Roma, Lungotevere

Domenica di buon mattino, prima della riunione di lavoro, facciamo un’autentica corsa al mercato di Porta Portese.

Ci si muove a piedi e dunque passiamo solo per quelle due cosette che sono il Foro Romano, Piazza del Campidoglio, il Teatro di Marcello, Santa Maria in Cosmedin, insomma a Roma effettivamente è meglio non muoversi mai a piedi perché si inciampa sempre in qualcosa di troppo grande per tirare avanti indifferente. E noi, in teoria, stamani andiamo di corsa.

Infine siamo sul Lungo Tevere. Il meno celebrato dei fiumi che attraversano le grandi città. Londra ed il Tamigi, Parigi e la Senna, Praga e la Moldava, Vienna, Budapest ed il Danubio, i Navigli di Milano, persino Berlino celebra in qualche modo il suo Sprea. In ciascuna di queste si raccontano storie della città ed il suo rapporto col fiume, si offrono crociere ai turisti ad ogni ora della giornata, ed al tramonto/sera le passeggiate romantiche o le cene in battello si moltiplicano. A Roma se sei sul Tevere è per attraversare un ponte o perché hai sbagliato strada.

 

Porta Portese

Avevo letto qualche recensione che ne parlava decisamente male, di come questo mercato fosse in qualche modo andato alla deriva. A noi francamente è piaciuto, ci si trova di tutto, la prima parte è un gigantesco mercato rionale con molto vestiario, biancheria, scarpe e borse, poi c’è la parte del bric-à-brac, e dei bijoux. Come in tutti i mercati devi metterti a spulciare per trovare cose originali, Roma non è la sola colpita dalla globalizzazione.

Roma, Porta Portese

Il bar propone colazioni a prezzi più che decenti, ci fanno sedere col cane, ed il personale è veramente gentile nonostante il caos. Troviamo una dolcissima famiglia di Cagliaritani (hanno un golden retriever e si sono fermati a salutare Frodo), con cui chiacchieriamo per una buona mezz’ora (si lo so, sono in ritardo). Il mio pensiero vola a Patrizia di Bonifici e Sogni, i cagliaritani con cui è in contatto sono socievoli e desiderosi di parlarti come questa famiglia? Ad ogni modo, Cagliari arriveremo a trovarti più prima che poi.

Roma, Porta Portese

Se tra i venditori non manca quello che assolutamente vuol farti fare l’affare della tua vita a costo di seguirti 200mt oltre il suo stand e farsi rubare tutto quel che ha lasciato incustodito, la stragrande maggior parte sono educati e cortesi. Mi fanno fare tutte le foto del mondo, ci fanno sbirciare, provare e guardare, hanno sempre la battuta pronta ma mai gratuita.

Non rinuncio al mio acquisto: tre tazzine da caffè con piattino/vassoio dallo stile un po’ retrò su cui puoi poggiare un dolcetto. Ed il signore più volte mentre manovro tra zaino e portafogli, mi invita a fare attenzione alla macchina fotografica “gl’a farno sparì en un attimo, attenzione, se metta qua”. Ve l’ho detto, i romani lungi dall’essere arroganti mi sembrano gentili e rispettosi. Non manca lo stand dei peruviani, le collane di pietre dure del Bangladesh, gli stand di scarpe polacche, ma non crederete mica che a Portobello ci sia solo Made in UK?

Gallery:

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Questi due li vendono assieme
Questi due li vendono assieme

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3) Roma questa sconosciuta, Porta Portese
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5 pensieri su “3) Roma questa sconosciuta, Porta Portese

  • febbraio 28, 2015 alle 14:43
    Permalink

    Che bel post!! Spero di visitare questo mercato prima o poi, che a vedere le fotografie non mi sembra molto diverso dal Petticoat Lane Market di Londra, per esempio. Andiamo in capo al mondo, e la meraviglia ce l’abbiamo a due passi…

    “Da ragazzo ero un bulletto e lavoravo a sto mercato.
    Portaportese me ricordo, passavo sotto L’arco e
    me se affacciava er serciato.
    Da na fila de baracche uscivano belle dritte le bici che io vennevo.
    Er capo mio era Arsenio, simpatico e paravento,
    me sembrava er professore delle catene e de le trombette. Ho vennuto a tutti, ricchi, padri de famija e squatrinati.
    Però ho cercato sempre de paregià i conti.
    A quelli tutti ben vestiti e incravattatti li prezzi l’ho sempre raddoppiati.
    Ma poi li soldi l’ho rimessi nei portafoj dei disgraziati.”
    (Giulio Micheletti)

    Rispondi
  • marzo 1, 2015 alle 9:52
    Permalink

    “a Roma effettivamente è meglio non muoversi mai a piedi perché si inciampa sempre in qualcosa di troppo grande per tirare avanti indifferente.”

    Fantastica frase che dice tutto !
    Bravi !
    Ciao ciao
    Max

    Rispondi

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