Quali sono i libri di viaggio più belli?

Io non avrei dubbi. Quelli più differenti dallo schematismo delle guide turistiche, quelli che ti raccontano storie.

Destinazione Russia. Una nave e un gatto nella tundra e altri incontri stra-ordinari (Guide d’autore – goWare) nasce da un grande numero di viaggi in Russia, certo nelle sue città più famose, ma anche in posticini ai limiti dell’inarrivabile, a monumenti tanto leggendari quanto lontani dall’ovvio. Penso alla foto fatta da un treno in corsa al Monumento che segna l’asse di confine tra Europa ed Asia, oppure al Monumento al Circolo Polare Artico nella terra dei Nenets, gli allevatori di renne, di Salekhard.

 

“Siamo a febbraio ed il clima artico si fa sentire in tutta la sua durezza. Nel pieno del lungo inverno, che dura otto mesi, la temperatura è di 20 gradi sotto zero e non ci sono più di sei ore di luce al giorno. Una luce pallida e grigia (….) la strada asfaltata termina a Ukhta, 600 chilometri più a sud, perché il clima renderebbe impossibile la sua manutenzione. L’aeroporto è spesso bloccato per le tempeste di neve, per cui il modo più sicuro per raggiungere Vorkuta resta il treno, raggiungibile in due giorni da Mosca…”

Queste condizioni irriducibili mi fanno ricordare Sylvain Tesson ed il suo “Nelle foreste Siberiane”. Ma “Destinazione Russia” è un libro che ti racconta “incontri”, alcuni sono incontri in qualche modo “cercati”. Come la cena a casa dell’ottantenne Lilya Mihaylovna, moglie di un funzionario del Ministero del Commercio Estero, che può raccontare quasi un secolo di storia russa.  La visita al Museo delle Miniere di Vorkuta accompagnati dal suo direttore, nel cuore di una terra che ospitò alcuni dei gulag siberiani più spietati. La scuola, sempre a Vorkuta, dove i due autori hanno semplicemente prenotato una visita al Museo di Cultura Komi “non immaginavamo che saremmo stati ricevuti con tutti gli onori di una delegazione straniera. Nè che il nostro arrivo si sarebbe trasformato in un vero e proprio evento per allievi e docenti del Ginnasio n.1, la scuola che ospita il museo”.

Poi ci sono gli incontri casuali quello con la gatta della tundra in un negozietto sperso nella campagna siberiana, ma in realtà in posizione strategica per i passeggeri che scendono dal treno per fare approvvigionamento, e soprattutto luogo di incontro prediletto per i locali che qui possono ascoltare storie da un mondo esterno che non conosceranno mai. [SPOILER] L’incontro con i due inservienti dei treni che per anni si sono rincorsi come Isabeau e Navarre (del film Ladyhawk) lavorando su treni diversi per ritrovarsi molto sporadicamente a Mosca prima di reimbarcarsi nei rispettivi treni. Di più i passeggeri scoprono che proprio durante il loro viaggio i due festeggiano l’anniversario di matrimonio, e il treno della Transiberiana esce dalla sua austerità e leggenda per ospitare una festa baldanzosa a celebrare la coppia…

Ed ancora l’incontro con Vera, una donna russa con cui condividono uno scompartimento cuccetta in treno andando verso le isole Solowetsky nel lontano Mare Bianco. In realtà non è proprio un incontro, perché la donna quasi non rivolge loro la parola. Ma le storie nascono anche dai dettagli di chi ha cuore ed occhi per osservare…

“Destinazione Russia” è scritto con un linguaggio leggero che fa volare le parole, ma senza mai mancare di profondità, è venuto giù tutto di un fiato, lasciandomi il gusto delle storie di viaggio… credo che leggerò anche l’altro libro dei due autori World zapping. Racconti di viaggio (Guide d’autore Vol. 2) perché a quanto pare i due non amano gironzolare nella sola Russia ma sono affascinati da ampie fette del nostro pianeta. ed io, io ne voglio di più…

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