P1070031_new

Era il nostro secondo on-the-road, dopo il primo in Germania, eravamo nel 2011. Fu un viaggio epico ed entusiasmante che fece crollare i miei pregiudizi sulla Francia ed i Francesi. Parigi sta alla Francia ed al suo popolo come Torino sta all’Italia: non c’è continuità, ogni regione ha un suo carattere, ogni cittadina le sue peculiarità.

L’itinerario può apparire folle e senza senso (caratteristica di cui vado fiera per ogni viaggio che organizzo). In realtà questo è l’unico viaggio che aveva una logica tutta sua. All’epoca mi occupavo di turismo ed attrazioni turistiche e c’erano una serie di mostri sacri che avevamo studiato e ristudiato, che volevo conoscere di prima mano. E poi c’erano una serie desideri personali, cose che da tempo volevo vedere, ed infine una richiesta di scambiocasa sui Pirenei. Potevo mai dire di no?

Ricordo i giorni che Frodo ha passato vicino al bagaglio buttato sul letto, timoroso d’essere lasciato, come mai gli era accaduto. Evidentemente respirava l’eccitazione che ci pervadeva, e sentiva che qualcosa di grande bolliva in pentola. Lo ricordo infilare la prima portiera dell’auto aperta ed ostinarsi a non voler scendere, ricordo le temperature orrende in autostrada (all’epoca gli autogrill bandivano i cani e stare sull’asfalto cocente con temperature all’ombra di 40° fu un delirio). Quando poi si aprirono di fronte i primi profili di montagne non ci parve vero. Ed era solo l’inizio di un sogno a lungo accarezzato.

Frodo che fa la guardia ai bagagli

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Da bambina, per far passare una noiosa influenza, il mio zio preferito mi regalò Scappa, Bouc, scappa storia di un’amicizia tra il bimbo Danilo e Bouc un cucciolo di stambecco, tutta ambientata nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Da allora un viaggio che ho sognato, immaginato mille volte. Esattamente 30 anni dopo, eccomi. Di più sono proprio sul sentiero che da Cogne va al Rifugio Serra, come raccontato nel libro. È una giornata magnifica di sole, l’aria tersa come solo in alta montagna. I ghiacciai dei 4000 ci circondano e sento tutta la commozione di questi scenari senza pari e di un sogno d’infanzia cui ho potuto dar seguito, trovando che le aspettative per una volta sono abbondantemente superate dalla realtà. Il Gran Paradiso è un Paradiso di nome e di fatto. Punto.

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Il Valico nel Monte Bianco ed Annecy

Il Monte Bianco era per me solo quella punta più alta d’Italia che figurava nel libro di geografia. La strada che l’attraversa è meravigliosa, il tunnel infinito. Poi qualche chilometro più giù quel piccolo paesino poetico di cui ancora mi chiedo se fosse fantasia o realtà. Annecy, tra case a graticcio, balconi e ponti pieni di fiori all’inverosimile, attraversata da un corso d’acqua romantico è stata una piacevolissima pausa… o avrò sognato?

Annecy

L’Alvernia e Vulcania

Una Regione Verde ed impervia tutta racchiusa fra le cime dei suoi tantissimi vulcani. Una Chambre d’Hotes in cui ci aspettarono per la cena su un’unica grande tavolata, eravamo in una dozzina di ospiti più la padrona di casa. Ed il giorno dopo la visita a Vulcania un parco a tema speciale dedicato ai Kraft due grandi vulcanologi francesi, ne trovate qui una descrizione più estesa.

Vulcania - Auvergne

La Valle della Loira

Confesso non era la Valle della Loira l’ambita meta. Volevo solo gustare il Son et Lumière di Blois che sarebbe stato preso a modello per uno spettacolo al Castello di Lagopesole in Basilicata. Fu una notte di luci e di sogni, una magia colorata proiettata sulle pareti del bianco castello a narrare in immagini e musica una parte della storia francese. Uscii orgogliosa pensando che qualcosa di simile sarebbe arrivato anche nella mia regione. Considerato che eravamo tra i castelli, non perdemmo l’occasione per una visita al Castello di Chambord.

Il Son et Lumière - Chateau de Blois

Le Puy du Fou

Ve ne ho già accennato parlando dei 10 parchi a tema (senza giostre) più belli al mondo. E lui è in testa alla mia classifica ideale. Torno a ripetere che dovrei scriverne un post tutto dedicato a lui, al momento sappiate solo che non importa se siate grandi o piccini, che calchiate la maschera dei cinici o che siate dei cuori timidi e sensibili. La magia del Puy du Fou vi riporterà all’infanzia, ai sogni, all’incanto. È un inno allo spettacolo, alla bellezza, alla storia (orgogliosa) di un popolo. Dulcis in fundo finimmo in una Chambre d’hôtes da favola, la cui dolcissima proprietaria si offrì di farci da dogsitter per Frodo non ammesso nel parco.

Puy du Fou - Lo spettacolo dei vichinghi

Cognac, il nostro castello per una notte

Dormire in un castello, in un appartamentino delizioso. Svegliarci (immersi nell’odore del vino) e fare colazione nella grande sala del Castello insieme agli altri ospiti. Ma sorpresa anche tra gli aristocratici non si butta via nulla, la colazione si fa con il Pain Perdu. E poi visita all’Archeoparc di Saint Cesaire a toccare con mano la vita degli uomini preistorici.

Cognac ed il nostro Chateau per una notte!

Pau

Casa finalmente casa. Renaud ed Annemarie ci accolgono come vecchi amici, effetti collaterali dello #Scambiocasa. Pau è una cittadina ridente base ideale per visitare il Bearne (ricordate lo sferragliante trenino di Artouste?) ed i Paesi Baschi.

P1060041_new

Biarritz

Renaud ci presterà anche la sua casetta a Biarritz (per farci sentire gente decisamente in) e quella sarà la base ideale per visitare la meravigliosa St Jean de la Luz e San Sebastian (quest’ultima ancora in testa alle mie classifiche di città ideali in cui vivere).

Biarritz il vecchio porto_new

Provenza

4 giorni ad Aix en Provence (passando per Carcassonne) per completare con il fascino della Provenza, dei suoi cieli azzurri, della profumata macchia mediterranea, dei paesini abbarbicati tra le montagne.

Aix-en-Provence

CASA

Incredibile: siamo persino tornati a casa!

CASA! Meno male che ci sono i souvenir.... Caspita Gianni la Punto ci sta stretta: non ho comprato niente!!!_new

Descrizione di un lungo on-the-road: Francia a zigzag fino ai Pirenei
Tag:                     

3 pensieri su “Descrizione di un lungo on-the-road: Francia a zigzag fino ai Pirenei

  • febbraio 1, 2016 alle 11:01
    Permalink

    Un giro incredibile e lunghissimo. Spero di andare a visitare presto la Loira, zona di Kévin 😉
    Mi avete fatto incuriosire con il “Pain Perdu”, cos’è?

    Rispondi
    • febbraio 2, 2016 alle 12:01
      Permalink

      Ancora non ho le idee chiare su quale parte della Francia ci sia piaciuta di più… Provenza, Alsazia, Loira, Linguadoca, Bearne, Bretagna… Temo che per decidere ci toccherà girarla di più. Il Pain Perdu è il pane raffermo che nella tradizione contadina non viene mai buttato via. Al castello ce lo hanno servito dorato (tuffato nell’uovo battuto, spadellato), in una versione dolce al miele. Squisito!

      Rispondi
      • febbraio 2, 2016 alle 13:05
        Permalink

        Che meraviglia <3 (avevo immaginato traducendolo che fosse il pane raffermo). Per ora la mia classifica francese vede la Bretagna in primis, seguita dalla Normandia e poi la Provenza. 😉

        Rispondi

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: