keep-calm-and-visit-rome-1

(Un articolo veramente troppo lungo, ma ultimamente mi sono intenerita a tal punto con me stessa che non riesco a censurarmi. Concedo indulgenza a tutti i miei fedeli lettori, che avendo di meglio da fare nella vita, non mi leggeranno. Vi capisco.)

 Roma Mordi & Fuggi, mio malgrado s’intende

Sono stata infinite volte a Roma, troppo spesso per visite di un’unica giornata che da Potenza significa 4 ore di auto, idem in pullman e quando va male 4-6 ore di treno (che noi in Basilicata mica conosciamo i prodigi dell’alta velocità) chiaramente one-way, per l’andata e ritorno dovete raddoppiare i tempi di percorrenza.

Visita di un’unica giornata significa per lo più arrivare alla stazione di turno (Eur, Termini, Tiburtina) imbarcarsi sulla metro, uscire per qualche centinaio di metri allo scoperto. Lasciarsi andare per qualche minuto ad un “wow” per qualcosa di inaspettatamente bello, se pur circondato da traffico, frastuono di clacson, colonne di folla, entrare nell’edificio di turno per svolgere le commissioni che in capitale ti hanno portato, ripetere poi il tragitto all’incontrario.

A queste condizioni puoi tornarci anche 1000 volte a Roma e saperne meno di niente sulla città. Tranne che avere una certa familiarità con la geografia, sempre in divenire, di quello strano labirinto umano che è Roma Termini.

Gennaio 2015. Ennesimo incontro di lavoro a Roma che dura 2 giorni. L’idea: e se i 2 giorni si trasformassero in una settimana e ne approfittassimo per far la pace con la capitale? Il consiglio familiare approva a pieni voti l’emendamento e si parte. Cioè no si preparte.

Basilicata, il servizio sostitutivo di Ferrovie dello Stato e gli animali.

Saremo ospiti di una cara amica, nel Quartiere Monti. Ci siamo stati una volta con Giovanni, ma tanti anni fa e sempre in missione speciale. Ricordo solo che siamo abbastanza vicini alla Stazione Termini. Per un attimo considero l’ipotesi viaggio in treno, ma il servizio sostitutivo che di sabato e domenica porta in pullman da Potenza a Salerno è refrattario ad ogni legge sugli animali. Cani, conigli, gatti, persino quelli che potrebbero viaggiare comodamente in trasportino sono trattati nella migliore delle ipotesi come bagaglio grande. E giù nella pancia dell’autobus devono viaggiare, a sbatacchiarsi allegramente tra le valigie così tanto per divertirsi un po’. Chiaramente per ragioni igieniche. Perché lattine, liquidi che scorrono sul pavimento, masse di chewing gum infilate in uno straripante posacenere che non può più chiudersi. Tendine talmente lerce che si consiglia di fare, preventivamente, l’antitetanica. Residui alimentari, inidentificabili persino con l’esame del DNA, tanto sono compenetrati nelle tappezzerie dei sedili. Questi tutti, fanno parte del folklore locale, e per mantenere il tuo animale pulito e sano, è meglio tu non lo faccia salire a bordo.

Roma i trasporti pubblici ed i cani di taglia media

Confesso, siamo stati in auto a Napoli, Firenze, Milano, Londra, a Parigi; abbiamo trovato guidato in posti sperduti nei Pirenei e nella Bretagna più selvaggia, siamo saliti fino a Passo Solda ed esplorato il lato alpino di Baviera e Svizzera Vallese, abbiamo guidato l’auto in Marocco dalla Medina di Marrakech fino a Zagora (e ritorno, perché siamo pure riusciti a tornare) ma Roma in auto mi terrorizza. Non ce la posso fare. Non importa quanto aggiornato sia il tuo Tomtom, sarà sempre anniluce indietro rispetto alla realtà delle strade romane. Strade chiuse per lavori, per scioperi, per hobby, per ZTL, sensi unici invertiti almeno 3 volte al giorno a seconda dell’umore del vigile di turno, chilometri di auto parcheggiate in terza e quarta fila che chiudono fino a notte fonda le strade, nerboruti romani incazzosi pronti a scendere dall’auto con tanto di chiave inglese per fare due chiacchiere perché ti sei fermato all’ultimo secondo di giallo del semaforo, mentre è risaputo che fino a 3 secondi dopo è meglio bruciare il semaforo rosso, tanto il traffico dal lato opposto non riparte in immediato.

Idea, lasciamo l’auto in un conveniente garage ad Anagnina (appena dentro la cerchia del temibile Grande Raccordo Anulare, ma abbastanza fuori Roma) e poi ci infiliamo nella metro per raggiungere casa. Ma a Roma i cani nella metro possono salire? Controllo su internet e pare che sia questione di opinioni “Si, certo” “Assolutamente no” “Solo cani neri” “Solo cani bianchi”. Comincio il giro delle telefonate. Chiamo il numero di Turismo Roma 060608. “Si certo, cioè entra nel trasportino?” “No, Frodo finché. non lascio Giovanni per Tyson non è sollevabile in un trasportino” “Aspetti le passo ATAC, però io li vedo i cani, li fanno entrare pagando il biglietto”

ATAC non risponde. Cerco sul sito internet è leggo che i cani di piccola e media taglia sono ammessi, gli altri meglio abbandonarli nei pressi della stazione. Quando torni se non ritrovi il tuo puoi sempre prendertene un altro.

Ok, lo ammetto, ci prendo gusto. Ho letto sul documento di iscrizione all’anagrafe canina di Potenza che il golden retriever è una taglia media, ma quelli dell’ATAC saranno della stessa opinione? Richiamo 060608 (almeno hanno il vizio di risponderti) e chiedo se un golden retriever di 35kg per i trasporti romani è da considerarsi di media taglia. Ma si la museruola, il guinzaglio e vada tranquilla. “Non può scrivermelo su email, tante volte qualcuno ai controlli mi bloccasse l’accesso” “No, non posso scriverlo, però possono metterglielo per iscritto quelli dell’ATAC”

Richiamo ATAC, di nuovo niente risposta. Posso portare con me il documento dell’anagrafe e ruggire – di fronte al primo che osasse dirmi che il cane è troppo grande – che Frodo ufficialmente è un taglia media, a meno che per taglia media non si intende quel che crede, del tutto arbitrariamente, quel cretino del controllore di turno (adoro immaginarmi cattiva in dialoghi feroci). Qualche giorno dopo delle tante mail me ne torna una (sempre di 060608):

Buonasera,

non ho presente le dimensioni di golden retriever; tuttavia,come può constatare Lei stessa cliccando sul link sottostante, è consentito trasportare cani di piccola e media taglia sul primo e sull’ultimo vagone della metropolitana, purché muniti di museruola a paniere e condotti al guinzaglio. Ad eccezione dei cani guida, che viaggiano gratuitamente, tutti gli altri animali sono soggetti al pagamento del biglietto ordinario.

http://www.atac.roma.it/page.asp?p=57

Per quanto riguarda la ZTL, potrà trovare tutte le informazioni su http://www.060608.it/it/trasporti/muoversi-in-citta/zone-a-traffico-limitato/informazioni-zone-a-traffico-limitato-ztl.html

Distinti saluti

Roma Capitale

Dipartimento Promozione del Turismo e della Moda

Informazioni Turistiche

Marina

Vabbè Marina, ti avevo chiesto a chi devo chiedere se un golden retriever è considerato o meno una taglia media. Ma questa è una domanda destinata a restare senza risposta, salvo il parere insindacabile dell’operatore in cui ti imbatti al momento.

Roma in auto, per voglia o per forza.

Il cane dice che nonostante tutti i nostri limiti ha finito con l’affezionarsi a noi e non voler correre il rischio di doverci abbandonare a Roma Anagnina, noi poveri sprovveduti non ce la caveremmo senza di lui nella grande Roma. Ritorniamo al piano A, A come auto. Qui potrei aprire un capitolo a parte su come a Londra con 2 click sapevo quale era la zona ZTL, come si apre la mappa in pdf che ti dice dove sono i varchi e quali gli orari. Aprite il link di sopra e tutto vi appare normale, tranne che la mappa non c’è, che ogni quartiere (contrariamente a quando dichiarato) ha orari diversi per la ZTL. Che io non ho trovato modo, tranne chiamando il parcheggio, di capire se Via Giolitti (pressi zona Termini) era fuori della ZTL… Ma si aprirebbe un altro morboso post che in tutta franchezza vorrei evitarvi.

Tagliando corto, la prima generale impressione è che le centraliniste dello 060608 sono davvero gentili, simpatiche e cortesissime, eroicamente efficienti fino dove il sistema lo consente, la seconda impressione è che i trasporti preferiscono non avere contatti con i clienti (tanto comunque non saprebbero che rispondergli) e che le info sulla ZTL riguardano solo quelli che conoscono Roma a menadito, gli altri meglio contribuiscano a riempire le, storicamente vuote, casse romane a suon di multe ed infrazioni.

1) Roma, questa sconosciuta – Il previaggio

16 pensieri su “1) Roma, questa sconosciuta – Il previaggio

  • febbraio 13, 2015 alle 10:48
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    Mi verrebbe da dire “Welcome to the gungle!”
    Dopo 9 anni di lavoro a Roma sono felice di essere andata via: lavorare a due passi da Fontana di Trevi era favoloso per certi aspetti, ma il prima e il dopo mi hanno esaurita!

    Rispondi
    • febbraio 13, 2015 alle 22:30
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      Credo che vivere a Roma richieda una “predisposizione” notevole… Ma vedrai cosa accadrà quando dal previaggio siamo passati al viaggio 🙂

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      • febbraio 13, 2015 alle 22:35
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        Paura! 😉 curiosa di leggere il resto!
        Roma la devi amare visceralmente altrimenti vai fuori di testa.. Con me la scintilla non é scoccata..

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        • febbraio 16, 2015 alle 11:48
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          Credo che esistano tra le tante, almeno queste due Roma, quella di chi ci vive (con tutte le sottodivisioni del caso: da ricchi, straricchi, benestanti, normali, strapoveri, da ladri, da fortunelli che per raggiungere il lavoro ti bastano 4 fermate di metro), e di chi la visita da turista (anche qui con i varissimi sottogruppi:Roma in un giorno, Roma per un anno, Roma in hotel lusso a 5 stelle, Roma in ostello, Roma dormendo in stazione, Roma arrivando dalla Svizzera, Roma arrivando dalla Nuova Zelanda). Noi rientriamo tra i turisti, molto fortunelli ad avere a disposizione la casetta accoglientissima di una cara amica in centro. Sarà interessante paragonare le nostre due visioni…

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  • febbraio 13, 2015 alle 15:26
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    E io che avevo sempre sognato di vivere e lavorare a Roma… ma forse perché l’ho esclusivamente vissuta da Turista Per Sbaglio?
    Bel post, ha fatto venire l’ansia anche a me, come se avessi dovuto informarmi io sulla taglia media o no di Frodo.

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    • febbraio 13, 2015 alle 22:32
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      Anch’io ho pensato e se questo è solo l’inizio non voglio immaginare il resto… e poi conosci il nostro talento naturale ad infilarci nei guai. Invece… ma di più non ti posso svelare… 🙂

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  • febbraio 14, 2015 alle 15:21
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    Ecco la mia nostra prima tazza di tè insieme, Roberta: che felicità! Bellissimo e soprattutto utile questo tuo post e vorrei dirti che, se per necessità o diletto vieni a Milano con Frodo, sui trasporti pubblici milanese i cani di qualsiasi dimensione viaggiano con museruola e guinzaglio. Io me la porto e non gliela metto mai – Miele diventa un cavallo imbizzarrito non appena la vede, figurarsi a mettergliela -, e pagano il normale biglietto del “padrone bipede”. A presto e se hai bisogno di un rifugio a Milano, #iocisono 🙂

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    • febbraio 16, 2015 alle 12:01
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      Buongiorno Gloria,

      benvenuta a questa nostra prima tazza di tè anche se temo di averti fatto aspettare un po’ per il dolcetto (o il sandwich mignon?). Avevo letto di Milano anche se poi ho finito sempre con l’arrivarci da sola e mai con Frodo (ci sarà almeno qualche città che io ho visto e lui no?). Anche noi ci limitiamo a portarci dietro la museruola (facendo un anello al guinzaglio) e finora ci è andata sempre bene: ci hanno chiesto se ce l’avevamo, ma mai di fargliela indossare. Anzi no, c’è stato un caso con un controllore sul treno di ritorno da Monaco ad un piccolo paesino della Baviera. All’andata c’era un controllore molto gentile, al ritorno il tipico cerbero dei più tristi stereotipi della “tedeschità”. Quando, dopo una buona litigata, è andato via gli altri passeggeri ci hanno invitato a rimuoverla. Il trionfo del popolo sul potere in divisa. Ricambio di tutto cuore l’invito quando avrete voglia di Basilicata 🙂

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  • febbraio 15, 2015 alle 11:53
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    Bellissimo racconto, in particolare per me che ho un cane della stessa taglia e ho la pretesa di portarlo sempre con me… e che (per di più) sto progettando un giretto a Roma. Credo che mi appoggerò pesantemente alla mia amica romana per non uscirne pazza… 😉

    Rispondi
    • febbraio 16, 2015 alle 12:14
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      Buongiorno Grazia,
      la prima buona nuova è che peggio al peggio (stazione-casa con bagaglio, cane e pioggia) esistono i tassì (il nostro è stato gentilissimo) e la seconda è che camminare per Roma è stato un piacere immenso (ma ne riparleremo a breve). Quando partirete?
      Ricordo di aver letto un altro tuo commento a proposito di UK, passeggiate e Tolkien, e mea culpa, non ho ancora ricambiato la visita. Tanto più che dal titolo vedo ti occupi di scrittura, la cosa mi intriga molto, perché, pur senza avere ambizioni di scrittrice, scrivere è tornata parte della quotidianità grazie ai blog ed ai social. Quasi a sostituire i tempi della grande corrispondenza (pre-telefono), quando per tenersi in contatto si versavano fiumi di inchiostro. E dunque un blog sulla scrittura, è proprio … un ottimo integratore contro i malanni di stagione (la scrittura poco curata ed arraffata, in cui per stress anche io cado). A presto e grazie dell’arivisita 🙂

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      • febbraio 16, 2015 alle 12:37
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        Mi farà piacere se verrai a farmi visita, anche se mi sembra che la tua scrittura non abbia bisogno di integratori! 😉
        Pensiamo di andare a Roma la prossima estate, non tanto per scelta quanto per i tempi scolastici di nostro figlio. Vi hanno accettato Frodo in taxi, un taxi normale? Confortante… tanto cercare certezze è un’impresa disperata dalle nostre parti. Aspetto di leggere i prossimi post romani! 🙂

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        • febbraio 17, 2015 alle 8:29
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          Si Grazia, quando siamo ripartiti ingombri di bagagli, ho chiamato il taxi specificando che avevamo un cane grande quanto un labrador con noi, e dopo 3 minuti l’auto era sotto casa (anche lui ha un cane, ci ha raccontato)… Mi farai sapere come è andata per te 🙂

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  • febbraio 16, 2015 alle 10:54
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    Ho visitato Roma sempre in treno, una sola volta ero in auto ma guidava un ragazzo che faceva lì il poliziotto, quindi nessun problema. Però, nonostante la meravigliosa bellezza della città…non riuscirei più a vivere in un posto così caotico, nemmeno a Milano (dove ho vissuto 10 anni)…una cosa…“No, Frodo finché non lascio Giovanni per Tyson non è sollevabile in un trasportino” questa frase vale tutto il post ahahahahahahah!!!

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    • febbraio 16, 2015 alle 12:21
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      Ti dirò, a Roma vivrei volentieri per un anno. Ho sempre rifuggito le grandi città, e adesso me ne viene voglia: la vita è davvero fatto di corsi, ricorsi e controcorsi storici. Certo da turista è una cosa. Lavorare un’altra. Noi che scappiamo ad ogni domenica su in montagna o al mare, forse dopo un po’ ci sentiremmo stretti stretti dalla città. Poi io sono una pigra, e mi sentirei sprofondare dai ritmi vorticosi, dal dover riorganizzare il quotidiano con poco/niente tempo libero… Forse bisogna essere un po’ iperattivi per lavorare e sopravvivere in una città così. Bah!

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Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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