Genova dal Mare - 05

“Chi guarda Genova sappia che Genova 
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più.
di quei gerani che la gioventù
fa ancora crescere nelle strade”

Chi guarda Genova – Ivano Fossati

 

I Atto – Il Giro in Barca

Due giorni sono troppo pochi per fare un lungo giro in barca. Si potrebbe andare a Nervi, o esplorare la costa e tutti i suoi porticcioli, o ancora partecipare ad uno dei tour per l’avvistamento cetacei. Ma il focus di questi nostri due giorni è Genova Città; purtuttavia vogliamo seguire il consiglio di Fossati e vederla dal mare senza però giocarci un’intera giornata o mezza giornata. Nessun problema. Due volte al giorno dal Porto Antico parte il un battello turistico che propone un giro di un’ora e 10minuti lungo i 3 bacini portuali di Genova. Prendiamo il tour delle 17,30, e basta che la barca si allontani del primo centinaio di metri per poter finalmente vedere Genova nella sua verticalità, nel suo alternarsi di colori e di altezze (le torri, i campanili, i palazzacci moderni). Le braccia lunghe dei moli, quel che è rimasto della carcassa del Concordia, ed infine ecco apparire il profilo delle montagne ed il quadro è completo. Anzi ad una certa distanza succede l’imprevedibile, la linea piatta della Sopraelevata è così perfettamente orizzontale rispetto al mio sguardo che si annulla: ecco Genova (quasi) senza Sopralevata. Come guardare un viso affascinante privo di una cicatrice. Bellissima!

Poi c’è la Genova moderna fatta di grattacieli a specchio e palazzoni, c’è il porto delle immense navi da crociera, il porto industriale in cui navi cargo, gru, macchinari e container sfoggiano colori smaglianti come in un grande lego. E nel caos di impianti, cisterne, piani stradali che si intersecano si alza la Lanterna.

Si lascia l’ambiente protetto del porto e si prende il mare aperto. Dal nulla si disegna una cupola dai toni pastello sospesa su una lunga fila di case strette e lunghe, filari di palme ed un porticciolo con i suoi bracci di pietra. Sul molo i pescatori a prendere il sole del tardo pomeriggio, a scambiarsi motteggi. Siamo a Pegli, il quartiere più occidentale di Genova e già si può assaporare una prima briciola della costa ligure, quella fatta di piccoli borghi, colorati che ti invogliano ad andare a perderti tra viuzze e viste sul mare.

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II Atto – Il Museo Galata

Guardare Genova dal Mare non va inteso solo in senso letterale, si guarda Genova dal mare anche andando a conoscere la storia della Superba in uno dei suoi musei. No, non andremo all’Acquario, da quando a Biarritz ho incrociato lo sguardo triste di una giovane foca che andava su e giù in una vasca di diversi metri cubi tra lo sguardo divertito dei visitatori, ho deciso che andare a vedere animali prigionieri non fa per me, a maggior ragione adesso che ci sono i delfini. E poi diciamolo, acquari ce ne sono tanti, in Italia e nel mondo, di Museo del Mare come il Galata, ce n’è solo uno. Temo anzi che il richiamo dell’Acquario lo lasci in penombra, sempre quello che viene dopo, non è così, il Galata è un supermuseo italiano di cui andar fieri.

Ben congegnato, pieno di attività e cose da fare per i bimbi, che salgono e scendono sulle imbarcazioni (c’è anche un sommergibile di fuori), si divertono con le varie attività proposte, e vivono le emozioni di uno sbarco d’emergenza nel mare in tempesta (grazie ad una saletta/scialuppa nel cinema 4D). Per gli adulti è affascinante muoversi negli ambienti straordinari del museo – parte dell’Antico Arsenale – e scoprire la storia di Genova, del suo periodo di Grande Repubblica Marinara, dei grandi eventi e personaggi della storia del Mare da Cristoforo Colombo fino ad Ambrogio Fogar. Al terzo piano vi viene chiesto di registrarvi: il vostro passaporto del Regno d’Italia è stampigliato e la vostra avventura da immigrato in America può cominciare passando per Ellis Island (New York). Tappa dopo tappa scoprirete in prima persona cosa significasse sbarcare nel nuovo continente. Stanchi di tante emozioni, al quarto piano ad accogliervi c’è la favolosa Terrazza Mirador da cui osservare tutta Genova dal Porto Antico ai suoi monti, uno spettacolo Superbo.

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III Atto – Il Porto Antico

Il Porto Antico per me è stata la meraviglia delle meraviglie. Nel pieno di agosto quando il sole infocava le giornate passare qui sul molo dedicato a De Andrè, osservare le braccia del bigo che si alzano sul mare come i trabucchi pugliesi, la biosfera con la sua esplosione di vita, le fila di palme, riempiva l’anima. Non ci sono parole per descrivere quel che si prova nello sbucare dagli stretti caruggi e trovarti di fronte a Piazza Caricamento e la splendida facciata affrescata di Palazzo San Giorgio. Porterò con me il passeggiare e vociare corale di turisti, pescatori ed immigrati mentre lo sguardo si perde sul mare lungo il molo degli antichi cotonifici

Questo ci dovrebbe far riflettere sul potente ruolo di architetti ed urbanisti nel progetto complessivo di una città o quantomeno per grandi aree di una città. Prima che Renzo Piano ridisegnasse il Porto Antico, Genova si era andata progressivamente allontanando dal mare, il porto era un triste alternarsi di contenitore vuoti ed asfalto. Adesso è il cuore pulsante della città, che l’ha fatta entrare di tutto diritto tra le grandi destinazioni turistiche in Italia, l’offerta culturale tra librerie aperte fino a tardi, teatro, musei è impressionante. L’Acquario conta più di un milione di visitatori l’anno, numeri impensabili senza un intervento così completo. Certo Genova, come tutte le città italiane, starà anche attraversando un momento di difficoltà (lo leggo sulla stampa locale), ma se non si fosse rinnovato il Porto Antico non credo si parlerebbe affatto di Genova come meta turistica di primordine, nonostante le grandi bellezze e gli infiniti tesori che raccoglie nella sua parte interna, è il Porto Antico a fare da Lanterna all’intera città.

Bando alle ciance, fate in modo di venire al Porto Antico almeno due volte: al mattino e poi dal crepuscolo fino a sera, per ammirare i 1000 giochi di luce, tra cielo mare e le luci del porto. Prendetevi un caffè su una delle sue belle piazze e poi cercate un ristorante per la cena così avrete un motivo in più per passeggiare sui moli sotto il cielo stellato ed il profumo del mare.

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IV Atto – Cena nel Porto Antico: l’Osteria di Vico Palla

Troppo carina l’Osteria di Vico Palla. Antiche madie, foto in bianco e nero di Genova, volta a botte e mattoni a vista, accoglienza sorridente nonostante ci sia il pienone, siamo al 13 di agosto ed io ho qualche timore, che poi si rivelerà del tutto infondato, che non ci fileranno mai (siamo in due e qui ci sono invece infinite tavolate di gente), e che come ogni volta che c’è il troppo pieno si finisce col mangiare male. Macché, ne sanno ben più di qualcosa qui, di cucina – e servizio – anche a Ferragosto.

Gianni serio: “Robbi mi raccomando, almeno stasera niente fritture, si mangia leggero” – tra focacce, bocconcini fritti di baccalà, fritture di pesce da quando siamo arrivati abbiamo fatto il pieno.

Roberta (che sarei io): “Ma che frittura, non potrei mai. Insalata e verdure, stasera – poi rivolgendomi al cameriere che nel frattempo si è spupazzato Frodo – cosa c’è nell’antipasto Genovese?”

C simpaticissimo: “L’antipasto migliore, quello più tipico” e sorride

R: “E sarebbe?”

C: “Frittura mista di acciughe, pesciolini, zucchine e baccalà” E mi indica con lo sguardo il tavolo a fianco dove una piramide di pesciolini e verdure coloratissime stanno svanendo nelle bocche dei commensali improvvisamente silenziosi.

R in un lampo: “Va bene, due porzioni”

G incredulo alza le sopracciglia fino ad andare ben oltre l’attaccatura dei capelli “Ma come?”

R velocissima e senza prendere fiato: “E poi minestrone, linguine al pesto e soprattutto con l’antipasto una gran bella insalata.”

SIPARIO

Però non sarebbe gentile non lasciarvi due righe seppure maldestre – non ho sensibilità e poesia necessari, della foodblogger – sul fatto che il pesto genovese (almeno nell’Osteria di Vico Palla) è diverso da qualsiasi altro pesto al mondo: delicato, profumato, vellutato. Vi dico che persino sul minestrone ci stava una delizia. Che non abbia fatto neppure una foto ai nostri piatti vi dice tutto: mi ci sono tuffata dentro come se non ci fosse domani. E quella frittura, potrei mangiarla a colazione… mi viene l’acquolina solo a scriverne.

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Info Pratiche:

Genova dal Mare

In un’ora e un quarto è un bellissimo modo per scoprire la Genova di Fossati, ed avere un’idea complessiva della città. I cani sono benvenuti, il prezzo del biglietto per gli adulti è di E 6,00. A bordo c’è anche il servizio bar.

Se avete più tempo optate pure per una delle tante proposte offerte, dall’osservazione ai cetacei alla crociera fino alle Cinque Terre

Info aggiornate su: http://www.liguriaviamare.it

Galata Museo del Mare

Anche se non siete persone da museo, questo è da non perdere. Non esageriamo dicendovi di mettere in conto almeno 3 ore (sommergibile escluso), qui dentro il tempo sembra fermarsi.

Per il 2015 gli orari sono i seguenti:

Dalle 10,00 alle 19,30 da Marzo ad Ottobre e nei week-end invernali. Chiuso il lunedì.

Dalle 10,00 alle 18,30 da novembre a febbraio, salvo nei week-end. Sempre aperto

Il biglietto per adulti costa E 12,00 (e se lo fate stampigliare vale un anno intero)

Ci sono riduzioni per studenti e bambini.

Info aggiornate su: http://www.galatamuseodelmare.it

Osteria di Vico Palla

Facile da raggiungere dal Porto Antico, dietro Porta Siberia nel Sestiere del Molo.

Cani Benvenuti

Prenotazione consigliata, e credo indispensabile nei week-end ed alta stagione.

Info su: http://osteriadivicopalla.com

Genova vista dal Mare – [On-the-road Insolita Francia del Sud]
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5 pensieri su “Genova vista dal Mare – [On-the-road Insolita Francia del Sud]

  • novembre 3, 2015 alle 14:58
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    Lo voglio anch’io il passaporto del regno d’Italia (in realtà vorrei quello delle sue Sicilie, ma posso accontentarmi) 😉 <3
    Buona giornata

    Rispondi
    • novembre 4, 2015 alle 9:40
      Permalink

      Pensa che sorpresa per noi quando arrivati al terzo piano ci è stato richiesto di registrarci, e la nostra vita di emigrati ha avuto inizio 🙂

      Rispondi
        • novembre 4, 2015 alle 10:07
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          Ah quanto mi manca non essere on-the-road in autunno, non fosse per il lavoro viaggerei adesso.

          Rispondi
          • novembre 4, 2015 alle 11:56
            Permalink

            Come ti capisco, io ho sempre organizzato i miei viaggi in autunno. Solitamente per il mio compleanno, amo i colori di questa meravigliosa stagione. Adesso si è aggiunta anche l’aggravante di lavorare nel turismo e quindi unico periodo possibile per muoversi 😉

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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