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Il nostro quartiere Stepney Green

Stamani passeggiatina con Frodo nel parco di fronte casa. Per la prima volta ho trovato aperta la chiesa di St Dunstan and All Saints Stepney e sono entrata a dare un’occhiata. Sono contenta che sia calda ed accogliente come negli esterni. Non mi piacciono quelle chiesette in meravigliosa pietra viva di fuori che entri e sei avvolti nel bianco sterile di stucchi preziosi, pavimenti moderni di insipida ceramica… Poco lontano dalla chiesa scopriamo anche Stepney Green l’immancabile parco verde di cui ogni quartiere UK deve essere necessariamente dotato, non importa che sia un quartiere povero o ricco. È un po’ come per i musei, l’accesso a parchi ad oasi verdi deve essere garantito a tutti i cittadini. E quanta manutenzione. In un angolo le bottiglie lasciate dai soliti balordi ieri sera, ma la squadra incaricata sta già provvedendo alla pulizia. Se non si accumulano atti di vandalismo e spazzatura la manutenzione risulta più facile perché meno atti di vandalismo seguono. Più un luogo è trascurato più i gestacci si moltiplicano. Solo in Italia non funziona così. O almeno da noi al sud, dove la manutenzione del verde è vista come lo spreco degli sprechi della spesa pubblica…

Ultima scoperta di questa passeggiata è la fattoria con mercato (che aprirà i battenti al pubblico sabato) per dare ai bambini del luogo la possibilità di interagire con galline, tacchini, conigli, pecore e capre. Imparano a coltivare un piccolo orticello ed al sabato c’è la vendita di prodotti tipici. Ci saremo.

Lasciamo Frodo a casa. A Kew Gardens i cani non sono ammessi, ok per i musei, ma ci fa decisamente rabbia rinunciare a Frodo per visitare un parco verde.

Kew Gardens

Sapevo che Kew Gardens è un parco grande e bello, ma non me lo aspettavo né così grande né così bello. Ogni area rappresenta un continente, ne ritrovi tutta la vegetazione tipica, sei sempre su sentieri che ti invitano ad addentrarti e scoprirne di più. Il bello dei giardini all’inglese è proprio questo invece di creare formidabili e geometriche prospettive come nei giardini all’Italiana, questi sono un invito al viaggio alla scoperta di quel che non si vede, devi cercare, frugare andare oltre la siepe, aggirare la curva…

Ma più di tutto di Kew Gardens porterò con me la meraviglia del Tree Tops Walk una passeggiata su una passerella sospesa tra le fronde degli alberi ad assaporare la vita quassù in alto come fossi un uccello, uno scoiattolo o semplicemente una foglia che danza al vento tra le fronde sussurranti. Sulle piattaforme circolari ti puoi sedere e guardare cielo e rami, poi chiudi gli occhi e ti lasci andare al vento… persino i bambini più vivaci, per i quali una quantità di giochi sono a disposizione lungo il percorso, rimangono rapiti dall’incanto. È un modo bello per avvicinarli al mondo naturale, vedere pesti scatenate fermarsi e chiudere gli occhi per sentirsi un ramo tra i rami, una foglia tra le foglie, ti tocca nel profondo.

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Del perché fare niente al sud è sempre meglio che fare qualcosa.

Ricordo che per il nostro Parco Nazionale del Pollino era stato proposto un progetto del genere ma poi fu bocciato. Per alcuni equivaleva a trasformare un’area protetta in una Disneyland, per altri è un progetto invasivo (inutile dirvi con quanta cura si proceda in questi casi per non rovinare gli alberi). Un’intera squadra di pessimi dirigenti e funzionari in pompa magna, pieni di sé, che nulla sanno di pedagogia, giovani o vecchi che siano non fa differenza il gene bacato è lo stesso, si espressero con uno scandalizzato e cieco no. Il peggio è che credono di sapere tutto. Se i nostri parchi bruciano, vengono trivellati ed inquinati, se sono obbiettivo dei soli picniccari della domenica che lasciano di tutto quando vanno via, se i bracconieri ci vanno a caccia poco importa. Ma aprire e mantenere sentieri per la gente che ama la montagna, creare cartografie (io credo siamo l’unico parco nazionale senza sentieri e mappe degne di questo nome), fare cose per avvicinare il pubblico al rispetto del verde, rendere un parco un laboratorio vivo della cultura naturale questi sono ruoli che non gli competono. Arretrati come sono si scudano dietro “la tutela” (magari!) e non comprendono come mi diceva un funzionario del Lake District che un parco oggi ha un ruolo molto più difficile e che richiede grandi competenze. Occorre tutelare, ma tutelare senza condividere equivale a non fare il proprio lavoro, i parchi devono proporre uno stile di vita invidiabile, il loro successo si calcola anche sulla base di quanti decidano di venirci a vivere e dare un’anima a questi luoghi. Ci arriveremo fra 200 anni ad una visione del genere. Quei pochi imprenditori rimasti nei nostri parchi nazionali possono contare su turismo zero, grazie ad una totale mancanza di iniziative, e dopo un po’ lasciano perdere anche loro e vanno via. L’emigrazione è una ferita profonda del nostro sud, della mia Basilicata in particolare, ma per politici, dirigenti e funzionari in poltrona va meglio così: meno gente scomoda intorno, meno intelligenze vicino, più facile fare i comodi loro, più lontani quelli che potrebbero rinfacciargli tutte le loro gravi incompetenze e la mancanza assoluta a fine mandato di produrre un qualsiasi risultato significativo per le loro comunità. Vabbè torno in UK che è meglio.

Kew Palace e Re Giorgio III

La grande serra di Kew Gardens è chiusa, anzi di più, totalmente sgomberata per i lavori di manutenzione. In compenso abbiamo scoperto il Kew Palace, la dimora preferita di Re Giorgio III conosciuto come il Re Contadino. Di Re Giorgio si dice che ad un certo punto si sia ammalato di follia, leggendo alcune delle sue massime più celebri viene da chiedersi se il suo fosse un caso di pazzia, o di… visionarietà. Se le sue idee non fossero semplicemente troppo oltre il suo ruolo, se non precorresse i tempi. Ad ogni modo di Kew Palace ti colpisce la semplicità, il suo arredamento tutto sommato lineare senza stucchi ed opere grandiose, sembra una casa, ne ha il calore, non una Reggia che deve abbagliare i visitatori a mostrare la grandezza di una nazione.

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Si visitano anche le Royal Kitchens. Adoro visitare le cucine, sono un po’ la pancia di un’abitazione. Una serie di proiettori fanno vedere mani indaffarate a tagliare verdure, spelare, affettare, farcire pietanze, accendere fuochi, mischiare ingredienti, disporre bei piatti.

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La vasca del re, nella sala da bagno, mi fa venire in mente la scena del bagno degli Hobbit tra vapori fumanti ed allegri splish splash e l’allegra rima che accompagnava la scena:

Sing hey! for the bath at close of day
That washes the weary mud away!
A loon is he that will not sing:
O! Water Hot is a noble thing!

O! Sweet is the sound of falling rain,
and the brook that leaps from hill to plain;
but better than rain or rippling streams
is Water Hot that smokes and steams.

O! Water cold we may pour at need
down a thirsty throat and be glad indeed;
but better is Beer, if drink we lack,
and Water Hot poured down the back.

O! Water is fair that leaps on high
in a fountain white beneath the sky;
but never did fountain sound so sweet
as splashing Hot Water with my feet!

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Pensieri di una viaggiatrice in viaggio

Finiamo esausti nella caffetteria a mangiare una fetta di dolce tra i pavoni. Giangi e Danila sono partiti stamani, per noi ancora vacanze, ancora tante avventure a venire. Questa è la fase in cui la vacanza non è più solo una pausa dalla vita vera, ma è il tuo presente, giorno dopo giorno, reale quanto tutto il resto. Questo significa che la stanchezza del quotidiano mi ha lasciato. Sono rigenerata dalla non-routine, dalla bellezza, dalla continua scoperta di cose sempre nuove. Solo adesso sono alla distanza giusta da casa e dal negozio, per poter pensare senza ansie, fare un’errata corridge, e scoprire cosa e quanto occorre cambiare.

Gallery:

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28) Inghilterra 2014 – #Londra, Kew Gardens, la Tree Tops Walk, una passeggiata tra gli alberi e tutto quel che ne consegue…

6 pensieri su “28) Inghilterra 2014 – #Londra, Kew Gardens, la Tree Tops Walk, una passeggiata tra gli alberi e tutto quel che ne consegue…

  • maggio 5, 2015 alle 16:51
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    “Sono rigenerata dalla non-routine” riassume tutto ciò che hai descritto, e sempre descrivi.
    A parte la riflessione sul non far niente al sud, che mi ha fatto capire tante cose.
    GRAZIE!

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    • maggio 5, 2015 alle 23:41
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      Ne avrei bisogno oggi di rigenerarmi dalla routine ;). Cioè non sono neppure una di quelle che per forza deve fare una cosa nuova ogni giorno, forse mi fa pure piacere avere delle routine nella vita, ma c’è un punto di abbrutimento ben preciso… e da quello occorre tenersi alla larga #sapessicome 😉

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  • maggio 5, 2015 alle 22:00
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    Anche a me le cucine piacciono molto, in particolare quando visito castelli che hanno quelle enormi cucine dove lavoravano decine di persone. Finisce sempre che mi devono trascinare via, perché mi metto a pensare ai servitori, a come vivevano, ai cibi… e resto lì. 😉

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    • maggio 5, 2015 alle 23:43
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      Forse perché le cucine ci appartengono e ci sono sempre vicine anche se si tratta di moltiplicare all’improponibile il numero di fornelli e vivande da sfornare…. Chissà 🙂

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    • maggio 8, 2015 alle 8:53
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      Grazie mille della nomina, sono già corsa curiosa a leggere le domande, non so perché ma è un periodo che le domande mi stuzzicano assai. Siamo affetti da lentezza cronica ma stiamo arrivando!!!

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Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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