Oxford, sul tavolo di casa
Oxford, sul tavolo di casa

Sono seduta nella cucina/veranda, i girasole che i nostri ospiti ci hanno lasciato in un vaso azzurro sono di un giallo sgargiante e prepotente, in netto contrasto col grigiore di fuori. Sono le 20,00 e la pentola di minestra borbotta sui fornelli mentre fuori piove, per fortuna l’acqua arriva sempre sul tardi quando siamo oramai a casa.

Oxford, a town of spires

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The “New” Inn in Cornmarket Street.

Non avrei mai immaginato che Oxford mi sarebbe piaciuta così tanto. Forse è il fatto che si respira l’aria di una grande città pur in dimensioni contenute. Oxford conta più di 150mila abitanti, con un trend in crescita. Per il 35% si tratta di giovani (15-29 anni) che, per un raffronto, nel resto della Gran Bretagna contano invece per un 20% della popolazione. Si tratta di una popolazione ad alto turnover: il 25% sono arrivati negli ultimi 12 mesi (un ulteriore chiaro indizio della presenza dell’università). Ma ancora meglio è il calderone di etnie presenti: il 28% degli abitanti sono nati fuori della Gran Bretagna.

Oxford è una città ideale anche per invecchiare, immersi nella folla di giovani i geni della gioventù sono continuativamente stimolati. Per le sue dimensioni ha un’offerta notevole di negozi (che fanno bene ad ogni età), e un incredibile ventaglio di attività in ogni campo dalle arti al volontariato, dagli hobby casalinghi allo studio delle scienze più inusuali. A Julian (il nostro Homelinker) arriva l’elenco delle lezioni che i professori della Oxford University tengono al pubblico durante l’anno. Gli argomenti sono gli più svariati: dalla psicologia all’egittologia, dalla comunicazione oggi a questioni riguardanti la successione dei Tudor. Gli spettacoli di teatro e musica sono straripanti e vanno dal classico al moderno e post-moderno.

Il centro è bellissimo, l’architettura omogenea, con i suoi pinnacoli, campanili e guglie che punteggiano il cielo. Banale quanto volete, ma non si può non pensare ad Harry Potter ogni qualvolta si costeggi un college. Mentre ti perdi tra facciate uniformi e spires, niente niente giri l’angolo e ti ritrovi in uno dei tanti verdissimi parchi che si perdono nell’aperta campagna.

Nel Covered Market abbiamo fatto una bella spesa di frutta, verdura e tipici formaggi inglesi sperando che nessuno abbia l’aroma dello stilton di JK Jerome. Ma anche qui ho dovuto faticare a trovare mele Made in UK: i britannici sono poco attenti e prima i supermercati, poi anche i piccoli, si sono adeguati mandando all’aria le produzioni locali. Il che è decisamente triste ma le mele del Sud America e della Nuova Zelanda per me possono tenersele.

Ashmolean Museum un museo aperto

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Stamani ho lasciato Frodo e Giovanni a dormire un po’ di più, dandogli appuntamento in centro più tardi, io sono uscita di buon mattino, emozionata come sempre, tra le strade del centro ed ho visitato l’Ashmolean Museum. Con mio stupore ci si entra così senza formalità alcuna, senza nessun filtro/biglietteria/guardaroba che sia. In un angolo un discretissimo punto Informazioni, se vuoi ci passi se no sei nel cuore del museo con la stessa facilità con cui entreresti a casa tua. Puoi persino fare foto, anzi i cartelli ti invitano ad usare l’hashtag del giorno/evento (tedeschi ed austriaci imparate la lezione prima di precipitarvi su di me e gridarmi per l’ennesima volta NEEEEIN! quando faccio qualche piccola foto, senza flash, nei vostri musei). C’è il wifi.

Inoltre tutto è incredibilmente a portata di mano, se alcuni reperti sono nelle normali teche da museo, altri sono lì di fronte a te senza protezione alcuna se non il buonsenso. È un meraviglioso insieme di collezioni le più disparate, dalle antiche civiltà, ai greci ai romani, al medioevo, dal periodo vittoriano ai nostri giorni. Ho seguito con interesse la parte dedicata alle culture medio-orientali ed orientali. Dai cenni all’Antica Via della Seta, alle meravigliose piastrelle iraniane, alle statue hindu.

Ma prima ancora delle collezioni il museo ti colpisce per il suo modo di esporre, i suoi ampi spazi, il suo saper narrare ogni singolo oggetto, ogni sala. Varia il ritmo del racconto che alterna teche più piene ad altre dedicate anche ad un solo reperto. Chiaramente, come nella migliore cultura britannica non si paga: ingresso gratuito.

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UK 2014 – Oxford – 029 The “New” Inn in Cornmarket Street.
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St Michael at the North Gate
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Per le strade del Centro di Oxford
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Il BianConiglio di Alice in Wonderland
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Il BianConiglio di Alice in Wonderland
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Volontarie presentano ai passanti i Cani Guida
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Ancora artisti di strada
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Carfax Tower
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Carfax Tower
9) Inghilterra 2014 – Oxford, una giovane città… antica

Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!