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Breve Intro

Del Puy du Fou vi ho accennato parlando dei 10 Parchi a Tema che pur Senza Giostre vi Mozzeranno il Fiato. Ed il Puy du Fou tra tutti è quello in vetta ad ogni classifica, per la sua storia speciale, perché è uno show per gli amanti del bello, un inno alla tenacia ed alla creatività.

Il Puy du Fou nasce in una regione, la Vandea, di quelle tra le più lontane dai circuiti turistici francesi e solo grazie ad un giovane visionario è riuscita a creare un circuito turistico ad hoc. Oggi come oggi il Puy du Fou è visitato da 2 milioni di visitatori l’anno e dopo euroDisney è il parco a tema più amato di Francia, il 5° in Europa per numero di visitatori. Il dato è impressionante se pensate che non siamo a Parigi, e neppure nelle vicinanze, e non siamo neppure nella Valle della Loira o in Provenza. Ecco Le Puy du Fou è per me la sintesi della caparbietà umana, della capacità di collaborare e fare cose (splendide!) assieme perché oggi la Cinéscénie che è gestita solo dal volontariato (come fin dal 1976 e senza finanziamenti pubblici) coinvolge 3000 volontari a creare uno spettacolo che non ha pari nel mondo.

Questo post dunque si divide in 4 parti cosicché possiate saltare direttamente a quella che più vi interessa

 

1) Cosa è il Puy du Fou?

2) Storia del Parco e della Cinéscénie

3) Il Parco, La Visita e le Attrazioni

4) Consigli Pratici per Organizzare la visita

1) MA COSA E’ IL PUY DU FOU?

É un parco storico tematico dove però la storia viene illustrata tramite ambientazioni incantevoli e suggestive (dal Borgo dell’Anno Mille a quello del Novecento) dove ogni negozio/bottega è tematizzato, lo staff indossa costumi d’epoca e dove i bambini tutto possono toccare e dove infine si inscenano una serie di spettacoli acrobatici/artistici, scenografie ed effetti speciali di tale portata che non può più essere considerato uno skansen (museo all’aria aperta) con animazioni, ma si proietta tra i parchi tematici e spettacolari accettando la sfida, tutt’altro che ovvia, di essere senza giostre!

Il Parco in realtà fu costruito in un secondo momento. Il Puy du Fou nasce con la CinéScénie, uno spettacolo dal vivo che si sviluppa lungo uno scenario lungo centinaia di metri che include i resti del Castello del Puy du Fou ed il suo lago. Qui la storia locale prende vita coinvolgendo 1300 attori scelti tra i 4000 volontari, i leggendari Puyfolais. É un enorme cinema (teatro?) all’aperto in cui lo spettacolo anziché procedere fotogramma per fotogramma vi mostra un’infinità di scene allo stesso momento, tra una moltitudine di effetti spettacolari. Grandioso.

2) STORIA DEL PARCO E DELLA CINESCENIE

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La storia del parco è così bella perché adoro i sogni che diventano realtà, e questa non è la storia di un singolo ma di un’intera comunità che in qualche modo si riscatta dalla povertà e dagli stenti creando qualcosa di incredibile e meraviglioso.

Immaginate uno studente universitario che dopo aver camminato tra contrade sconosciute, dopo essersi fatto strada tra rovi e spine, si trova finalmente in un luogo dimenticato da tutti, persino dalla gente del posto. Arriva al Promontorio del Folle (Puy du Fou) di fronte alle rovine del Castello che si affacciano sul lago (a quei tempi piuttosto una palude) che non di meno riflette le luci del tramonto creando uno scenario senza pari. Quella sera del giugno 1977 il giovane Philippe De Villiers immagina il grande spettacolo della Cinéscénie, in una sorta di folgorazione scrive il testo dello spettacolo in pochi giorni e quindi comincia la ricerca di altre anime folli che abbraccino la sua visione.

La resistenza è forte, il manipolo di persone che Philippe riesce a coinvolgere sono tutte inesperte, sanno poco e niente di spettacoli per ottenere credibilità alcuna presso le autorità ed associazioni locali. Non ci sono strade, non c’è acqua, non c’è corrente. E non ci sono neppure alberghi per eventuali malcapitati spettatori. Il tutto ha il gusto della pura follia, di un castello tra le nuvole. Ma Philippe ha deciso che nel giugno 1978 inaugurerà il suo spettacolo. A dicembre, sempre passando tra i rovi in un luogo non servito neppure da un sentiero in buono stato riesce a mettere su una breve demo. Ci sono -10°.  Parte la registrazione audio con la voce di Jean Piat che cominciava la storia di Jacques Maupillier, guardiano del Puy du Fou, con le stesse parole che ancora oggi aprono lo spettacolo, per l’illuminazione si usano i fari di qualche auto per dare risalto al profilo del castello ed ai riflessi sulle acque del lago. Ci sono qualche centinaio di spettatori e questa volta il ragazzo fa breccia nel cuore dei locali, conquistando i primi mille volontari.

Intendiamoci il tutto sembra ancora follia, non ci sono contributi pubblici (a tutt’oggi il Puy du Fou si fa vanto di non avere mai ricevuto soldi pubblici ma di essersi autofinanziato dall’inizio alla fine) ma cominciano a fioccare entusiasti volontari. Tra questi Jean François Touillaud, l’esperto in illuminazione artistica (in seguito direttore artistico di grandi spettacoli nel mondo) che ha il compito ingrato di rivelare ai sognatori che avranno bisogno di un trasformatore di certa forte potenza, e di chilometri di cavi, nonché di un numero – da definire quanto prima – di proiettori. E poiché nessuno ne sa quanto lui, l’uomo viene presto assoldato, diventando uno dei creativi del Puy du Fou ancora oggi al lavoro.

Rifacendo i conti i nostri scoprono che per rientrare nei costi (impensabili) in cui erano incappati devono mirare alla cifra stratosferica di 25000 visitatori al primo anno. Sono inevitabilmente oggetto degli sberleffi locali, la sola idea di portare 25mila persone a Les Epesses suonava come un’improponibile sbruffonata, figuriamoci poi portarle nel mezzo di un bosco senza strada, a vedere non si sa bene cosa. Taglio un po’ su tutto quel che accadde nel mezzo e saltiamo alla prima prova generale che si svolge a maggio sotto un temporale che diventa una violentissima grandinata. Philippe, stramaledice tutto, ed urla al megafono di sospendere le prove, ma dietro suo sconcerto nota che tutti gli attori, tutti i macchinisti, tutti i tecnici continuano. “Non puoi fermare un Puyfolaise” gli dice qualcuno. E da allora lo spettacolo è sempre andato avanti sotto qualsiasi condizione meteo, fa parte della tradizione 🙂 A proposito nel primo anno il Puy du Fou calcolò davvero male il suo obbiettivo di visitatori, invece che 25mila ne arrivarono 80mila e dovettero accontentarsi di sedere sulle poche panche di legno improvvisate o a terra direttamente. É stata una crescita inarrestabile, anno dopo anno fino al 1989, quando Philippe De Villiers e Jean François Touilleau sfidano in una riunione il parere di Chirac (che aveva dato l’assenso a candidare Parigi per EuroDisney), l’ex-presidente ed i suoi avevano sostenuto che i Parchi a Tema erano cose che solo gli americani potevano gestire. Il parco del Puy du Fou nasce come autentica sfida non solo a dimostrare che i francesi potevano essere altrettanto bravi che gli americani nella creazione e gestione di un parco, ma (e qui la sfida mi piace ancor di più) che si possono creare parchi tematici di carattere tipicamente francese che esulano dal modello americano. Mi racconterete voi se hanno o no vinto la sfida!

3) IL PUY DU FOU, LA VISITA E LE ATTRAZIONI

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Sarei quasi tentata di lasciare in bianco questa sezione. Mi spiego, al mio caro fratello ho detto di visitare il Puy du Fou senza troppe spiegazioni perché essere sorpresi da tutto quel che accade, da tutto quel che vivrete una volta lì aggiunge emozione ad emozione. Cercherò dunque di non svelarvi troppo ma abbastanza per incuriosirvi ed invitarvi ad andare…

I Villaggi

Il parco del Puy du Fou: il villaggio medioevale

L’area del parco si divide nei vari villaggi che illustrano la vita della Vandea nei vari secoli. Ci sono la Città Medioevale, il Forte dell’Anno Mille, il Villaggio del xviii secolo ed il Borgo del ‘900. Il tutto immersi nel verde e con tantissimi specchi d’acqua, aree picnic, ristoranti e locali tematizzati in cui mangiare e riposarsi.

In ciascuna di queste aree ci sono piccole animazioni ed almeno un grande spettacolo.

Gli spettacoli da non perdere (secondo noi!)

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I Moschettieri di Richelieu – il preferito di Giovanni

Durata 36 minuti

É l’unico spettacolo proprio al chiuso in una struttura che pare a metà tra un teatro ed un circo. Ci si racconta l’avventurosa storia dei moschettieri, tra mille acrobazie a cavallo e coreografie danzanti in un’arena (SPOILER) che ad un certo punto si riempie d’acqua immersi in una musica sensuale, ritmata, trascinane. Uomini e cavalli stregati si muovono all’unisono, non è addestramento questo, è amore, diversamente non si potrebbe giungere ad una simbiosi così perfetta.

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Immagine presa dal web

Le Bal des Oiseaux Fantomes – il preferito di Roberta

Durata 33 minuti

Innanzitutto c’è un racconto, una leggenda che narra del legame tra uomini ed uccelli. E se avete in mente un qualunque spettacolo di falconeria siete ben lontani dall’immaginare tutto quello che accadrà qui sopra le vostre teste… una danza, una danza infinita di uccelli di ogni tipo che non credereste mai possano volare tutti insieme pacificamente. Magia pura del Puy du Fou (nonché il mio spettacolo preferito).

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I Vichinghi

Durata 28 minuti

É il primo spettacolo che abbiamo visto, ha un ritmo trascinante, bimbi ed adulti in delirio. E comincerete a comprendere 1) il rapporto troppo speciale di complicità che lega gli uomini ad animali (che poi esplode nel Bal des Oiseaux Fantomes)  2) perché gli ingegneri della Walt Disney vengono spesso qui al Puy du Fou alla ricerca di idee, follie ed expertise.

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Puy du Fou les Vikings

Les Orgues de Feu 

Durata 30 minuti

Un magico spettacolo notturno con giochi ed effetti speciali sull’acqua che vi faranno sognare. Da non confondere assolutamente con Les Grand Eaux che è invece uno spettacolo diurno della durata di 10 minuti di simpaticissimi getti d’acqua e fontane danzanti, ma lo spettacolo notturno è quello da non perdere. Solo in alcuni giorni della settimana (controllate calendario del Puy du Fou).

La Cinéscénie (durata 1 ora e 40 minuti,solo in alcuni week-end, consultare il sito del Puy du Fou)

3mila volontari di cui 1300 comparse, uno scenario naturale mozzafiato, un proscenio lungo centinaia di metri. La saga della famiglia Maupillier illustra la vita della Vandea e la storia del Castello attraverso i secoli.

Il Puy du Fou nacque con la Cinescenie. Per mantenere intatto il suo “spirito” volontario si è deciso di separarne la sua gestione (no-profit) da quella del parco (profit). Occorre dunque acquistare un biglietto apposito per la Cinescenie il cui spettacolo inizia tardi perché occorre il buio completo. Questo consente ancora ai Volontari che da quasi 40 anni mettono su lo spettacolo di continuare a farlo, senza fondi pubblici. La comunità conta oramai più di 3mila inarrestabili volontari, con uno spirito di appartenenza difficile a spiegarsi, hanno un proprio giornale LePuyfolais, un’Accademia in cui far crescere nuovi talenti, gli animali sono accuditi in stalle che paiono alberghi, e solo questa continua interazione ed amore con gli animali consentono di creare spettacoli grandiosi come quelli che vedrete.

nè fotografare....

Le novità

Il Puy du Fou si rinnova continuativamente, come dice una cara amica ci si potrebbe tornare ogni anno e ci sarebbe ogni volta qualcosa di nuovo, e se ci torni a distanza di 3 anni hai l’impressione che sia quasi tutto nuovo.

Il Verde

Fattorie con gli animali, laghetti e tanto verde in cui camminare ed organizzare picnic. Il Puy du Fou è un fantastico luogo da vivere, concedetegli il giusto tempo (vedi di sotto). Ristoranti, bar e café sono ovunque.

4) CONSIGLI PRATICI: Come organizzare la visita al Puy du Fou?

Prima di partire:

Acquistate i biglietti online, si evitano file, si ha più tempo a disposizione ci si diverte dal primo minuto, si evitano (in alta stagione) brutte sorprese.

I biglietti per la Cinescenie e per il parco sono diversi. Consiglio prenotate la Cinescenie per il giorno in cui sarete meno stanchi.

Soggiorno ideale 3 notti, cioè cercate di concedere almeno due giorni pieni di visita al parco, se siete con bimbi piccoli prendetevela anche più comoda, ne vale la pena.

Se vi è possibile cercate di sostare un giovedì e venerdì notte per non perdervi i due spettacoli notturni: Les Orgues de Feu (circa 30 minuti ma di grandi emozioni) ed, ovviamente, la Cinéscénie (controllate in ogni caso il calendario sul sito del Puy du Fou).

Dove dormire e dove mangiare

Se scegliete di dormire nel parco (gli hotel sono indimenticabili!) e valgono il prezzo che chiedono, prenotate prima. Se viaggiate con bimbi piccoli avere la casa a disposizione senza dover prendere l’auto è un PLUS da non trascurare.

I cani non sono ammessi, né all’interno del parco, né negli alberghi del parco. D’altra parte tra fuochi d’artificio e colpi di cannone non si divertirebbero troppo, anzi. Noi con Frodo abbiamo optato per la Grange di Helène (che merita un post a sé), Valerie (ci siamo accordate prima) ci ha fatto anche da DogSitter così abbiamo lasciato Frodo in tutta tranquillità, lontano da rumori molesti.

Per la ristorazione il parco offre di tutto di più a prezzi che variano a seconda che optiate per un pasto veloce o più formale. Vi consiglio di prenotare almeno una cena a tema all’interno del parco,  sono divertenti e vi faranno entrare nello spirito dei luoghi (prenotate anche questa, i posti sono limitatissimi).

Capi caldi in valigia

Non importa che visitiate il parco in piena estate, in Vandea può piovere molto e come da tradizione anche sotto il più terribile temporale lo spettacolo deve andare avanti. Noi abbiamo guardato (a metà agosto) la Cinescenie con felpe e le nostre giacche da montagna e ne siamo stati felici, sotto un autentico temporale (abbiamo acquistato i soliti ponchi sul posto, le temperature si aggiravano sui 16° e la Cinescenie dura un’ora e 30 minuti). Vi auguro certo di trovare sole e caldo, ma siate pronti a tutto e non lasciate che il cattivo tempo rovini la vostra visita.

Sul posto:

Il parcheggio

Il parcheggio non si paga, ed è organizzato in maniera superba. Dopo la Cinescenie in migliaia di macchine ci siamo messi per strada senza problemi di ingorgo alcuno.

Planning

Weekend per week-end il parco pubblica gli orari dei vari spettacoli stampati su una mappa, questa è la vostra bussola di orientamento per tutta la durata della visita vi viene consegnata all’ingresso. Perdete pure qualche minuto per un pochino di planning per essere certi di riuscire ad incastrare gli orari degli spettacoli imperdibili. Arrivate agli spettacoli 10-15 minuti prima per prendere i posti migliori.

La CinéScénie

Attenzione la CinéScénie è proposta solo venerdì e sabato sera, e soltanto nel cuore della stagione estiva (circa da metà giugno agli inizi di settembre), il Parco invece ha una stagione di apertura più lunga ed in stagione è aperto tutti i giorni.

Per info aggiornate su spettacoli, biglietti ed alloggi utilizzate il sito del Puy du Fou


Itinerario

Questo articolo fa parte di un nostro lungo on-the-road Francia a zigzag fino ai Pirenei

Mappa

Nel cuore della Vandea, il Puy du Fou, un parco a tema fuori dai canoni
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8 pensieri su “Nel cuore della Vandea, il Puy du Fou, un parco a tema fuori dai canoni

  • ottobre 17, 2016 alle 10:38
    Permalink

    Moooooolto interessante! Mi hai fatto venire una voglia di fare la valigia…………….

    Rispondi
      • ottobre 17, 2016 alle 10:56
        Permalink

        Mamma mia…. Gusrda…. Poi, noi che amiamo la Francia…. Attorno a Natale saremo a Riquewir, di ritorno dal Belgio… Hai consigli a riguardo? Conosci?

        Rispondi
          • ottobre 17, 2016 alle 14:20
            Permalink

            Un incanto. Noi ci fermiamo sempre per spezzare il viaggio verso Liegi in due… Ciao, cara…

  • ottobre 18, 2016 alle 16:08
    Permalink

    Come sempre mi fai conoscere delle chicche uniche 😉 Unico problema è che mi tenti sempre a ripartire.
    Dalle tue foto scapperei adesso sopratutto per assistere allo spettacolo dei Vichinghi!!! Magnifico!
    Quando venite dalle nostre parti? Vi farei scoprire tante cosette non turistiche che vi alletterebbero abbastanza. 😉
    Vi aspettimao!

    Rispondi
    • ottobre 19, 2016 alle 8:35
      Permalink

      Buongiorno Lilly,
      i travelblog sono luoghi pericolosi: una tentazione dopo l’altra 😀
      Quanto al Portogallo e Lisbona ci abbiamo fatto più di un pensiero dopo il nostro incontro napoletano, ma ci sono davvero pochi iscritti al programma scambiocasa, ci riproveremo per la prossima estate anche se ho ricevuto un’offerta da valutare per il nordnord… Ma perché ci si deve accontentare di un solo (lungo!) viaggio all’anno? Bah!
      Un bacione

      Rispondi
      • ottobre 19, 2016 alle 9:23
        Permalink

        Se riusciamo a trovare intanto una casa più grande, le vostre ricerche casa saranno finite 😉 Mi piacerebbe tanto rivedervi, vi penso spesso.
        Io non mi accontento mai di un solo viaggio, morirei di claustrofbia 😛
        Buona giornata cari miei :*

        Rispondi

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