Visita Saint-Jean-de-Luz, un borgo nel cuore dei Paesi Baschi Francesi

Saint-Jean-de-Luz, nel cuore dei Paesi Baschi, è un trionfo di luci e colori. Non a caso il suo nome San Giovanni della Luce. La luce bianca delle sue case che le danno un tocco mediterraneo anche qui sull’Atlantico.

ll centro storico ha una pianta Medioevale con vicoli e vicoletti tra palazzine relativamente alte. Ma le mura sono per lo più di un candido bianco, e le decorazioni in legno quali travi, imposte, ballatoi sono rosse come nella migliore tradizione basca. Rosso è il colore dei Pimentos appesi un po’ ovunque sui balconi, intorno alle insegne di caffé, ristoranti e negozi.

Per compensazione c’è qualche casa che al rosso ha preferito un azzurro che rimanda alla Grecia ed al Portogallo. Alcune (poche) case hanno più essenziali decori in nero, come ancora c’è qualche abitazione in pietra, ma nel complesso sono il bianco (la luce) ed i colori ad animare la cittadina dandole un’aria gioiosa e di festa.

Il Centro Storico di Saint-Jean-de-Luz

Rue Gambetta e Rue de la Republique sono tra le sue strade pedonali principali, in realtà due assi da cui poter imboccare infinite strade, avvistare numerosi ristoranti, negozi e punti di sosta.

Immancabile la visita alla Chiesa di Saint Jean Baptiste. Come tutte le chiese delle città dei pescatori, il culto qui veniva sentito in particolar modo, tanto più ci si deve affidare alla natura ed alle sue forze ed al caso, tanto più devoti si era al divino volere. La chiesa è grande, circondata da ballatoi interni che consentivano di ospitare più fedeli (aumentando di un terzo la capacità della chiesa). I ballatoi erano destinati agli uomini, per galanteria e non affaticare le donne.

Saranno le navi che pendono dal soffitto, sarà il profumo di legno antico, o forse l’ambiente a navata unica senza pilastri, o forse ancora il contrasto tra l’altare ricco e sognante ed il resto della chiesa così quasi… nordico. Ma è un luogo suggestivo che non scorderò, e cui vi consiglio vivamente di dare un’occhiata.

 

I macaron di Saint-Jean-de-Luz

In Piazza Luigi XIV ci aspetta Maison Adam, la nobile pasticceria i cui macaron facevano già venire l’acquolina in bocca all’Infanta Maria Teresa nel 1660, che li volle a gran voce per il suo matrimonio. Ed oggi sono ancora gli Adam a gestire tradizioni, dolci e sale da tè. E sono davvero così buoni questi macaron? No, di più. Nuvolette soffici con una sottile crosticina croccante che si scioglie appena in bocca per fare esplodere i più formidabili sapori: dai frutti di bosco alle erbette aromatiche, dal caramello al cioccolato più scuro.

Ci sediamo tra i platani sempre in Piazza Luigi XIV per gustare quest’aria bohemienne, pare di stare a Montmartre tra i tanti artisti che alternano ritratti a paesaggi, non mancano musicisti. Se doveste sostare soli 30 minuti a Saint-Jean-de-Luz vi consiglierei di passarli qui seduti ad una panchina di vostra scelta. Ci è condensata l’essenza dei Paesi Baschi. Incluso l’affaccio sul pittoresco porticciolo dove piccole imbarcazioni di pescatore fanno bella mostra di sè.

Verso il mare aperto, Saint-Jean-de-Luz

Seguendo la linea del porto arriviamo alla Casa dell’Infanta Maria Teresa (futura moglie del Re di Francia Luigi XIV). Eravamo pronti a fare i turni per la visita ma il gentilissimo personale ci dice che non c’è problema alcuno per Frodo. Non credo alle mie orecchie: ci sarà capitato solo un paio di volte di poter visitare un museo col cane. é l’occasione per vedere gli interni di quei palazzi che abbiamo ammirato soltanto da fuori. Travi a vista, prezioso parquet, un camino monumentale in un salone mozzafiato, e di nuovo la vista del mare che ci chiama….

Vogliamo ammirare l’Oceano aperto che si apre oltre il porto, subito dopo le spiagge. Un sentiero che porta ad un parco verde ci offre il posticino giusto in cui mangiare un’ennesima merenda ed un punto di osservazione privilegiato per osservare i fanatici del surf che sfidano le onde. Noi ci contentiamo di avere la pancia piena, la faccia al sole e sentire la brezza del mare che rende così godevoli questi 30° di sole sulla pelle…

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