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Un’altra giornata piena piena. Questa volta dall’atmosfera molto inglese: piove da stamani alternando pioggia, pioggerella, pioggerellona. A sera sono sempre nella veranda, sempre con i girasoli e dio sa quanti chilometri nelle gambe.

 Musei a dimensione famiglia: bimbi quante cose da fare per voi!

Con Giovanni abbiamo visitato il Natural History Museum ed il Pitt River, Frodo per una volta è stato brutalmente (secondo lui) lasciato a casa (dopo la solita passeggiata lungo il fiume). Stessa accoglienza che all’Ashmolean: un museo a porte aperte e poiché è domenica strapieno di famiglie venute con i piccoletti a passare la giornata. Anche qui tutto è a portata di mano, i cartelli dei DO NOT TOUCH (gli scheletri dei dinosauri anche se sono solo dei cast, sono fragili) sono compensati da invitanti PLEASE TOUCH. Sicché bambini, e meno bambini, sono liberi di sentire il duro pelo del canguro, quello lungo della volpe, le piume di un falco e di un gufo, possono indugiare sulla superficie di strani minerali, fossili e legni fossilizzati. Non pare vero.

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E non pare vero neppure che un museo sia interamente al servizio degli ospiti (non paganti, chiaramente). Non c’è l’istituzione austera e severa, qui il luogo appartiene prima di tutto a chi lo visita. Gentili signore e signori si avvicinano a tutti i marmocchi e genitori con grandi fogli con cui i piccoli sono invitati a scoprire indizi e completare una sorta di caccia al tesoro, al termine della quale diverranno ufficialmente esploratori. I salvadanai dove si raccolgono le offerte libere dei visitatori dicono che tutti i soldini lasciati dai visitatori saranno usati esclusivamente per le attività gratuite che animano il museo. Il che significa, immagino, che i soldini delle mostre (quelle si pagano) si finanziano con i biglietti stessi.

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La struttura Liberty in ferro e vetro da sola vale la visita. Adoro il colpo d’occhio dall’alto o dal basso dell’immensa sala. Il luogo perfetto per rimanere chiusi di sera quando Dodo e Rex, andati via gli ultimi visitatori, si stiracchiano e si raccontano la giornata di lavoro.

Il Pitt River un museo di cose strane

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L’annesso Pitt River, è un museo etno/antropologico, un supercalderone di oggetti messi assieme per tema e non per periodo spaziando per i 4 e più cantoni del pianeta. Sicché c’è la teca delle case, delle maschere, degli amuleti magici, dei mezzi di trasporto. La cosa è curiosa e divertente, la sala è un po’ buia, nell’aria l’odore tipico dei musei, ma anche qui la gente si diverte additando questo o quello strano oggetto, e l’allegro caos non mi dispiace affatto.

 In fondo a un vicolo stretto che non ci puoi credere il Turf Tavern Pub

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Abbiamo mangiato nel Turf Tavern Pub. Qui la famiglia LeVay si divide: per Ben (lo scrittore) il pub è un tipico pub dell’OxfordShire, per Julian (il nostro ospite dello scambio casa) si tratta di una tourist trap, anche se ammette che l’atmosfera è piacevole, il cibo buono, i prezzi decenti. Vorrei spiegargli che in Italia la definizione di tourist trap prevede non solo un posto superaffollato e sporco, ma soprattutto fetenzìe da mangiare a prezzi osceni. Il pub del xiii secolo con le sue volte basse a travi in legno, è nascosto in un vicolo che se siete un po’ più rotondi della media non ci passate neppure di lato, il suo beer garden in uno stretto cortile medioevale, allegro ed accogliente. Il cibo buono i prezzi idem, e la birra, sebbene io sia solita fare smorfie ad ogni sorsata (dopo aver vissuto 6 anni in Scozia vuol dire che sono senza speranze) scende giù che è un piacere.

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 Un ultimo saluto al centro storico

Ultimi due passi per il centro, Bodleian Library, Radcliff Camera, Il Ponte dei Sospiri, una veloce visita alla Chiesa della Santa Maria Vergine, High Street con le sue costruzioni tutte color miele ed i campanili delle chiese che si arrampicano verso il cielo, la Carfax Tower che ha segnato ogni nostro ingresso in città, vi salutiamo tutti e ci ripromettiamo di ritornare, Oxford nel mio immaginario grigia ed austera ci ha conquistati. Non a caso qui sono passati alcuni degli autori miei più cari da JK Jerome, a Lewis Carroll, a Graham Green al mostro sacro JRR Tolkien.

Bello avere un cane e farti altri 5-6km di passeggiata quando crolleresti esausto in poltrona…. 

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Arrivati a casa saremmo volentieri sprofondati in poltrona, ma il cane ci ha guardato con quel suo sguardo malinconico che ti fa sprofondare nei sensi di colpa, ci ha fatto feste come non ne fa mai se non quando vuole ottenere qualcosa. Avete presente quel luogo comune che dice che i gatti sono dei ruffiani interessati mentre i cani sono altruisti e totalmente devoti all’uomo? Non è vero affatto: i cani sono peggio dei gatti, solo sono degli attori migliori! Sicché senza neppure toglierci la giacca intrisa di pioggia siamo entrati dall’ingresso principale e usciti sul retro per l’ennesima passeggiata lungo il fiume. Lui, il cane, non ha remore né sensi di colpa di fronte la nostra stanchezza, le pulizie da fare, i bagagli da preparare che domani si parte. OK avevamo ancora da digerire il lauto pasto del Turf Tavern Pub.

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GALLERY

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11) Inghilterra 2014 – Oxford i Musei per famiglie, il Turf Tavern Pub e i cani che non sono affatto i migliori amici dell’uomo
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4 pensieri su “11) Inghilterra 2014 – Oxford i Musei per famiglie, il Turf Tavern Pub e i cani che non sono affatto i migliori amici dell’uomo

  • dicembre 9, 2014 alle 19:46
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    I cani finiranno per dominare il mondo 😀 basta che facciano quello sguardo loro che mi piace tanto e io gli farei dominare tutto ahahahh
    Tutto bellissimo .) mi ha fatto ridere la foto davanti al cibo! Gioia e felicità 😀 la capisco pienamente!!!

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    • dicembre 10, 2014 alle 13:25
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      Hai pienamente ragione Vale, in viaggio le piccole conquiste contano tantissimo: un buon pasto in un posticino carino è una delle cose che ti riempie di una gioia infantile ed immediata. Speriamo che ci siano sempre più cani (pelosi in genere) adorati come Frodo e Totò (del Ragioniere Ugo) 🙂

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  • dicembre 10, 2014 alle 12:52
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    Bell’articolo, leggendolo sembrava di essere lì con voi!!

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    • dicembre 10, 2014 alle 13:29
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      Grazie Christian, detto da te poi che gestisci un superblog, tornerò a trovarvi da accanita lettrice di viaggi, anche quelli che non farò mai 🙂

      Rispondi

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