”Abitava in una delle sfarzose ville che si affacciavano a strapiombo sulla Corniche. Ville spettacolari, con portici o colonne, giardini con palmeti, allori, rose e fichi. Lasciata la Roucas Blanc, che attraversa a serpentina l’intera collina, è un intreccio di stradine, spesso a malapena asfaltate.. Dominava la rada, Dall’Estaque fino alla Pointe-Rouge. Le Isole del Frioul, il castello d’IF. Marsiglia cinemascope. Una bellezza.”

Jean Claude Izzo, Casino Totale

La passeggiata di oggi comincia presso i Giardini e Palazzo del Faro per portarci non solo tra le spiagge urbane di Marsiglia, ma soprattutto a scoprirne anse e valloni, dove si nascondono insospettati villaggi di pescatori, porti di pesca e casette in un’atmosfera dei tempi andati a scordarti quasi della città alle spalle, si risale poi per Avenue de Roche fino alla chiesa di Notre Dame.

I Giardini del Faro

Questi giardini pulitissimi con l’erbetta verde ed invitante, l’elegante Palais du Pharo costruito da Napoleone III sono la porta di ingresso ideale ad un’altra Marsiglia. Come a rimarcare la netta differenza che separa quest’area dalla Canebière, Belsounce ed il Panier. La migliore delle ragioni per arrivare fino a questo promontorio è di guadagnare un’ulteriore punto di osservazione sul vecchio porto, sul Golfo di Marsiglia, e sul lato opposto dove Fort St Jean, MUCEM, la vecchia Majeur, e sullo sfondo la Juliette ed I dock, e la CGM Tower di Zaha Hadid. Potreste tranquillamente decidere di restare seduti qui a guardare le navi che entrano ed escono dal porto…

La Corniche e la spiaggia dei Catalani

Se proprio riusciste a venire via dai Jardins du Pharo, allora continuate verso est a cercare la Rue des Catalans, la bionda spiaggia dei Catalani è la prima che incrocerete. Forse anche più fascinosa d’inverno che in estate quando trabocca di bagnanti. Anche ad inizi novembre ecco gli abitanti del quartiere appassionarsi ad una spumeggiante partita di Beach Volley, con le isole del Frioul sullo sfondo.

Tra case basse e ristoranti sul mare la Corniche continua, fino a fare intravvedere la Porta d’Oriente. Si tratta del Monumento ai Caduti dell’Arma in Oriente. Ma anche a ricordare il legame di 3 secoli (di colonizzazione) con l’Indocina da cui nel 1956 I francesi ritirarono definitivamente le truppe. Oggi appare come un misterioso monumento, una porta che non si affaccia su un borgo, ma si protende sul mare, un simbolo del legame tra i popoli del Mediterraneo, o un richiamo agli spazi vasti dell’orizzonte, un’apertura all’Oriente.

La Corniche ed il Vallon des Auffes

Sull’altro lato della strada una scala passa quasi inosservata. É la discesa al Vallon des Auffes. Prima di scendere fate qualche passo sul lato interno della Corniche e restate sbalorditi. Un’ansa interna dove su rocce bianche sono state costruite casette a uno o due piani, una addossata all’altra e al di sotto un’infinità di piccole barche tirate appena sopra il livello del mare.

Qui c’è FonFon il leggendario ristorante punto di riferimento per la vera Bouillabaisse. Se le tasche non permettono, poco più in basso c’è Viaghji di Fonfon (il ristorante di tapas dai prezzi assolutamente più abbordabili), sfortunatamente per noi già chiuso per la stagione.

È divertente muoversi tra stradine e viottoli, spiare terrazzi e scoprirci a nostra volta osservati da dietro le tendine di qualche finestra…

La migliore pasticceria di Marsiglia, lungo la Corniche

Per il pranzo ad accompagnare I panini portati da casa, ci fermiamo a La Vague Gourmande Patisserie al 209 della Corniche Kennedy. I dolcetti più golosi che abbiamo trovato a Marsiglia, se in città gli standard di forni e pasticcerie sono già alti, questo supera ogni aspettativa. La sfoglia più friabile e leggera che pare sciogliersi in bocca, la chantilly più delicata, la frutta più fresca… Altamente raccomandata non solo se siete nei paraggi, ma proprio val la pena arrivarci da ovunque a Marsiglia.

Per il pranzo a sacco ci spostiamo lungo la Traversé della Cascade, su un piccolo promontorio di roccia, due pittori stanno lavorando ai loro quadri, e noi ci sediamo sugli scogli a goderci il mare, le isole del Frioul all’orizzonte e l’elegante villa liberty sulla nostra destra.

Difficile sulla Corniche tirare dritti, da una parte il mare coi suoi scogli e colori spettacolari ti invita a guardare verso l’orizzonte, dalla sponda opposta un intrico di strade e stradine che invogliano ad esplorare valloni ed anse, e soffermarti sulle ville liberty con I loro terrazzi protesi sul mare.

E così si succedono l’Anse di Malmousque, la Traversé de la Cascade che da accesso all’Anse de Maldormé, l’Anse de la Fausse Monnaie dove si ripete l’incanto del Vallone des Auffes.

Il Mareografo che decide quanto è alto l’Everest o il Montebianco

Questa piccola costruzione sul mare l’abbiamo scoperta camminando. Il Mareografo è del 1883. In tutto il mondo si fa riferimento al Mareografo di Marsiglia per stabilire quale sia il livello 0 delle maree e dunque in base a quello calcolare l’altezza sul livello del mare di colline e montagne, città e paesi.

La Corniche – Villa Valmer

Una sorta di “chateau” del XIX secolo che ben rappresenta le ambizioni della borghesia dell’epoca. La Villa difatti fu costruita da Charles Gonnelle che si occupava della coltivazione, produzione e commercializzazione d’olio d’oliva. Come molti benestanti volle anch’egli una villa prestigiosa lungo la Corniche, su progetto dell’architetto Condamin del 1865. Peccato non ne siano visibili gli interni perché si dice che I decori siano formidabili ed emblematici. Ad esempio il soggiorno rotondo sarebbe decorato da grandi quadri che ricordano il Bosforo, il Caffè sul lago di Tunisi, Roma e Villa Pamphili, Venezia ed il Canal Grande, cioè le località dei grandi commerci del tempo.

Noi ci godiamo il parco grati di essere riusciti ad esplorare almeno un giardino dall’interno. La vista dal piazzale che fronteggia la villa è mirabolante.

Chemin de Vallon de l’Oriol e Roche Blanche

La visita lungo la Corniche può continuare fino al Prado, ma questa volta sono curiosa di visitare la parte interna e giriamo dunque per il Vallon de l’Oriol tutto fiancheggiato da palme. Qui sulla strada principale si apre un reticolo di stradine tra ville e giardini che devono avere una favolosa vista sul mare e sulla Corniche. Sono vicoli o rampe di scale spesso strettissime e tutte in salita. Le Chemin si trasforma in Avenue de Roche perché le abitazioni sono costruite tra rocce che somigliano a bianchi scogli. Probabilmente calanchi che l’aspetto cittadino ha ingentilito. Ed io che immaginavo una Marsiglia più o meno tutta pianura.

Place du Terrail

Arriviamo nella piccola e deliziosa Place du Terrail, quasi più un’isola pedonale che non una piazza. Ma ci sono i platani, le panchine, l’immancabile fontana Wallace in ghisa con le 4 cariatidi che rappresentano la bontà, la semplicità, la carità e la sobrietà. Sulla piazza la chiesa/parrocchia di Sant’Antonio da Padova espone fuori un cartello su cui è disegnato un cellulare:

“É possibile che entrando in questa chiesa voi sentiate la chiamata di Dio.

É però ben poco probabile che Egli vi chiami sul cellulare!

Grazie per tenerlo spento”

 

Muoviamo qualche passo su Le Chemin de Roucas Blanc, ma le ville magnifiche sono circondate da altissime mura (su cui svettano frammenti di vetri a scoraggiare gli intrusi) che nascondono ogni vista finanche sui giardini. Dall’Avenue du Bois Sacré invece si arriva (con un po’ di sforzo) alla chiesa di Notre Dame de la Garde, quella che i Marsigliesi amano ben più della mastodontica Cattedrale.

Di qui la vista può spaziare su tutta Marsiglia. Come dice Izzo: “Marsiglia Cinemascope. Una bellezza!”

Marsiglia – la Corniche Kennedy tra anse e valloni

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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