UK 2014 - Devon - 0014_new

E non ci è voluto molto perché anche il Devon ci catturasse. Abbiamo messo a posto la gomma (se volete sapere perché leggete qui), cioè ne abbiamo dovuta acquistare una nuova a £ 95,00 perché quella era completamente squarciata come con la lama di un coltello. Inutile rimuginare che prima di partire avevamo acquistato gomme nuove in previsione dei tanti chilometri da percorrere. Almeno ci ha fatto arrivare a destinazione. Ma torniamo al Devon. Avevamo bisogno di fare un po’ di foodshopping e siamo arrivati a Kingsbridge. È un paesello davvero carino (non a caso rientra tra i 10 Borghi Europei che ci hanno rubato il cuore). Abbiamo lasciato l’auto nel verde di un parcheggio e ci siamo arrampicati tra scale e vicoletti su un’irta collina su cui scorre Fore Street. Una pittoresca stradina tra case in legno dai colori pastello (e tanto celeste) e negozi indipendenti dalle insegne retrò. Pescherie, macellerie, negozi dell’equosolidale, e fantastiche bakeries che funzionano anche da café ed in cui chiacchiericcia la sorridente popolazione locale.

Fore Street scende tanto velocemente quanto ripida è stata la salita per arrivarci. Alle sue pendici, un porticciolo di piccole imbarcazioni di pescatori e qualche barca a vela. Una ridente meraviglia. Nella piazzetta c’è un Ufficio del Turismo, temo un Ufficio del Turismo per caso come quello di Bentham, invece una ragazza sveglia sveglia mi ha dato tanti consigli. Tra questi quello fondamentale: evitare Torquay, solo una grande accozzaglia di gente, localetti pretenziosi e snob, e non molto da vedere da un punto di vista naturalistico. Intendiamoci, magari Torquay è un posticino delizioso, ma lei a guardarci ha subito capito che non siamo gente da Montecarlo ed Antibes, che magari non è poi neppure un gran complimento, ma è così: devi dare ad ogni cliente quel che cerca e che più lo può soddisfare. Ha approvato con entusiasmo il progetto di Greenway e la casa di Agatha Christie, anzi ci ha suggerito di non arrivarci in macchina ma in barca da Dartmouth. Ci propone una escursione partendo da South Huish, ed ancora dà un estatico lasciapassare all’ Eden Project dandoci delle dritte su come arrivare. Ecco questo è un ufficio informazioni degno del nome che porta: Tourist Board pagatele un ottimo stipendio, questa ragazza vale ogni pound che vi costa!

Nella piazzetta c’è anche il mercatino e facciamo incetta, senza vergogna alcuna, di marmellate e chutney prodotti da agricoltori locali. Il livello di scorte è tale che ne avremo per tutto il 2015 (NDA confermo oggi 12 giugno 2015 ne ho ancora qualche vasetto!).

Il Cane dal Cuore Nomade

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A sproposito, il primo grande esperto che mi dice ancora che i cani amano le routines me lo divoro in 4 bocconi. Per Frodo l’unica routine che conta è quella di uscire il più spesso possibile. Ogni casa che cambiamo è per lui motivo di infinita curiosità, albergo, B&B o casa che sia si srotola per terra con un mugugno strafelice, che si mangi alle 18,00 o alle 24,00 non gliene può fregar di meno, purché si mangi beninteso. Un cane ha bisogno del suo branco come punto di riferimento, tutto il resto può cambiare in eterno, lui ha il cuore nomade. Certo, tornare in territori familiari dopo tempo lo riempirà di gioia e sicurezza. Ma ancora più grande la sua gioia quando lo portiamo su una passeggiata del tutto nuova. Insomma pari pari a noi bipedi, sarà felice di tornare a casa dopo questo lungo viaggio ma sarà pronto a ripartire il giorno dopo!

33) Inghilterra 2014 – #Devon, #Kingsbridge tra uffici informazioni come si deve e cuori nomadi
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3 pensieri su “33) Inghilterra 2014 – #Devon, #Kingsbridge tra uffici informazioni come si deve e cuori nomadi

  • giugno 22, 2015 alle 21:21
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    Ogni cane ha il suo carattere. Nel caso di Maya, si vede che a lei basta essere con noi, anche se volesse dire buttarsi da un dirupo; però i cambiamenti la destabilizzano un po’, soprattutto all’inizio. Una volta rotto il ghiaccio, fila che è una musica. 🙂 (Una coccarda all’impiegata del Tourist Board!)

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    • giugno 23, 2015 alle 9:34
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      Immagino che come per noi esseri umani occorra considerare un allegro miscuglio di carattere, esperienze fatte, la storia che ciascun peloso si porta dietro. Con Frodo abbiamo cominciato a viaggiare da quando era piccolino per cui è stato facile associare auto, viaggi a boschi, bagni, lunghe camminate. Poi gli abbiamo dato un nome che in qualche modo non poteva smentire ;). Yesss, adoro gli uffici del turismo che lavorano bene! Buona giornata Grazia e grazie d’essere passata di qui 🙂

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Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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