UK 2014 - London - 0111Oggi è domenica e ci attenderebbero il Brick Lane ed il Colombia Floral Market con Danila e Gianluca (vedi puntata precedente se vuoi scoprire come da 3 siamo diventati 5, in realtà 6 ma non lo sapevamo e poi quella è un’altra storia). Da bravi turisti per sbaglio ci siamo arrivati davvero tardi, ma il salto da Bentham a Londra, seppure passando per Liverpool, non è ovvio. Ad ogni modo eravamo ancora in tempo per assaporare la fine di questa allegra sarabanda, tranne che per il Floral Market che stava proprio chiudendo i battenti… 🙁

In compenso un italiano che vendeva limonate ci ha diretti verso il Poppies Fish & Chips di Spittafield: pesce freschissimo, impanatura dorata e croccante, no olio puzzolente che cola a quintali, patatine fresche (no surgelate) cotte a puntino, obbligatoriamente avvolti in carta di giornale. E so’ soddisfazioni!

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All’andata lungo la White Chapel Road, tanto per arrivare ancora più tardi al mercato, non ho resistito ad entrare in un negozio arabo di profumi. Bottiglie accattivanti, profumi diluiti in olio invece che alcool. E tra questi ho trovato una rosa ed oud che mi ricordano molto, forse anche troppo, Perfumista Avenue. Poi un altro profumo appena fruttato, delicatamente orientale e con Danila abbiamo inaugurato la stagione del nostro “Shopping in London”. L’arabo è proprio arabo, con quel suo pragmatico senso orientale (che io dovrei tanto apprendere): “se compri un profumo 8£ se due 15£”, ci guardiamo complici con Danila “ok 2 profumi”. Lui annuisce sorridente “se comperi 2 profumi 15£ se comperi 3 profumi 20£”. “Interessante, ok 3 profumi”. Lui con calma annuisce sorride e continua imperterrito “Se comperi 3 profumi £20 se comperi 4 profumi £25”. Ipnotizzate io e Dani ci guardiamo 4 profumi fa 2 profumi a testa: un affare. “Ok 4 profumi”. Lui imperturbabile “Se comperi 4 profumi £20…”. Gianluca o Giovanni o forse tutti e due si sono intromessi con un “E basta voi due!!!” hanno rovinato tutta la magia. Lezione n°1: le donne devono fare shopping da sole o con un’altra donna complice (se è scomplice vi rovina tutto più di un uomo, dunque fate un esame accurato della vostra shopping partner prima di partire in missione). Lui, l’arabo, avrebbe fatto di noi quel che fa ogni incantatore di serpenti in piazza Djemaa El Fna, e 8 mesi più tardi ci trovereste ancora lì: “se comperi 1 milione di profumi £ 1.000.020, se comperi 1 milione e 1 profumo….”. Ma io i profumi ce li ho ancora gelosamente conservati nel mio armadio. Non la rosa e oud che costava un po’ di più e per la quale mio fratello non mi ha dato modo di effettuare le dovute negoziazioni. Lezione n°2: quando non acquisti qualcosa te ne rimarrà il rimorso a vita. Amen.

(A proposito ho scritto anche un post che include il tour delle profumerie artistiche nel centro di Londra)

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Per il caffè siamo approdati in quella che poi abbiamo scoperto essere una pizzeria. Stile bianco candido, molto Shabby Chic, come se stessero svolgendo ancora i lavori di ristrutturazione prima dell’apertura del locale. Ci siamo divisi un dolcetto, che qui tutto costa un occhio, ma ci hanno fatto entrare anche con Frodo e dunque gratitudine estrema, avrebbero meritato avventori meno pidocchiosi di noi.

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Per la serata stavamo per seguire Danila e Gianluca ad Hampstead per una veduta su Londra da lontano, quando Giovanni mi fa “beh pittoresco il centro di Londra”. Lui a Londra non ci è mai stato e i suoi passi sono stati ieri nel parco della Dunstein Church, oggi qui in pieno East End, ed adesso pensa che questo pezzetto molto peculiare di Londra ne sia l’unica essenza, come se una passeggiata in Corso Buenos Aires rappresentasse tutta Milano. No, occorre rimediare, presto. Bisogna almeno arrivare all’ingresso del centro di Londra. In fondo siamo a due passi (vabbé un pochino di più) da Tower Bridge e la Torre di Londra. Dunque facendo a zig zag per la City più paciosa che mai di domenica, tra un Gherkin e una vista sullo Shard dall’altra parte del Tamigi siamo di fronte la Torre di Londra, rossi papaveri la avvolgono tutta.

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E di là il Tower Bridge, questo ponte che ho visto per la prima volta a 13 anni per il classico corso di inglese in college. Ha sempre acceso il mio immaginario, anche se ho qualche rimostranza nei suoi confronti. Insomma vorrei che Tower Bridge fosse l’antico storico London Bridge, quello che è stato per secoli l’unico ponte Londinese sul Tamigi. Quello immortalato da De André nel suo Geordie. Devo proprio convincermi che non si può avere tutto nella vita.

C’era tantissima gente, in fondo siamo in pieno agosto. Ma gli spazi sono dilatati per accoglierci tutti, senza fatica troviamo una panchina libera, ci sediamo per godere di questo tramonto tra gli schiamazzi dei gabbiani, questa luce soffusa e la sagoma infinitamente romantica del Tower Bridge che ci rimanda a tempi di fiabe, leggende e cavalieri ed è inutile che facciate i saputi e cerchiate di ricordarmi che è stato costruito a fine ‘800. Non lo voglio sapere.

Gallery:

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Questi qua che vi sembrano 4 sono in realtà 5. E Valentino sghignazza felice dello scherzo che ci sta preparando.
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Questo, ovviamente è Frodo.

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Fumatori, niente se e niente ma, gettare una cicca di sigaretta a Londra (ma non solo a Londra) è REATO.

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24) Inghilterra 2014 – Brick Lane Market, la Torre di #Londra, ed il Tower Bridge con cui ho un conto in sospeso…
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10 pensieri su “24) Inghilterra 2014 – Brick Lane Market, la Torre di #Londra, ed il Tower Bridge con cui ho un conto in sospeso…

  • aprile 4, 2015 alle 15:13
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    Sono d’accordissimo con te: il Tower Bridge dovrebbe essere il London Bridge e viceversa! Ed, infatti, per anni ho creduto che fosse cosi..
    P.s. mi hai morire con la storia dei profumo: se non ti avessero distratto, magari sapevo dove trovarti la prossima volta che vado a Londra!

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    • aprile 4, 2015 alle 23:43
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      Potremmo procedere ad una raccolta firme 😉 E si, avremmo potuto incontrarci lì se era tua intenzione tornare a Londra nei prossimi 2 anni 😉

      Rispondi
  • aprile 5, 2015 alle 3:25
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    Come al solito, leggervi è come fare un tuffo in posti magnifici…ma alla fine, quanto costava un profumo? ahah

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    • aprile 12, 2015 alle 9:58
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      Ughetta, mi era proprio sfuggito il tuo commento. Se solo i due terribili maschiacci che ci accompagnavano avessero atteso abbastanza a lungo (1-2 anni) il profumo sarebbe stato completamente gratis!

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  • aprile 8, 2015 alle 16:44
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    Bricklane lo conosco!!! A me era piaciuto molto! Che bello il vostro cagnolino, o meglio cagnolone in posaaaa :-)!!!

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    • aprile 12, 2015 alle 9:55
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      Si questa volta con lo scambio casa ci è toccata la zona dell’East End con le sue tradizioni culturali e Brick Lane non potevamo lasciarcela sfuggire 🙂

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  • aprile 14, 2015 alle 14:53
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    Forse questo è uno dei tuoi post che mi sono piaciuti di più: l’ho letto tutto d’un fiato ed è simpaticissimo! La questione dei profumi arabi e dell’oud mi tocca da vicino: se me lo dicevi prima che ti piacevano, te ne portavo dall’Oman, che costano poco e sono fantastici, soprattutto un olio che vende una signora al souq di Muscat, fatto in casa, che se cominciassi a vendere online farei affari perchè quando lo metto addosso c’è svenimento nei dintorni (e non so per la bontà del profumo o perchè è nauseante, ah ah). Ovviamente mi hanno detto che per importare oli e cosmetici in Italia ci vogliono controlli su controlli etc etc. Quindi ho desistito.
    Foto belle e simpatiche come sempre, soprattutto la terz’ultima dove mi ricordi Ines de la Fressange (dì pure a Giovanni di cominciare a tirarsela – e anche a Frodo)

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    • aprile 15, 2015 alle 8:32
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      Potrei impazzire in Oman, su uno dei libri più belli che abbia letto sui profumi “Le Parfum”, Annick LeGuérer, descrive proprio il culto e la sensibilità araba per il mondo dei profumi, come le donne arabe ricorrano a 7-8 sovrapposizioni di essenze e profumi per creare combinazioni uniche e personali. Un mondo affascinante, sicché prima o poi, potrei chiederti di farmi da guida in Oman per un viaggio tra i profumi 🙂

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