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Senza pensarci su troppo un giorno di ottobre ho deciso di iniziare questo blog, per raccontare le nostre avventure di viaggi, senza molte pretese, magari solo per preservarne le memorie per noi stessi e magari condividerle con amici.

 Ho vissuto 6 anni in Scozia, ci sono arrivata con il solito Erasmus e alla fine del mio anno lì ho scoperto di non poter tornare a casa, nemmeno a Parma (la città dove avevo deciso di studiare, io sono lucana). Sono restata a Glasgow per 6 magnifici anni. Poi sono dovuta rientrare in Italia e prendere in mano le sorti della profumeria di famiglia. Doveva essere una scelta momentanea… ma poi partire è facile, ripartire più complesso. Almeno nel mio caso.

L’esperienza fuori, ti trasforma per sempre. Ancora oggi qualche nuovo cliente mi chiede “ma lei è di qui? Sembra una straniera…”. Non è la lingua, certo non parlo con accento inglese, né con quelle “piccole reticenze” di quando torni alla tua lingua madre dopo 12 mesi di solo e soltanto inglese. No, quando sei stato fuori hai un modo di guardare il mondo diverso, che tu lo voglia o meno. E la gente, tuo malgrado, lo avverte, incredibilmente subito. Come dice Giovanni “sarò una straniera per sempre”.

Ma non è di questo che volevo parlarvi. Faccio fatica a venire al punto sebbene questo post mi ronzi nella mente da ben prima di Natale. Dunque apro il mio blog, una sorta di diario di viaggio. Poi comincio a guardarmi attorno… avrei potuto puntare al settore diari di viaggio di famiglie che viaggiano felici una volta l’anno. Affezionarmi ai racconti di blog che ospitano i post di tali viaggiatori.

Invece il primo blog che mi capita sottomano è quello di Claudia Moreschi di Travel Stories, una tizia (perdonami) che conta di lasciare il lavoro per andarsene vagabondando in Asia con un biglietto di sola andata. E nel frattempo racconta dei suoi passati pellegrinaggi in giro per il mondo. Mi affeziono presto al suo modo di vedere il mondo, ai suoi libri, al suo modo di pensare.

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Poi è il turno di Adventures in Wonderland, 2 miti signori canadesi, che in odor di pensione mollano tutto, ma proprio tutto, vendono casa, mobili, auto e decidono di voler trascorrere il resto della loro vita girando il pianeta in lungo e in largo. In uno dei loro post scopro che ad averli “ispirati” dando l’inizio alla grande avventura è stato il libro di Julia Cameron “The Artist’s Way”. Ehi…. ma quello è un libro che ho acquistato tanti anni fa, per lo storytelling, e mai letto. Ma dove sarà mai? Temo una di quelle ricerche snervanti e senza fine, ed invece alzo i miei occhi sulla prima mensola sopra la scrivania ed il libro (che reca data novembre 2007) è lì ad aspettarmi. Una coincidenza troppo straordinaria perché non decida di cominciare il percorso di 12 settimane alla ricerca del Self Creativo (ma non solo) che la Cameron propone… è la prima volta che leggo un libro del genere, non mi soffermo mai sulla mensola dei “Self-Help”… ma questo libro è davvero diverso dai soliti spacciati guru dalle formule trite e contrite.

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Nel mentre mi schianto sul sito di Eli Sunday Siyabi Too Happy to be Homesick, e qui scopro un ennesimo bizzarro personaggio. Una maestra di inglese che anziché essere strafelice del suo posto fisso (ehi siamo in Italia!) ha già mollato tutto una volta per un’avventura di 2 anni… e intende riprovarci di nuovo a giugno prossimo forse non più in aspettativa ma rinunciando definitivamente al posto fisso. Tra i suoi articoli vedo citare una tale Elizabeth Gilbert, e scopro che è la scrittrice di un famoso libro “Mangia, prega, ama”. Quel giorno stesso passano in televisione lo spot che la settimana successiva il film (starring Julia Roberts) andrà in onda. Ancora un’altra coincidenza. Vedere il film ed acquistare il libro è un tutt’uno. Così tra una pagina e l’altra scopro che Eli, come la protagonista del libro, è l’emblema di una persona che vuole vivere nel mondo affondandoci dentro non 2 ma 4 piedi senza rinunciare ad una dimensione spirituale.

DSCN2092_newCosì un giorno mi scopro di fronte al camino con una serie di libri da Hemingway a Kerouac, a Kapuscinsky, alla Gilbert, alla Cameron… tutto per colpa di… Cyber amicizie! Ma la cosa più strana è quella che mi sta nascendo dentro. No, non sono una che mollerà tutto e venderà casa per partire per sempre. Sono una chiocciola, ho bisogno della mia casetta, vivo bene il quotidiano nella mia Basilicata. Non un idillio certo, come dico sempre a Potenza vivi tranquilla il tuo day-by-day, con ritmi lenti e comodi, devi solo fare attenzione a non addormentarti e scoprire un giorno che il mondo è andato avanti di 100 anni e tu sei sempre lì. Ma scopro che alcune delle mie stramberie hanno forse un senso…

Ecco dopo i primi anni finanziariamente difficili e provanti, pian piano il negozio si è rimesso in piedi, intendiamoci una piccola attività commerciale è sempre messa a dura prova e la molto relativa sicurezza di oggi può essere spazzata via nel giro di due mesi. Ma ad ogni modo ho cercato di farne un lavoro quasi part-time (la bestiolina ha tentacoli lunghi e mollarla non è facile). Dal 2006, grazie a Giovanni, ci siamo iscritti ad Homelink, un sito per lo scambio casa che ci ha aperto un mondo. La crisi nel commercio picchia duro, ma io fantastico di poter assumere una seconda persona in negozio e staccare il biglietto per una maggiore libertà. Il sogno nel cassetto un Anno Sabbatico (e per un micro-imprenditore di questi tempi suona come un miraggio puro), non a breve termine ma magari come ricompensa ai prossimi 10 anni di lavoro. E nel frattempo voglio viaggiare di più, adesso che ne ho le energie e la salute, ed il mezzo: lo scambio casa. Ecco sono assetata di libertà, ok il mio lavoro in negozio, ma non riesco a vivere l’abitudine agli orari. Sono allergica alle routine. Mi piace lavorare da stancarmi per un trimestre e godermela poi per un mese, sono così da sempre per tutte le cose, grandi fiammate, grandi passioni e poi pausa…

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Poi ulteriori incontri: la penna appassionata di Patty di Bonifici e Sogni, la cui dichiarazione d’amore per il mare mi fa tremare ancora adesso, le sue foto riflettono il suo animo appassionato frugano ovunque fino a scovare sempre l’inaspettato.

L’amore per la propria terra (e di viaggi), e la supercreatività di Valentina di Travel Upside Down, la penna intrigante e profonda di Lucia di Respirare con la pancia, l’esperienza senza fine di trapiantarsi in un nuovo paese di Roberta (o anche Ughetta) di A saperlo prima con la sua infinità curiosità di conoscere e scoprire nuove persone e nuovi stili di vita. La storia straordinaria di Dale e Franca di Angloitalian follow us che mollano tutto e si inventano una vita da girovaghi, vivendo con incredibilmente poco, ma scoprendo notevolmente tanto. Spero di incontrarli un giorno visto che Franca è di Alberobello (un paio di ore di viaggio da Potenza) Forse questa è una delle cose che più mi manca nel quotidiano, quell’incontro con spiriti affini che sanno cosa significa tornare a casa dopo un lungo viaggio e non essere più quel che si era prima. Quel desiderio di vivere una vita al di là di convenzioni e con il solo desiderio di conoscere se stessi camminando per il mondo. Gianluca Orlandi che mi ricorda che si comincia ad imparare e crescere quando si esce dalla Comfort-Zone.

Diapositiva4Insomma quel che sto cercando di dire fin dall’inizio di questo lungo post, e che non so dove andrò anzi andremo a parare visto che le mie sorti sono indissolubilmente legate a quelle di Giovanni e Frodo. Ma mi pare di avere aperto una finestra e di respirare aria nuova, di aver ricominciato a pormi domande importanti su chi sono e dove voglio andare. E di questo ringrazio tutti voi, quelli che ho nominato e quelli su cui ho cliccato con entusiasmo un Mi Piace, non riuscivo proprio a nominarvi tutti. Ecco questo 2015 sarà un viaggio di scoperta, di domande che non mi ponevo da un po’, di nascita di nuovi progetti, di connessioni inattese… che il 2015 abbia inizio!

Non sono #traveldreams2015, ma riflessioni su questi ultimi mesi e su quel che verrà…

22 pensieri su “Non sono #traveldreams2015, ma riflessioni su questi ultimi mesi e su quel che verrà…

  • gennaio 1, 2015 alle 11:30
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    Grazie mille per le belle parole e anche noi speriamo di potervi incontrare un giorno. Vi auguriamo un grandioso anno pieno di vaiggi incredibili ma soprattutto di trovare le risposte alle tue domande 😉

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    • gennaio 2, 2015 alle 11:38
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      Ma grazie a voi del vostro blog e articoli stupendi, e degli auguri belli che vi ricambiamo di cuore… quanto alle risposte alle mie domande nel riparliamo tra un anno 😉

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    • gennaio 2, 2015 alle 11:41
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      Grazie cara, hai un blog che sprizza personalità da tutti i pori, conto di venirti a trovare più spesso. Buon 2015 e ottimi caffé a venire, no sugar of course 🙂

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      • gennaio 2, 2015 alle 17:45
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        Wow, che bella cosa mi hai detto!
        Anch’io passerò di qui molto spesso: mi piace il tuo modo di raccontare, amo anch’io la Gran Bretagna e sogno di riuscire a portarmi dietro il peloso di casa, ma – essendo un coniglio – gli manca lo spirito di avventura!

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  • gennaio 2, 2015 alle 2:27
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    Davvero il mio è stato il primo blog in cui ti sei imbattuta? Ma questa cosa mi emoziona tantissimo!!! Mi piace quello che scrivi e sono contenta che condividiamo lo stesso modo di pensare e vedere le cose 🙂 e anche se mi chiami “tizia” va bene lo stesso!!!!!! Onoratissima davvero. Vi auguro un 2015 meraviglioso e pieno di viaggi 🙂

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    • gennaio 2, 2015 alle 11:46
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      Si Claudia, credo che siano arrivati prima i post sull’Africa e poi un post molto stimolante su Cefalonia. Credo che sia stato proprio allora che mi è scattato dentro… quasi quasi ci apriamo un blog anche noi, mi piacerebbe entrare in contatto con questa community di viaggio e non solo…. Appena ci scrolliamo di dosso un po’ di lavoro…. abbiamo un po’ di puntate arretrate da recuperare dei tuoi viaggi in Estremo Oriente. See you soon 🙂

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  • gennaio 2, 2015 alle 14:28
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    “…si comincia ad imparare e crescere quando si esce dalla Comfort-Zone..”
    Come non darti ragione….

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    • gennaio 2, 2015 alle 15:00
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      Noi siamo un po’ pigrotti e tendiamo a prendercela comoda, tra i blogger citati troverai viaggiatori di ben altra tempra e da quel poco che ho sbirciato credo che anche tu rientri appieno nella seconda categoria. Tornerò presto a leggerti e guardare le tue stunning pics!

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  • gennaio 3, 2015 alle 9:19
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    bellissimo post! 😀 Tra l’altro tra i tuoi idoli ci sono due donne che personalmente adoro 🙂
    L’anno sabbatico è un gran bel sogno per molti, ma mai dire mai!
    Non è facile di questi tempi, ma per me bisogna sempre tenere duro.. mollare mai!
    In bocca al lupo 😀

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    • gennaio 3, 2015 alle 23:52
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      Manuela che sorpresa trovarti qui. Sono contenta che abbiamo idoli-bloggers in comune…. Grazie della visita ed auguri di cuore per un 2015 ancora più ricco di novità e di scoperte. A presto, sul tuo vulcanico blog 🙂

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  • gennaio 3, 2015 alle 15:49
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    Hey ma…..grazieeeee ! Che bello essere tra i tuoi pensieri . Il 2014 tra le altre cose mi ha portato la consapevolezza che ho tante sorelle/fratelli dell’anima: blogger o lettori che viaggiano sulle mie lunghezze d’onda e mi fanno sentire infinitamente meno sola in questi territori di libertà ma anche di isolamento a volte. Grazie , grazie davvero

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  • gennaio 5, 2015 alle 16:16
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    Io vi ringrazio con il cuore per questo post. E’ bello seguirvi, sognare insieme, condividere viaggi ed emozioni, pensieri e opinioni. Vi auguro uno splendido 2015, con tante nuove e profonde esperienze. Un abbraccio. Grazie ancora, con il cuore. A presto! 🙂

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  • gennaio 8, 2015 alle 7:01
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    Sono io che ringrazio voi per tutto…per le bellissime foto che avete condiviso, per i vostri racconti che mi hanno strappato sempre sorrisi e messo allegria…Siamo tutti fisicamente distanti ma piu’ passa il tempo e piu’ sento di appartenere a questa grande famiglia virtuale con cui condividere esperienze e riflessioni…per il solo piacere di farlo…senza interessi in mezzo a rovinare tutto. E’ un piacere tuffarmi in questo 2015 in vostra compagnia! Roberta

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  • gennaio 8, 2015 alle 16:25
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    Sono appena rientrata dall’Oman e leggere questo post mi ha emozionata non poco.
    Io non ho scritto nulla, nè di Travel Dreams nè di niente, perché sono una superstiziosona e credo nel non rivelare mai niente prima, e nel sognare in silenzio attendendo che le cose si avverino.
    La magior parte dei/delle blogger da te nominati sono anche amici virtuali della sottoscritta, e credo che ci sia proprio un filo che leghi le varie Patty, Ughetta, Lucia, Gianluca, Claudia, Dale e Franca (nonché Manuela e Francesca dei commenti) e noi due. Non ci si sceglie mai per caso!

    A te dedico questa frase tratta dal nostro ben noto Eat Pray Love: “Be careful what you pray for, Groceries, cuz you just might get it”.
    A me è successo così. A te succederà lo stesso. Richard from Texas ti ha avvertita.

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    • gennaio 8, 2015 alle 22:39
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      Anch’io sono estremamente scaramantica e sa da una parte volevo far esplodere i miei sogni di viaggio, dall’altra non ce la faccio proprio. Ho una sorta di paura che a svelare prima certe cose, gli togli qualcosa della loro potenza e di cui hai bisogno per realizzarli, tanto più sono lontani e non prossimi a realizzarsi. Però comunque, confesso, in qualche modo mi hanno contagiata (Lucia, Manuela e Vale, le terribili 3!) e mi sono “sbottonata” più di quanto pensassi mai di poter fare, tanto più su un blog…

      For the rest, I’ll be extra-careful, Richard.

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  • gennaio 26, 2015 alle 13:37
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    Che bellezza!! Mi ero persa questo post ma ora mi è capitato sott’occhio e sono proprio contenta 🙂 Tra le persone che nomini ci sono molte mie super piacevoli letture abituali, quindi mi fa piacere essere nominata assieme a loro. Inoltre, io trovo che il vostro stesso blog sia aria nuova; mi piace leggervi. Qua trovo racconti spontanei, dettagliati, divertenti, scritti per dei lettori affezionati e non per farsi trovare meglio dal motore di ricerca. Grazie 🙂

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    • febbraio 6, 2015 alle 22:12
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      Hai messo il dito nella piaga Vale. Il giorno prima di aprire il blog, ho pensato che tra le modalità da non usare c’era quella del diario di viaggio (peggio ancora se differito nel tempo e non in real-time), il giorno dopo sulla tastiera mi sono scontrata con i miei limiti. Non sapevo come raccontare la nostra storia se non nella modalità diario-di-viaggio che ancora continuo ad aborrire. Ma visto che altro non partorivo… 😉

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Quattro chiacchiere ed una tazza di... te!

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