Lifoi, Basilicata, Maggio 2015 - 06_new

Lo so mi avete invitato, ci avete provato almeno ad invitarmi la domenica, ed invariabilmente vi ho detto di no. Perdonatemi ma è la mia giornata. Il solo giorno della settimana in cui la profumeria è chiusa, le aziende sono chiuse, il commercialista non c’è: è il mio giorno di libertà.

Non riesco ad immaginare molto altro per le mie domeniche, quando non sono in viaggio, che prendere la strada dei boschi. È quel che più mi manca quando tra novembre, dicembre e gennaio le domeniche sono tutte dedicate al lavoro. È la mia pausa riequilibrante.

Non vado mai con grandi gruppi, qualche volta con qualche amico, molto più spesso con i soli Giovanni e Frodo. Lo avrete visto esco con qualsiasi tempo e tempaccio.

È il momento in cui i pensieri diventano più leggeri, continuano a correre ma raramente mi tormentano. È l’effetto distanza, quello di quando parti e sei in aereo e hai l’impressione che da lassù riesci a riflettere meglio sulla tua vita, senza avvitarti in introspezioni fini a se stesse, semplicemente tutte le cose, anche quelle storte, possano quantomeno essere guardate nella giusta prospettiva.

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È il miracolo dei bastoncini da Nordic Walking che danno un ritmo ai miei passi ed ai miei pensieri. O forse è semplicemente il corpo, costretto per un’intera settimana alle tante ore di fronte ad un computer, o ad altre insensate “inattività”, che finalmente fa quel per cui è progettato: muoversi in libertà. O forse ancora sono i polmoni che si riempiono dell’aria magnifica, che dona leggerezza alla mia testa. Oppure sono gli occhi non più costretti tra mura e schermi ma liberi di muoversi in un paesaggio sempre cangiante. O forse è la pelle lieta di sentire la carezza del sole, come il brivido del freddo, l’umido della pioggia, il sudore dello sforzo che sale…

La domenica è il mio giorno diverso. Quello in cui cerco di fare tutto quanto non faccio durante la settimana. Riduco al minimo, quando non a zero, le attività sui social ed internet. Il cellulare viene regolarmente spento ad inizio passeggiata ed acceso solo al rientro. Non c’è orrore più grande per me di qualcuno che parla al cellulare nel bosco. Il bosco è il presente, l’adesso, la connessione più forte alla terra, al muschio, alla corteccia degli alberi. Non esiste un altrove, un’altra cosa. L’unico diversivo sono le foto, ma quelle mi servono per raccogliere le sensazioni, per guardare meglio, per amplificare il presente non per superarlo.

Cerco di leggere belle cose la domenica, cerco di usare la fantasia anche solo per sognare di cose impossibili.

La Vocazione di Perdersi Ediciclo Editore_new

Sono grata alla mia città, perché diverse volte si è fatta la prova a tenere i negozi aperti alla domenica, ed almeno per la mia profumeria si è trattato più o meno di un flop. E va bene così. Perché la domenica, qualsiasi cosa vi piaccia fare, dovrebbe essere un giorno diverso per tutti. Penso con orrore – ohibò sono fatta così – a chi spende la domenica in un centro commerciale. Ho adorato quelle città come Monaco di Baviera, Montpellier che pur essendo grandi città alla domenica si fermano, perché mi fanno sentire il senso di questa grande pausa.

Genova - 097_new

Ho adorato i negozi che a Grénoble ed a Genova d’estate espongono cartelli come “Siamo chiusi per ferie per tornare rigenerati e potervi offrire di più”. Insomma in quest’epoca che dice che occorre lavorare 24h, che vorrebbe negozi sempre aperti, io ho adorato il senso di calma, il dover trovare divertimento altrove che non tra vetrine e souvenir. E se è una città turistica? Secondo me, e so di essere impopolare, non importa. I negozi chiusi, il silenzio offrono un cambio di prospettiva, impongono di cercare altro altrove. Si scopriranno allora stradelle dimenticate, prospettive che le vetrine nascondono, si riscopre il piacere di un panino su un prato, ma soprattutto si fa esperienza di quello stato di sospensione tipico di un centro con le serrande tutte abbassate.

Grenoble City Centre - 071_new

Per me la domenica è sacra, è un cambio di dimensione. Io, dissacrante e diffidente di tutte le religioni del mondo, credo che la domenica sia il giorno dello spirito.

Buon Cammino 🙂

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La mia domenica – storia di una giornata speciale e pur sempre troppo breve!

6 pensieri su “La mia domenica – storia di una giornata speciale e pur sempre troppo breve!

  • giugno 9, 2016 alle 15:25
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    Bellissimo post, mia cara Roberta.
    Io non amo i centri commerciali – cioè, sia a Ginevra che a Latina ci abito sopra il che è una gran comodità – ma scendo solamente poco prima della chiusura per continuare ad alimentarmi.
    All’inizio, quando mi sono trasferita in Svizzera, abituata agli orari italiani, ero quasi scandalizzata dal fatto che alle 18 chiude tutto, la domenica apre giusto qualcuno che vende beni di prima necessità, all’aeroporto e in stazione. Poi ci ho fatto l’abitudine, mi sono organizzata e devo ammettere che, adesso, la trovo innanzitutto una scelta democratica e, in secondo luogo, ho sposato l’idea che la domenica è fatta per andare a sciare, i pic nic al lago, le gite fuori porta o starsene semplicemente a casa con la famiglia.

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    • giugno 16, 2016 alle 8:12
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      Buongiorno Francesca, non è che odio i centri commerciali, non ne sono nemmeno una fan perché non sono una brava shopper…. ma come dici tu la domenica…. meglio concedersi qualcosa di più creativo e diverso 🙂

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  • giugno 10, 2016 alle 12:27
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    La domenica o il week end dev’essere così, la natura rigenera e per iniziare una nuova settimana devi almeno almeno dedicarle un giorno a settimana!

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    • giugno 16, 2016 alle 8:10
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      Dici bene Licia, è un momento “rigenerante” fisicamente e mentalmente. In tutto questo il più saggio è Frodo che ce lo ricorda puntualmente 🙂

      Rispondi
  • giugno 18, 2016 alle 1:37
    Permalink

    “Non riesco ad immaginare molto altro per le mie domeniche, quando non sono in viaggio, che prendere la strada dei boschi. È quel che più mi manca quando tra novembre, dicembre e gennaio le domeniche sono tutte dedicate al lavoro. È la mia pausa riequilibrante.
    […]
    È il momento in cui i pensieri diventano più leggeri, continuano a correre ma raramente mi tormentano. È l’effetto distanza, quello di quando parti e sei in aereo e hai l’impressione che da lassù riesci a riflettere meglio sulla tua vita, senza avvitarti in introspezioni fini a se stesse, semplicemente tutte le cose, anche quelle storte, possano quantomeno essere guardate nella giusta prospettiva…”

    U GU A LE !
    Io non ho domeniche: faccio i turni ciclo continuo… le mie domeniche sono tutti i giorni di riposo.
    Le tue strade dei boschi, sono le mie stradine per i girelli in moto…
    Le tue parole sui pensieri che diventano più leggeri e l’effetto distanza; la provo anche io sull’aereo ma anche chiuso con essi nel mio casco…

    Bellissimo post !
    Complimenti !

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    • giugno 18, 2016 alle 14:16
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      😀 bellissimo commento, grazie Max: you made my day! Sono contenta che altri si ritrovino nei nostri vezzi e vizi domenicali. Arrivederci presto in Basilicata !

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