Oh boy! Sei stato un anno. Sei stato proprio un anno di quelli da ricordare. Mi hai sfidato fino alle ultime energie, mi hai sfiancato, mi hai fatto partecipare ad un processo creativo dall’interno come non avevo sognato mai, ho conosciuto persone grandiose, ma ancora sono così pezzi pezzi che non riesco a fare una somma di questa avventura.

Non immaginavo, quando ho accettato l’incarico del VivaVivaldi a Venezia, che sarebbe stata un’esperienza così intensa, che avrei lavorato così tante ore messe in fila senza soluzione di continuità. Che per mesi non solo non ci sarebbero stati week-end, ma che sarei rimbalzata dal mio lavoro a quello del VivaVivaldi senza soluzione di continuità, senza prendere respiro, e come se, oltre il lavoro, altro non esistesse. Ma soprattutto non immaginavo quante infinite volte mi sarei schiantata contro i miei limiti e le mie insicurezze.

Grazie Giovanni, perché se non ti fossi fatto carico di tutto quello che c’è da fare nel quotidiano, io da sola non ce l’avrei fatta mai. Grazie di non avermi fatto pesare tutte quelle ore di presenza-assenza quando seduta ad un computer pareva non avessi neppure il tempo di girarmi a risponderti per due minuti. Grazie perché mi sarei trascurata completamente se non ci fossi stato tu a continuare a preparare piatti buoni, le cose giuste da mangiare per stare bene. Perché quando mi chiedevi cose banali dai bolli da pagare alle spese da fare, mi sentivo un alieno che non aveva idea di cosa parlassi… Lo so che sono stata insopportabile e tanto più grazie perché nei momenti bui, e giuro non ne sono mancati, hai comunque creduto in me e mi hai incitato ad andare avanti.

Grazie anche a Frodo, che nonostante i miei comportamenti da aliena, mostrava sempre di essere superfelice durante le passeggiate che riuscivamo a concederci la domenica mattina: essere in 2 è meglio che essere solo, ma essere in 3 per lui è gioia pura.

Il mio mandato per l’avvio della start-up è terminato, seguirò certo la ‘mia’ creatura anche a distanza, ma adesso invece che riappropriarmi del mio “solito quotidiano” mi trovo sbalzata direttamente in una nuova avventura, un nuovo on-the-road. Un viaggio pianificato molto poco non fosse per i soliti accordi dello scambio casa (ah gratitudine infinita a chi ti ha inventato!).

Ho letto. Poco, ma ho letto. Perché anche quei 15 minuti rubati al sonno mi restituivano una pausa tranquilla, ma soprattutto un immaginario. Ho letto la bio di un’autrice straordinaria che credeva nel potere positivo dell’allegria, della forza d’animo dei bambini, che difendeva spassionatamente i diritti dei più deboli, anziani, animali e bambini. Ma che questi nei suoi libri non erano mai raffigurati come “vittime” (come fanno tante pubblicità del sociale), ma erano piuttosto gli eroi e le eroine delle sue storie in cui diventavano solare modello di autonomia, emancipazione e coraggio. Ho letto per volare ancora tra le piume di Martin su un paese straordinario che ha da sempre accesso la mia immaginazione. Ho letto della vita di una delle più rinomate famiglie dell’800 che risiedeva in una città della Lega Anseatica. Ho letto di una ragazzina di cui si è detto molto circa del suo essere ebrea, e forse troppo poco del suo essere prima di tutto un’adolescente di straordinaria sensibilità, ed una giovane scrittrice di grande talento.

Ho letto perché leggere amplifica il viaggio. Crea un “prima”, un diverso “durante” ed entra prepotente nelle rielaborazioni del “dopo”…

Ma adesso i piedi prudono, le gambe scalpitano, il cuore è ebbro di gioia e scoppia di voglia di andare. Quali nuove scoperte? Quali nuovi luoghi ci attendono? Quali tappe sceglieremo che ci lascino anche un piccolo ricordo anziché anonimi luoghi di passaggio? Quali posticini magici si conquisteranno per sempre nel nostro cuore? Di nuovo assieme, con ore da vivere fianco a fianco, più affiatati che mai. La strada che si srotola davanti a noi e nelle orecchie la mia poesia di viaggio preferita:

The Road goes ever on and on,

Down from the door where it began.

Now far ahead the Road has gone,

And I must follow, if I can,

 

Pursuing it with eager feet,

Until it joins some larger way

Where many paths and errands meet.

And whither then? I cannot say

The Walking Song, JRR Tolkien

Si parte!

Di progetti, letture e soprattutto di nuove partenze!
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2 pensieri su “Di progetti, letture e soprattutto di nuove partenze!

  • agosto 4, 2017 alle 13:51
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    Dalle tue parole traspare tanta fatica quanta soddisfazione e io sono felicissima per te perché è una sensazione bellissima.
    Ma ora buon viaggio.. curiosa di sapere quali luoghi vi attendono!

    Rispondi
    • settembre 23, 2017 alle 16:15
      Permalink

      Cara Francesca, ci sei abituata che ti rispondo solo dopo… 2 mesi. Vero? A mia giustificazione posso solo dire che una volta partiti ho limitato uso dei Social Media a qualche brevissimo aggiornamento…. e davvero null’altro. Quanto al nostro viaggio conto di pubblicare un primo resoconto nella prossima settimana e svelare tutte le tappe: è stato un viaggione da sogno!

      Rispondi

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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