Liverpool Hope Street Hotel

Arrivare in albergo sotto la pioggia e sentirsi dire dalla reception “Buongiorno e tu devi essere Frodo, ben arrivato” ti fa un certo effetto. Specie se sei in un 4 stelle di una grande città e ti aspetti minimo minimo che ti accolgano col naso alzato o al meglio con cortese indifferenza.

Le gentilissime ragazze della reception ci confermano che c’è un posto auto disponibile all’interno dell’albergo (qui la mia unica richiesta di migliorie: rendetelo prenotabile!). Si coccolano il solito Frodo, gli fanno persino una foto. E quindi saliamo in camera.

L’albergo è bellissimo, con un sano e meraviglioso parquet a terra (e chi ha vissuto in UK sa che di moquette qui si deve morire), il design che alterna legno, cuoio e tessuti in lino, dà un’aria fresca, luminosa e contemporanea che dio santo è una vera liberazione da moquette (di nuovo, lo so), gingilli vari straripanti, tendine strafiorite, carta da parati ancora più fiorita dei tendaggi, e gli amati tappeti accumulati sulla moquette. Ecco bisogna venire a Liverpool, all’Hope Street Hotel per scoprire il volto della Gran Bretagna del XXI secolo.

Arrivati in camera sulla scrivania oltre le coffee facilities, c’è una sorpresa per Frodo: la ciotola (scusate si paga per il cane in tutti gli alberghi, ma qui per la prima volta mi fanno pagare per un servizio, e mi piace) e addirittura (ma lo dico sempre se gli inglesi decidono di percorrere una strada lo fanno fino in fondo, con quel garbo e quella gentilezza che sono gli inglesi sanno avere) un pacchettino con due biscottini ed un etichetta “Frodo Welcome”.

La Guida in Camera ci informa che Il cane non è ammesso al ristorante (in Gran Bretagna occorre andare in Dorset e Cornovaglia per ritrovare gli standard europei) ma che “lo staff sarà contento di provvedere a qualsiasi servizio in camera possa rendere il soggiorno del peloso più comodo”. Dico.

Come vi dicevo è un 4 stelle, non costa poco (ma neppure tanto per la sua categoria), ma se non ci venite nel week-end, ed acquistate in anticipo (basta scegliere le prenotazioni cancellabili, non si sa mai) le tariffe scendono-scendono e siete non lontani dal centro, in una delle zone residenziali più belle di Liverpool.

Liverpool Hope Street Hotel Liverpool Hope Street Hotel Liverpool Hope Street Hotel

22) Inghilterra 2014 – Liverpool Hope Street Hotel, dog welcome but for real!

17 pensieri su “22) Inghilterra 2014 – Liverpool Hope Street Hotel, dog welcome but for real!

  • febbraio 24, 2015 alle 18:07
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    Addirittura!!! Fantastico!! Dovrebbe prendere tutti esempio altrochè!

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    • febbraio 26, 2015 alle 9:05
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      In tanti anni di viaggi, è la prima volta che ci capita. Non dico i biscottini col bigliettino, ma far trovare una ciotola in camera (magari un tappetino in plastica salvaschizzi) può essere un modo carino per giustificare il costo extra che si paga per il peloso. Costo che sta diventando spesso non indifferente: E 10,00 a notte, qualche volta persino E15,00. All’Hope Street Hotel E 15,00 quota fissa per l’intero soggiorno di una notte come di una settimana, che mi pare più giusto 🙂

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  • febbraio 24, 2015 alle 22:53
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    Anche Giovanni voleva il biscottino? Ahahahah belli!!!

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    • febbraio 26, 2015 alle 9:06
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      Glielo ha conteso fino all’ultimo, ed il giorno dopo continuava ancora a cercare nella stanza il pacchettino “For Giovanni” 😉

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  • febbraio 26, 2015 alle 18:09
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    Sarà il periodo (sono particolarmente sensibile a tutto), ma io quando ho visto la foto di Frodo che gioca con il pacchettino di biscotti messo lì per lui, ho pianto. Ok, mi faccio curare.
    Anzi no: voglio ancora farmi scendere le lacrimucce ogni volta che leggo i tuoi splendidi post.

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    • febbraio 27, 2015 alle 9:10
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      Eli sei davvero un caso disperato! Scherzo, capita anche a me (e cerco di essere una dura, io) di commuovermi di fronte a cose così semplici… evidentemente creano echi di altro che è dentro di noi e diversamente non riesce ad emergere #sonsoloipotesi.

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  • febbraio 28, 2015 alle 19:40
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    Scusa, in che senso devi andare in Dorset e Cornovaglia per trovare gli standard europei? Io ho avuto l’impressione che nelle sale da pranzo degli alberghi i cani non li vogliano da nessuna parte, invece? Comincio a sperare… 😉

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    • marzo 1, 2015 alle 8:53
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      Più che ai ristoranti degli alberghi (come sai abbiamo alloggiato soprattutto in case, o se già sono in albergo posso pur sempre lasciare Frodo in camera) mi riferisco a ristoranti e pub in generale, ci è capitato di essere fuori a km da casa, e quando arriva l’ora di mangiare qualcosa (e fuori fa troppo freddo e piove) non so cosa daresti per mangiare un boccone caldo… al caldo. Con mia grande sorpresa i cani in GB sono ammessi in pochissimi locali, sempre millemiglia lontani rispetto a dove sei. Cornovaglia e Dorset hanno pubblicato una brochure con tutti ristoranti, alberghi, B&B ed attrazioni turistiche in cui i cani sono benvenuti. Hanno fatto del DogWelcome parte integrante del loro marketing turistico. Non sono stata in albergo, ma per curiosità ho sfogliato il numero di strutture anche B&B che accolgono i pelosi ed è di gran lunga più alto che nel resto di UK.

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      • marzo 1, 2015 alle 17:39
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        Grazie mille! Ora che il camper è venduto dobbiamo organizzarci meglio con Maya. 🙂

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        • marzo 2, 2015 alle 22:29
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          uhhh non deve essere facile rinunciare ad un amico tale. Come mai la decisione di venderlo?

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  • marzo 3, 2015 alle 21:24
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    Abbiamo visto che veniva utilizzato troppo poco per ammortizzare i costi, e non tutti i posti ci piaceva visitarli in camper. Da un lato siamo amanti della comodità, dall’altro ci piace sostare dove vogliamo. In Scozia e nel viaggio a Capo Nord il camper (motorhome, anzi) era l’ideale, ma in zone più umanizzate si finisce con l’usare spesso i campeggi, o in alternativa girare come dei pazzi in cerca di un posto per dormire sicuro e carino. Con una bestia di sette metri e mezzo sono manovre impegnative! Si rischiava l’isteria. Credo che noleggiare il camper sia meglio che acquistarlo, per persone come noi che fanno un solo viaggio lungo l’anno. Non siamo mai stati veri camperisti nell’anima, credo. 🙂

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    • marzo 6, 2015 alle 8:47
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      Qualche volta facciamo un pensiero al camper, ma poi le possibilità dello scambio casa ci invitano a riflettere: ma chi ce la fa fare. Magari se in futuro avremo tanto tanto più tempo per viaggiare…

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