acqua ed un immenso parcogiochi per i bambini…

L’ironia della sorte vuole che – solo qualche mese dopo l’acquisto dei terreni – alla situazione già difficile si aggiunga la catastrofe: la Municipalità approva il progetto di un’autostrada che passerà proprio nella proprietà di Daniel e Françoise! Dal Paradiso all’inferno nell’arco di qualche mese!

Chiunque altro avrebbe mollato tutto e sarebbe ripartito di corsa, Daniel invece ingaggia una lunga battaglia, e dovrà attendere 5 penosi anni di preoccupazioni ed angoscia prima del verdetto: l’autostrada sarà deviata altrove mantenendosi ben lontana dalla proprietà. Finalmente possono cominciare la costruzione della casa! ed accanto alla casa nasce un giardino meraviglioso, le cave diventano splendidi laghetti, ogni giorno i 2 lavorano al giardino piantando, ripiantando, cambiando, aggiungendo arbusti ed alberi, liberando il gioiello seppellito da migliaia di metri cubi di detriti.

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Il Premio Riconoscimento per uno dei Giardini più belli di Francia

Quando vincono un premio prestigioso come uno dei giardini più belli di Francia, i giornalisti chiedono quando possa essere visitato da grande pubblico. “Visitato? ma si tratta di un giardino privato?” rispondono sgomenti i 2. Poi però si convincono che quel piccolo gioiello di cui sono stati artefici ma seguendo i dettami di una volontà più grande, debba necessariamente essere condiviso con un pubblico di amanti dei giardini e del bello. Da anni oramai, dalla primavera agli inizi dell’autunno, il parco/giardino è aperto alle visite sono proprio loro Daniel e Françoise ad accogliere ed accompagnare i visitatori alla scoperta del giardino.

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La divinità del Lago

Nel lago più grande giace una divinità femminile adagiata sulle ninfee i suoi capelli vegetali scendono delicati nell’acqua. è una enorme statua in legno opera di Daniel ed io sospetto che sia proprio in lei quella volontà forte che ha ammaliato il bambino, ha rubato il cuore di Françoise pure in mezzo a tante difficoltà e li ha fatti restare qui, a creare un giardino bello come pochi….

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MAPPA

Gallery

I Pinocchietti che abitano nei Giardini…

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La lunga strada dei sogni. La storia del Giardino di Saint Adrien a Servian – Linguadoca

2 pensieri su “La lunga strada dei sogni. La storia del Giardino di Saint Adrien a Servian – Linguadoca

  • settembre 26, 2016 alle 15:48
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    Che meraviglia!!! Anche io adoro i giardini e i parchi… questo non lo conoscevo sembra stupendo!

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    • settembre 27, 2016 alle 15:33
      Permalink

      Buongiorno Natascia ben arrivata sul nostro blog. Sono contenta che parchi e giardini siano la tua passione: quali tuoi preferiti ci consigli di non perdere per nulla al mondo?

      Rispondi

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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