La Grande Chartreuse - Val d'Isère - 09

Dopo averla guardata per giorni dal basso del nostro paesello, Crolles, è arrivato il momento di salire verso la Grande Chartreuse. Una roccaforte di roccia, ma anche la Certosa, dove i monaci vivono ancora in ritiro.

La strada è maestosa, il passo del Grand Logis , con il suo antico ponte in pietra in una forra tra due blocchi di arenaria, ci avverte che stiamo entrando in una zona speciale. Si rallenta la corsa per ammirare il maestoso paesaggio tra le montagne.

La Grande Chartreuse - Val d'Isère - 06

Lasciamo l’auto presso il Museo della Correrie, che avrei tanto voluto visitare. Ma un viaggio, come la vita, è fatto di scelte continue e noi, egoisticamente, abbiamo scelto di camminare prima e rifugiarci nella piscina di casa poi per goderci gli ultimi raggi di sole del pomeriggio. Infiliamo gli adorati bastoncini e via per un lungo viale alberato dove le macchine (se non quelle del monastero) non sono ammesse. La giornata di sole è splendida, l’aria del primo mattino sottile sottile, e c’è una leggerezza strana tutto intorno. Un cartello poco dopo annuncia che stiamo entrando nella Zona del Silenzio. Ancora un chilometro di strada ed ecco apparire le guglie ed i bastioni della Certosa, perfetta continuazione delle creste della montagna, si confondono le une nelle altre.

La Grande Chartreuse - Val d'Isère - 06

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C’è qualcosa di sacro in questi luoghi, e non ci sarebbe bisogno neppure della Certosa per avvertirlo. Ma quando le campane risuonano limpide sull’intera vallata il momento è magico, anche per una scristianata come me. La Certosa non è visitabile. Mi fa strano pensare che nel 2015 ci sia gente che vive isolata da tutto per scelta. È solo per un certo periodo (6 mesi, un anno) o per (quasi) sempre? Ma davvero non hanno internet e televisione lì dentro? È veramente una scelta difficile vivere in questi luoghi piuttosto che stare tra la gente ed i problemi, i conflitti, le guerre? Non è ritagliarsi un finto paradiso vivere in questa meraviglia ed avere le ore del giorno scandite da lavoro e preghiera? Ma non so nulla di come passino la vita i monaci, e forse dovrei tacere, ma quelle mura che tutto racchiudono, il non aver incontrato intravisto alcun cenno di vita, accendono la curiosità su quel microcosmo, sulla vita all’interno delle grandi mura, su questa comunità chiusa in se stessa ed in Dio.

Ci lasciamo anche la Certosa alle spalle e proseguiamo per il sentiero che va verso il Col de la Ruchère. Passiamo boschi di latifoglie, e campi di pascoli e cardi. Frodo si lancia in felici galoppate. Pranzeremo a sacco tra le mucche ai piedi del Gran Som (2026 mt): mangeremo panini ed aria di montagna, berremo tisana bollente e profumo di pascoli, nelle nostre orecchie ronzio d’api e silenzi infiniti.

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Al rientro come da promessa si finisce con “les pieds dans l’eau”. Io sto leggendo l’Eleganza del Riccio. Era da tempo che non leggevo romanzi, quasi mi ero dimenticata la capacità della letteratura di trascinarti in storie semplici e meravigliose. La verità è che, quando non leggo saggi, mi rifugio spesso nei classici, che molti romanzi moderni non mi prendono e pare che dimentichi persino di averli letti dopo un solo paio di mesi. Sento invece che Renée, Paloma e Kakuro non sono qui per sparire. Ecco mi piace leggere per incontrare personaggi che ti restano dentro quanto (e spesso anche di più) delle persone reali. Se mi segnalate altri romanzi così, torno a leggere letteratura di autori contemporanei…

“Per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e vede oltre. Può sembrare banale, eppure credo sia profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. (…) Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.”

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La Val d’Isère e La Grande Chartreuse, l’Eleganza del Riccio e les pieds dans l’eau…

10 pensieri su “La Val d’Isère e La Grande Chartreuse, l’Eleganza del Riccio e les pieds dans l’eau…

  • gennaio 14, 2016 alle 9:43
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    Credo che tra museu e piscina avrei fatto la stessa scelta 😉
    Non conosco la zona ma sembra un paradiso e poi hai il libro giusto, ho amato l’eleganza del Riccio. Vedrai la fine 😉
    Buona lettura e riposo.
    Baci

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    • gennaio 15, 2016 alle 13:23
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      Temo che non ci sia stata storia… eravamo assetati di sole dopo l’estate scorsa in Gran Bretagna, anche se sono tutt’altra cosa che una lucertola. Il libro è finito, e mi ha preso dall’inizio alla fine <3

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    • gennaio 15, 2016 alle 10:13
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      Ah no… i 10 km per arrivare e tornare a piedi dal Col de la Ruchère sono stati una bella passeggiata. Perché con Giovanni e Frodo, il relax occorre conquistarselo 😉

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  • gennaio 15, 2016 alle 9:20
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    Grazie per avermi dato qualche minuto di evasione… sono davanti al mio PC ma per qualche minuto mi sono persa nelle tue immagini e nelle tue parole, ho sentito il ronzio delle api e l’odore dei pascoli e ho apprezzato il silenzio…. e infine mi hai dato voglia di continuare ad incontrare qualcuno oltre me stessa….grazie!

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    • gennaio 15, 2016 alle 10:11
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      Ciao amichetta, benvenuta sul mio blogghino che è diventato un po’ la mia finestra sul mondo, da cui affacciarsi, anche brevemente, almeno una volta al giorno. Tira un’aria bella lì fuori. Ho scoperto che riscrivere dei nostri viaggi è il modo perfetto per riviverli, e troverai tanti pezzettini di te, visto che ci hai fatto da guida per tanti posticini <3

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  • gennaio 15, 2016 alle 17:56
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    Per quanto mi piaccia la montagna d’inverno, con la neve che rende tutto più bello, per un attimo mi sono immaginata lì, a bordo piscina con la pelle riscaldata dal sole: ah, che bella sensazione!

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