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Ci sono amori che nascono senza preavviso, un incrociarsi di sguardi ed il mistero si è compiuto. Avremmo dovuto tornare sui nostri passi per prendere la funicolare che dal Vomero ci avrebbe riportati in via Toledo, quando una stretta e quieta viuzza ha attratto la nostra attenzione. Mura dai colori pastello dove il sole si ferma ai piani superiori, ma di sopra un cielo azzurro, qualche corposa nuvola, ed esattamente di fronte il mare. Resisterle è impossibile.

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La “Viuzza” si chiama Calata San Francesco e tanto viuzza non è visto che misura circa 1100mt, comincia in Via Belvedere e corre fino al mare raggiungendo Chiaia. In realtà all’altezza di Via Tasso cambia nome e diventa Salita Tasso, poi di nuovo incontra Via Vittorio Emanuele e di nuovo cambia nome: Via Arco Mirelli e con questo nome continua in basso fino alla Riviera di Chiaia. Ma si vede ad occhio che è sempre lei, un’unica stretta stradella che attraversa perpendicolare tutta la città.

E non importa che si tratti di semplici ed umili casette che svolgono in strada la loro vita o di palazzi aristocratici che hanno mura e giardini preziosi, ogni abitazione sciorina nell’aria bella di oggi i suoi panni colorati.

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Calata San Francesco, che quando la imbocchi sembra puntare diritta verso il mare, ha le sue sorprese ed i suoi misteri. Qui ad esempio piega tutto d’un tratto ad est, ci fa scoprire dei preziosi giardini mediterranei ricchi di aranci, olivi, fichi d’India, ed una stradina privata che corre tra affascinanti terrazzi. Frodo corre felice tra le rampe di scale, io non so se perdermi tra i giardini segreti o nell’improvvisa visione che si apre sul mare di Castel dell’Ovo.

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Un cartello ci annuncia che stiamo sconfinando: dal Vomero stiamo entrando nel quartiere di Chiaia, il profumo del mare comincia a farsi sentire.

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Calata San Francesco cambia continuamente, le scalette ora si stringono per girare come uno stretto budello fra palazzi importanti, per poi allargarsi di nuovo e riprendere la direzione diritta verso il mare, cambiano i colori dei palazzi, ora mure rivestite d’edera verde scuro, ora ringhiere bianche dai disegni liberty, ora una palma che lunga e sottile si allunga verso le nuvole

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E quando dopo curve e giri ritroviamo la direzione verso il mare…. vedete anche voi quel che vedo io? In fondo sulla linea dell’orizzonte spunta la sagoma azzurra di Capri, e per un incantevole gioco di prospettive pare che l’Isola sia poggiata su un panoramico terrazzo invece che sul mare.

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A proposito di terrazzi, alcuni sono vera poesia, come questo tutto rosso Pompei con una bella cupola ed intorno vasi di piante grasse artisticamente disposti da un appassionato giardiniere sconosciuto.

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Luci ed ombre si sono da sempre alternati su questa via, l’edicola votiva ringrazia la il Sacro Cuore di Gesù che ha salvato gli abitanti dalla terribile esplosione di colera del 1884.

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Ancora un giro di vite, la strada si piega su stessa tra bianche ringhiere, e poi ancora scale e scalelle ed un incredibile alternarsi di colori. Il rosso ed il giallo dei palazzi a contrastare col verde delle persiane, l’azzurro del cielo e del mare, pare d’essere finiti nella tela di un pittore che usi solo colori puri, vividi e senza sfumature.

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Amico fedele di ogni balcone un paniere sospeso da calare giù quando dalla strada vicina si affaccia il camioncino della frutta, o per chiedere ad un passante di raccogliere uno dei panni che il vento dispettoso ha sfilato via e precipitato in strada…

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Un artigiano del ferro battuto fa vetrina lungo la strada dei suoi artistici lavori.

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La facciata traforata di una chiesa da cui un santo può rivolgere lo sguardo direttamente al cielo, un’edicola votiva dedicata alla Madonna dell’Arco che è un trionfo di verde e cure.

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Il Palazzo Guevara segna il limite della nostra passeggiata ancora bello e prezioso nonostante il crollo che nel 2013 gli portò via un’ala…

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Siamo sulla Riviera di Chiaia, il nostro viaggio è finito, non più mura a costringere lo sguardo che adesso può spaziare sul mare. Ma porteremo a lungo nel cuore questa lunga passeggiata, le sue visioni, la sua malìa.

Mappa

Mentre scende dal Vomero in Via Belvedere alla Riviera di Chiaia, la Calata di San Francesco si trasforma in Salita Tasso e Via Arco Mirelli.

Napoli Calata San Francesco, dal Vomero a Chiaia lungo scale, scalelle, terrazzi panoramici ed edicole votive

2 pensieri su “Napoli Calata San Francesco, dal Vomero a Chiaia lungo scale, scalelle, terrazzi panoramici ed edicole votive

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