LiblibrAgatha Christie Autobiography

Sapevo che la Christie era stata una grande viaggiatrice, celebre la sua massima “Viaggiare è il mio peccato”. Avevo però l’idea che essendo un’aristocratica, senza nulla togliere alla sua passione, la possibilità di viaggiare fosse facile e scontata. Leggendone la simpaticissima autobiografia invece ho scoperto che le cose non furono così semplici per lei come avevo immaginato.

Il Viaggio intorno al Mondo

Intanto la ricchezza sarebbe arrivata soltanto dopo, grazie ai suoi libri. Il suo primo viaggio intorno al mondo non fu affatto scontato, significò lasciare il posto di lavoro sicuro del primo marito (Archibald Christie) in un periodo in cui le opportunità lavorative erano rarissime. Dovettero industriarsi parecchio intorno a conti e budget per essere quasi certi di rientrare nelle spese a fine viaggio. In altri termini le opportunità di guadagno offerte dal tour per la “British Empire Exhibition Mission” si equivalevano ad un rimborso spese e la certezza di perdere il lavoro. Infine occorreva lasciare Rosalind, la prima figlioletta di soli 2 anni con i nonni e la zia. Dovettero anche affittare la casa in cui vivevano per accertarsi di poter ripagare tasse e bollette.

Agatha Christie Surfing

Insomma nulla di ovvio, anzi. Pure per quel viaggio si partì. E comincia la sfilata di paesi incredibili, che si succedono al ritmo lento di treni e navi. Quello era viaggiare. Care mi sono le immagini della Christie che impara ad andare con la tavola da surf, delle imprudenti scottature prese sotto il sole tropicale, e questa gioia di vivere, di esplorare e conoscere. La Christie scrive anche del difficile rientro, delle difficoltà finanziare in cui la coppia viene a trovarsi appena fa ritorno a casa. Il lavoro per Archie che non arriva. “Ma ogni scelta ha il suo prezzo, e noi lo sapevamo da prima di partire” e nonostante le frustrazioni sai che rifarebbe esattamente tutto quello che ha fatto.

La Vita a Comparti Stagni

A chi le rimprovera di aver lasciato la vita vera per un sogno che avrebbe messo in difficoltà quel minimo di certezza e benessere che avevano conquistato, la Christie risponde con una bella immagine, molto pragmatica: “La vita è fatta a comparti stagni, da uno non puoi vedere il successivo a meno che non ne forzi le porte, la vita in viaggio non è affatto meno reale della vita considerata normale. Ma è un altro compartimento che non puoi guardare se non passi per quelle porte”. Chi viaggia lo sa, non insegue un miraggio, cerca conoscenza, un altro ritmo di vita. La vita in viaggio è reale quanto il quotidiano anche se priva di alcuni affanni (bollette, ritmi di lavoro) e chi può dire che sia meno reale e vicina all’essenza delle cose? E se fosse proprio il contrario, e cioè che la vita quotidiana troppo turbata da “affanni e corse” non ci consentisse di guardare alla vita vera?

Un Dìvorzio Doloroso ed il Viaggio come Prova d’Indipendenza

Cambia scenario. La Christie deve affrontare la richiesta di divorzio dal marito e decide che deve ricostruire la sua persona, la sua identità. A cominciare proprio dalla capacità di viaggiare, anche da sola. Prima meta il Medio Oriente. Qui scopri che l’Orient Express invece che quel treno extralusso che la tua mente immagina è invaso da cimici che mangiano letteralmente i viaggiatori causandogli noiosissime infezioni. Pure la Christie non si fa scoraggiare (neppure dalla gamba stragonfia per un vaccino non andato esattamente a buon fine) e vive interamente la magia del viaggio, rifuggendo, quando le riesce, la guida degli inglesi che si costruiscono sempre un territorio protetto molto british in ogni luogo del mondo. Mi fa una tenerezza incredibile questa donna che viaggia in solitaria nei primi del ‘900 col cuore ancora dolorante ma tanta voglia di vedere il mondo.

L’Avventura Continua: la Christie Archeologa

La terza parte del libro riguarda la vita con Max Mallowan, l’archeologo che diventerà il suo secondo marito. I campi archeologici, la visita a città mitiche quali Baghdad, Damasco, Isfahan, come dovevano essere allora prima di guerre e brutture varie… Oramai la Christie è una scrittrice affermata, ma questo quasi non trapela dalle sue timidezze, e dal suo modo di prendere sul serio il lavoro del marito piuttosto che il suo. Ma l’amore per i viaggi, la scoperta, l’avventura rimane lì intatto, solo in molti scenari e personaggi ritrovi le ambientazioni dei suoi gialli che hanno come sfondo il Medio Oriente…

Max-Mallowan-Barbara-Campbell-Thompson-and-Agatha-Christie-visiting-Nimrud-during-the-excavation-at-Nineveh-in-1931-32

La Più Atipica delle Vittoriane

È un po’ come affacciarsi al dietro le quinte dei tuoi film preferiti. Dunque un libro da leggere per tutti gli appassionati dei suoi gialli, ma anche per gli amanti dei viaggi, del Medio Oriente e dell’epoca vittoriana. Perché la Christie era una Vittoriana convinta, forse inconsciamente borderline, ma Vittoriana dentro…

#Dimmicosaleggi: Agatha Christie an Autobiography

3 pensieri su “#Dimmicosaleggi: Agatha Christie an Autobiography

  • giugno 18, 2015 alle 8:02
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    Non solo aggiungerò il libro alla mia stracolma lista dei desideri – e lo acquisterò entro il fine settimana – ma porterò con me in questa giornata le immagini e le parole che sono state come un balsamo mattutino. Non sono un’appassionata di gialli letterari ma di biografie femminili, viaggi, esperienze, questo si. Sapevo – anzi so – piuttosto poco della Christie, tranne del suo matrimonio con un archeologo che le consentì di esplorare luoghi da una prospettiva diversa. Famosa la battuta “un archeologo è il miglior marito che una donna possa desiderare: più lei invecchia, più lui sarà interessato a lei”. Deve essere stata una personalità interessante, soprattutto considerando l’epoca in cui visse e le avventure che scelse di vivere.
    Grazie per lo spunto e la condivisione della lettura, aspetto con impazienza la prossima!
    Buona giornata!

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  • giugno 19, 2015 alle 21:21
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    Intendo leggere questa autobiografia, wish list permettendo. Mi ispirano rispetto e tenerezza le sue imprese, avvenute in un periodo in cui per una donna molte cose risultavano “strane”. Grazie del suggerimento. 🙂

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    • giugno 23, 2015 alle 9:45
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      Sono anch’io in overbooking quanto a libri da acquistare… Questo va bene quando vuoi una lettura leggera, per stessa ammissione della Christie, è una sorta di divertissement, un’autrice affermata che scrive liberamente decidendo cosa raccontare e cosa non … Ne esce però un grande affresco di costumi e pensieri vittoriani 🙂

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