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E poi ci sono gli imprevisti. Cose che proprio non ti aspetti e di cui faresti volentieri a meno ma che ti sbarrano crudamente la strada. Si combatte un intero anno contro accidenti vari, niente di drammatico intendiamoci, parlo dei su e giù e complicazioni varie che fanno parte del nostro quotidiano. Quelle che quando parti intendi lasciarti alle spalle, non fosse altro che per vivere intensamente ed integralmente la nuova esperienza di viaggio.

Un intero anno ad organizzarti perché quel mese sia il tuo mese, in cui puoi concederti il lusso di sganciare tutto e tornare libera. Mi dicono che siamo fortunati a poterci concedere vacanze così lunghe, e ne siamo consapevoli. Ma occorre anche dire che ci lavoriamo un intero anno, non parlo dell’organizzazione del viaggio (che francamente è una goduria) quanto del fatto che prima che arrivasse Frodo eravamo soliti fare più break durante l’anno e questo, lavorativamente parlando, è molto più semplice che non fare un vacanzone lungo. Ma il “viaggione” ti dà un’ebbrezza unica, a cominciare dal fatto che devi macinare ogni singolo chilometro che ti concedi. É una sensazione che adoro, vivi l’alternarsi di paesaggi, strade e sistemi autostradali, passi frontiere, vedi il variare di regole ed abitudini ad ogni autogrill. Dormi una sera qua ed una là e sai tra un luogo ed un altro esattamente quanti e quali chilometri si passano e di cosa questi siano pieni.

Quest’anno il nostro viaggione doveva portarci in Polonia avremmo visitato Cracovia, ma saremmo sbucati anche fin su nel Mar Baltico a Danzica, il cui nome evoca da sempre in me visioni, sogni, e pezzi d’ambra che in una goccia di resina racchiudono millenni. Avremmo visitato i Laghi della regione dei mille laghi la Masuria, spingendoci fino al confine con la Lituania, assaggiato gli omini di zenzero di Torun e trascorso qualche breve ed intenso giorno a Varsavia. Saremmo ripassati per i Carpazi forse a salutare di nuovo la Slovacchia un paese che ci ha ospitato per 5 giorni e che ci ha convinti che potrebbe esso stesso divenire la meta di un prossimo viaggio.

Si siamo arrivati in Slovacchia, la abbiamo attraversato da Bratislava fino ai Carpazi e vi parleremo senza dubbio della nostra casetta alla base dei Monti Tatras, della nostra passeggiata fiabesca tra pioggia e fumi di nebbia a Strbe Pleso, della nostra escursione nel fiabesco villaggio di Vlkolinec (dal 1993 iscritto al Patrimonio Unesco), della nostra prima escursione a Popradske Pleso, la visita a Symbolický Cintorín il cimitero degli escursionisti. Ma durante l’ultimo giorno a Strba, mentre eravamo in quota e ci accingevamo a rientrare una ragazza si è lasciata scappare di mano il suo cane che da latrava come un dannato e brontolava a Frodo. Gli si è avventato addosso, Frodo era al guinzaglio tenuto corto come si fa quando si incrociano cani agitati, Gianni si è messo in mezzo per separarli e nel sentiero roccioso ha perso l’equilibrio spezzandosi un braccio.

La ragazza in questione dopo un cenno a volersi avvicinare, è sparita col suo cane. Una dolcissima famiglia Ceca ci è venuta in aiuto, tenendo Frodo mentre io soccorrevo Giovanni, chiamando i soccorsi (non sarebbe stato facile trovare qualcuno che parlasse inglese e comunicare dove ci trovassimo). Ci hanno prestato capi caldi perché a Giovanni tra dolore ed adrenalina la temperatura corporea era crollata e l’arrivo dei soccorsi ci è parso lunghissimo. Non abbiamo i contatti ma li ringraziamo di cuore e non dimenticherò mai la dolcezza con cui una ragazzina gli ha fatto una prima bendatura a tenere il braccio al collo e gli ha ceduto la sua giacca.

Vi risparmio troppi dettagli, saltiamo a quando nell’Ospedale di Poprad leggendo gli RX il dottore ci ha annunciato che era una brutta frattura scomposta e che l’intervento chirurgico era indispensabile. Abbiamo scelto di tornare in Italia e Giovanni si è operato a Tolmezzo Udine, adesso è in convalescenza, grazie al buon lavoro di medici ed infermieri.

Ed io nel tempo libero giro tra le strade di Udine, e visito qualche pezzetto di Friuli Venezia Giulia, una regione tutta da scoprire che da sempre mi ha conquistato per la sua diversità. Porto ogni giorno Frodo a passeggiare fra filari di viti ed alti campi di mais, e da qualche giorno Giovanni ci accompagna almeno per un pezzetto di strada.

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La Rentrée: ultimissimo aggiornamento da casa

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Avevo scritto questo post qualche giorno fa, senza mai decidermi a pubblicarlo. La verità è che quando torni da un viaggio hai la sensazione di aver fatto una autentica scorpacciata di paesaggi, avventure, ricordi condivisi da infilare in valigia (come vi spiega bene Mamma Gisella in un post che ho subito adorato!). Ecco, una volta a casa, guardavo il nostro bagaglio di ritorno e mi pareva scarno e vuoto, e questa volta un po’ alla malinconia mi sono lasciata andare. Per fortuna che alla sera ho scaricato le foto, e cominciato a scorrerle per metterle in ordine, ci sono le foto della Slovacchia, ma anche tantissime foto di Udine, città fascinosa e misteriosa, il suo centro storico ed Odos, la libreria del Viaggiatore, mia meta compulsiva per l’intero soggiorno (come per il Laboratorio del Dolce, ehm). Di Udine ho visitato il Cimitero Monumentale ma anche Casa Cavazzini sede di un sorprendente Museo di Arte Moderna e Contemporanea. Ogni tanto rinunciando ai miei doveri di infermiera ho preso qualche libertà in più, unendomi ad un tour letterario di Trieste (organizzato da turismoFVG), o scovando posticini deliziosi come Poffabro alle pendici delle Dolomiti Friulane, e Gemona laddove comincia la Carnia. Insomma è stato un viaggio con bagaglio leggero rispetto al nostro solito, ma noi viaggiatori siamo bravi a curiosare ovunque ci si trovi, ne riparleremo presto, vedrete.

Nel frattempo siamo tornati a casa in Basilicata, Giovanni fa progressi ogni giorno al punto che oggi, domenica, siamo andati nel bosco, su un sentiero facile in pianura per la grande gioia di Frodo, a ritrovare le antiche abitudini. Il bosco ci ha accolto con un fresco venticello settembrino ed una nuvola di ciclamini rosa sotto i faggi fino a salire sui monti, una sorta di tappeto magico su cui far volare i nostri sogni.

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Dove siamo finiti? La fine di un viaggio 🙁

12 pensieri su “Dove siamo finiti? La fine di un viaggio :(

  • settembre 5, 2016 alle 9:30
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    Che brutta storia 🙁 meno male Giovanni si sta riprendendo. Per un attimo durante la lettura mi è venuta l’ansia che Frodo vi avesse lasciato :O è andata comunque malino ma almeno a fine post ho capito che siete ancora tutti e tre assieme! E la ragazza che è sparita? Mah. Fortunatamente poi un’altra ragazza ha sostituito il suo soccorso egeregiamente! Mi raccomando, mi aspetto di leggere presto nuove avventure 🙂

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    • settembre 5, 2016 alle 10:52
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      Frodo è nato con la camicia, e dunque, fortunatamente, sta meglio di tutti 😀
      Si vorrei tanto aver chiesto un email un numero di telefono ai Cechi che ci hanno aiutato, saranno stati con noi per una buona oretta, aiutandoci a 360°
      Nuove avventure, ma certo they’re coming 🙂
      Grazie di <3

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  • settembre 5, 2016 alle 10:40
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    Spero che Gianni sia in via di guarigione!! Mia mamma ebbe una frattura scomposta all’omero e le ci volle un po’ per recuperare. Sono contenta che tu e Frodo stiate bene e che le noncuranza di quella ragazza sia stata rimpiazzata dalla generosita’ e gentilezza dell’altra famiglia!! A presto e sono sicura che ce la farete a visitare presto anche la Polonia. Un abbraccio!!

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    • settembre 5, 2016 alle 10:59
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      Buongiorno Merlin, i momenti più brutti sono stati l’attesa dei soccorsi che sembravano non arrivare mai ed un viaggio allucinante di rientro a Ferragosto durato 15 interminabili ore con Gianni dolorante (anche se ha fatto di tutto per nascondermelo)… sicchè adesso intervento e ripresa non ci sembrano poi così malaccio ☺

      Gianni poi ce la sta mettendo tutta per recuperare quanto prima. Ti pensavo proprio ieri quando ho sentito dei 4milioni di firme raccolte e delle manifestazione contro la Brexit… solo che per gli inglesi ricredersi è peccato mortale, ma continuo a sperare che trionfi il buon senso. Bah!

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  • settembre 5, 2016 alle 14:18
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    Oddio che ansia! Per un attimo ho pensato al peggio. Chissà che angoscia dover aspettare i soccorsi senza sapere bene cosa fare e dove andare, ma per fortuna esistono anche delle persone carine e gentili come quelle che vi hanno aiutato. Per la ragazza che se ne è andata e vi ha lasciati lì non ho davvero parole (anzi, qualche parolaccia…)
    In bocca al lupo a Giovanni per la guarigione, e un abbraccio sia a te che a Frodo (è fortunato ad avere due padroni come voi che farebbero di tutto per lui).
    Buon lunedì, Silvia.

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    • settembre 6, 2016 alle 9:21
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      Buongiorno Silvia, si la parte peggiore è stata quella con i minuti che non passavano mai… Quanto alla tipaccia non mi faccio ancora capace che si sia comportata così, e che abbia portato con sè su in montagna un cane che non riusciva a controllare, e forse troppo inquieto per tirarselo su sentieri pieni di gente e dunque di altri cani… Frodo se l’è cavata senza un graffio, merito di Giovanni che in pratica si è buttato nella ressa…. Ad ogni modo ora conta solo recuperare presto presto 🙂

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  • settembre 6, 2016 alle 8:05
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    Che brutta avventura Ro, fortunatamente avete trovato delle persone generose e disponibili ad aiutarvi e il peggio è passato. Non deve essere affatto facile trovarsi in situazioni del genere lontano da casa e per di più in auto: ti stimo molto perchè non ti sei abbattuta e, anzi, alla fine hai sfruttato al meglio la situazione per visitare Udine e Trieste.
    p.s.ma quanti ciclamini ci sono? Non mi è mai capitato di vederne così tanti!

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    • settembre 6, 2016 alle 9:28
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      Si abbiamo fatto il nostro miglior record per le brutte avventure, record che non abbiamo intenzione né di bissare né superare 😀
      L’abbattimento in realtà c’è stato al rientro, avevo appena letto il post di Mamma Gisella e mi sono detta un’estate andata ci toccherà aspettare un intero anno prima di avere la possibilità di viaggiare di nuovo, e lì giuro un certo brutto magone mi è preso. Quando ritorno a lavorare ho in genere la sensazione di “mancare da una vita”, di aver fatto 2000 cose e vissuto in tanti posti, come se ogni località in cui sosti fosse un viaggio differente. Stavolta invece mi sembrava di aver lasciato tutto il giorno prima e di rientrare a mani vuote… Meno male che ci sono le foto, a ricordarmi che invece cose abbiamo fatto e cose abbiamo visto, non una valanga come in altri anni ma neppure il nulla come mi sembrava… In ogni modo ho intenzione di vivere di viaggi altrui leggendo i blog degli altri!

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  • settembre 8, 2016 alle 17:38
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    Ragazzi mi dispiace moltissimo !
    Spero che Giovanni si riprenda il prima possibile !
    Un abbraccione !
    Max

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  • settembre 10, 2016 alle 16:59
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    Brutta disavventura, per fortuna finita bene! Sono contenta che Poffabro ti sia piaciuta, per me è una specie di luogo magico, e sono ben contenta di averlo così a portata di mano. Auguri di buona ripresa a Gianni. 🙂

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    • settembre 10, 2016 alle 18:53
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      Buonasera Grazia, siamo arrivati a Poffabro sul fare della sera ed il paesello ci ha davvero stregato. La prossima volta però, con Giovanni rampante, mi piacerebbe visitarne anche i dintorni … camminata inclusa. Come è andata la tua estate? Confesso che manco da un pochino dal tuo blog, ma sto tentando di conciliare il lavoro in profumeria con un altro lavoro che spero mi porti a viaggiare un pochino di più… se non scoppio nel tentativo. Il che si traduce, inevitabilmente, in minor tempo per attività blogghifere 🙁

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